Una delle personalità più colte e preparate dell’esercito statunitense: il presidente Donald Trump ha nominato il generale H.R. McMaster nuovo consigliere alla sicurezza nazionale. Il veterano, noto per i suoi ruoli nella Guerra del Golfo e nelle operazioni Iraqi Freedom ed Enduring Freedom, sostituisce Michael Flynn, dimessosi a causa di contatti “compromettenti” con i russi . Ad annunciare il nome di McMaster è stato lo stesso presidente dalla sua residenza di Mar-a-Lago (Florida): “È un uomo di grandissimo talento e di grandissima esperienza” – ha dichiarato Trump. Capo dello staff di McMaster sarà l’attuale consigliere per la sicurezza nazionale a interim, Keith Kellogg.Schietto, insubordinato e coltoLa personalità del nuovo consigliere alla sicurezza nazionale è molto interessante e peculiare. Noto per la sua indipendenza, è definito da molti esperti ed analisti una sorta di “soldato-intellettuale”. Interessante in merito la lettura fornita da Politico: “McMaster non è solo un appassionato di storia, è uno storico; in un recente discorso ha citato senza problemi Aristotele, George Washington, Immanuel Kant e G.K. Chesterton. Trump è orgogliosamente imprevedibile e impulsivo, mentre McMaster è posato e razionale. Il generale ha trasformato la sua tesi di dottorato in un libro sul Vietnam molto apprezzato, Dereliction of duty del 1997: nel libro critica gli alti ufficiali dell’esercito per non essersi opposti alla politica dettata dall’amministrazione in Vietnam. Trump ha nominato un suo alter ego, che ha fatto carriera grazie alla sua indipendenza e non ha mai temuto di dire la verità in faccia al potere”.Sul campo di battagliaIl generale diventò una leggenda militare quando, nel 1991, durante la prima Guerra del Golfo, disobbedì agli ordini – al tempo era capitano del 2 ° reggimento di cavalleria corazzata – e colse di sorpresa la Guardia Repubblicana Irachena, distruggendo più di 80 carri armati e veicoli blindati nel deserto. Un gesto di insubordinazione, poiché gli ordini erano diversi: arretrare e attendere rinforzi.”McMaster è uno dei migliori e più audaci ufficiali della sua generazione, nonché un intellettuale che si è formato come storico e che pensa come uno stratega, sempre tre mosse avanti agli altri” – osserva Nagl, autore di Knife Fights: A Memoir of Modern War in Theory and Practice. “E’ una persona di assoluta integrità morale e porterà questa sua caratterista ai vertici del consiglio di sicurezza nazionale. Per il futuro della Casa Bianca e del presidente, penso sia un bene che abbiano scelto una persona come lui”.Un ruolo delicatoMcMaster eredita un Consiglio di sicurezza nazionale nel caos e disordine. Il suo predecessore, il generale Michael Flynn, è stato costretto a dimettersi dopo meno di un mese di lavoro a causa di una conversazione con un ambasciatore russo. La prima scelta di Trump come suo sostituto, il vice ammiraglio Robert Harward, ha rifiutato l’incarico. Il neo consigliere alla sicurezza nazionale dovrà inoltre collaborare e convivere con l’influente chief strategist di Donald Trump, Steve Bannon, ex direttore e fondatore di Breitbart News.Come raccontavamo pochi giorni fa, con una mossa senza precedenti nella storia degli Stati Uniti, Trump ha nominato Bannon all’interno del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e del Comitato di Presidio. Bannon e Sebastian Gorka, anch’egli ex corrispondente di Breitbart News, hanno un ruolo di prim’ordine nell’ambito della sicurezza nazionale e sono gli autori del bando anti-migranti dell’amministrazione Trump.Gli analisti: “McMaster è un vincente”A giudicare dalla carriera del generale McMaster, tuttavia, c’è da credere che non si farà affatto intimidire e saprà far valere il suo ruolo e le sue competenze. “Se si aspettano che il generale McMaster si faccia mettere i piedi in testa o se ne stia in disparte ad assistere, direi che hanno sbagliato persona – dichiara a Politico Joseph Collins, direttore del Center for Complex Operations at National Defense University. “McMaster ama confrontarsi; egli osserva, ed è bravo a spiegare concetti complessi e a vedere il quadro generale. La sua carriera ci racconta che il generale è un vero vincente”.I rapporti con il PentagonoMcMaster dovrà inoltre lavorare accanto Mattis e con il direttore della Cia, Mike Pompeo.“I tre – osserva Nancy Youssef su Buzzfeed – hanno posizioni affini su Isis e al-Qaeda, nonché su come gli Stati Uniti dovrebbero schierare la propria forza militare. Ma dei tre, solo McMaster si trova all’interno della Casa Bianca. La sua influenza e il suo ruolo all’interno dell’amministrazione, potrebbe rafforzare il Pentagono e le posizioni della comunità d’intelligence”.

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