Gli Stati Uniti stanno cercando di convincere le banche europee e le società internazionali che il commercio con la Repubblica islamica,  adesso legale, non sarà punito. In una dichiarazione congiunta a firma del Segretario di Stato americano John Kerry e dei ministri degli Esteri di Gran Bretagna, Francia e Germania si legge che “l’Iran merita la riconferma delle banche e delle imprese europee” .”Non ostacoleremo le attività consentite né le imprese internazionali o istituzioni finanziarie che intendono impegnarsi con l’Iran, a patto che rispettino tutte le leggi vigenti”.L’Iran punta il dito contro le sanzioni degli Stati Uniti che rimangono ancora in vigore e che limiterebbero la repubblica islamica anche dopo gli accordi sul nucleare. La dichiarazione di poche ore fa è solo l’ultimo di diversi tentativi da parte degli Stati Uniti per incoraggiare le istituzioni finanziarie europee e le imprese, di sfruttare le opportunità offerte dall’allentamento delle sanzioni. Kerry e gli altri alti funzionari statunitensi, tra cui il segretario al Tesoro Jack Lew, hanno cercato di assicurare le banche estere che le transazioni con l’Iran non sono illegali.Rassicurazioni che sembrano non bastare. Molte banche europee ed asiatiche, infatti, sono ancora restie nel fare affari con l’Iran a causa delle sanzioni degli Stati Uniti ancora in vigore. Nello specifico, la designazione dell’Iran come uno stato sponsor del terrorismo, il divieto sulla sperimentazione del programma missilistico ed il diniego dei diritti umani.   Gli istituti di credito temono anche le decisioni del prossimo presidente degli Stati Uniti, che potrebbe rivedere nuovamente il rapporto con l’Iran. Ecco allora la contromossa: banche ed imprese sono disposte a fare affari con l’Iran a patto che gli USA diano garanzie scritte. Garanzie, è stato già ribadito, che gli Stati Uniti non possono dare, pena il deterioramento con Israele.

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