Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump starebbe prendendo in seria considerazione la possibilità di graziare alcuni membri dell’esercito americano accusati o condannati per crimini di guerra, compresi casi di omicidio, tentato omicidio e profanazione di cadavere, secondo due funzionari statunitensi citati dal New York Times. Secondo le fonti, l’amministrazione Trump avrebbe presentato questa settimana richieste urgenti relative alle pratiche necessarie al provvedimento di grazia in vista del Memorial Day o dei giorni ad esso vicini.

Una richieste di grazie riguarderebbe il Capo delle operazioni speciali Edward Gallagher, che dovrebbe essere processato nelle prossime settimane con l’accusa di aver sparato a civili disarmati e di aver ucciso un prigioniero con un coltello mentre era in servizio in Iraq.

Graziati anche i soldati condannati per crimini gravi

Tra i soldati condannati, pronti a ricevere la grazia dall’amministrazione Trump, ci sarebbe un mercenario di Blackwater, la compagnia militare privata fondata dall’ex ufficiale Erik Prince. Nel 2014, la giustizia americana ha riconosciuto colpevoli di omicidio volontario, e in un caso anche premeditato, quattro ex-contractor della compagnia che nel 2007 a Baghdad uccisero 17 iracheni, quasi tutti civili inermi. Per il principale imputato, Nicholas Slatten, venne confermata l’accusa di omicidio premeditato mentre gli altri tre – Paul Slough, Evan Liberty e Dustin Heard – sono stati ritenuti colpevoli di omicidio volontario. I quattro uomini, in quel 16 settembre, erano di scorta ad un diplomatico americano nella capitale irachena quando aprirono il fuoco con armi automatiche compiendo la strage dei civili innocenti.

Per uno degli ex contractor della Blackwater di Prince (ora Academi), vicino all’amministrazione repubblicana ma, soprattutto, all’ex stratega della Casa Bianca Steve Bannon, è probabile che arrivi dunque la grazia da parte del Presidente Donald Trump. Gli altri soldati dell’esercito condannati per crimini di guerra oggetto del provvedimento sarebbero Mathew Golsteyn, il berretto verde dell’esercito accusato di aver ucciso un afgano disarmato nel 2010 e un gruppo di cecchini del Corpo dei Marine, colpevoli di aver urinato sui cadaveri di alcuni combattenti talebani morti. La Casa Bianca, secondo le fonti citate dal New York Times, avrebbe inoltrato venerdì le richieste di grazia all’ufficio del Procuratore del Dipartimento di Giustizia. Il tutto dovrà avvenire prima del Memorial Day, in programma il 27 maggio.

il presidente e la grazia a behenna

Non più tardi di una decina di giorni fa, il Presidente Donald Trump ha graziato un ex soldato americano condannato per spogliato e poi ucciso con due colpi di pistola un prigioniero iracheno. Come confermato dalla portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders, si tratta dell’ex tenente Michael Behenna.

Behenna, un comandante di plotone della 101a Divisione, è stato condannato per omicidio e condannato a 25 anni per aver ucciso in Iraq, nel 2008, Ali Mansur Mohamed, un sospetto terrorista legato ad al-Qaeda. Condanna che è stata successivamente ridotta a 15 anni, fino alla decisione di Donald Trump di concedere la grazia all’ex tenente. Come ha confermato Sarah Sanders, la grazia a Behenna è stata sostenuta fortemente da parte dei militari e dai deputati e senatori dell’Oklahoma, che hanno fatto pressione sulla Casa Bianca. “Behenna è stato un detenuto modello – ha sottolineato Sanders – e ha ampiamente meritato il perdono”.

La decisione di Donald Trump di perdonare ex soldati autori di crimini talvolta anche efferati è destinata a far discutere.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.