Ritrovarsi al centro della scena geopolitica mondiale dopo almeno un decennio di promesse non mantenute, occasioni perse e sogni infranti. Il “vorrei ma non posso” dell’India, un Paese ricco di potenziale non adeguatamente sfruttato, potrebbe presto trasformarsi in qualcosa di concreto. Procediamo con ordine. Intanto la pandemia di Sars-CoV-2, l’evento che avrebbe dovuto travolgere Nuova Delhi, ha offerto nuova verve al gigante asiatico. L’Elefante indiano ha stretto i muscoli, mostrando a tutti il suo efficiente settore farmaceutico. Il messaggio trasmesso è apparso evidente: se i vaccini rappresentano il petrolio del XXI secolo, allora l’India può essere considerata a tutti gli effetti una specie di nuova Arabia Saudita.

Basti pensare che il Serum Institute of India (SII), un conglomerato indiano di prodotti farmaceutici e biotecnologie, già prima dell’emergenza sanitaria era conosciuto per essere il più grande produttore di vaccini al mondo. Nel periodo pre Covid, l’azienda con sede a Pune realizzava il 60% dei vaccini mondiali, per un totale di oltre 1.5 miliardi di dosi all’anno. Ora che il vaccino anti Sars-CoV-2 è diventata la moneta di scambio più pregiata, il Serum e i suoi gemelli nazionali sono diventati veri e propri hub strategici. Abbiamo usato il plurale, perché l’India, oltre al SII può in realtà contare su aziende enormi, pronte a scendere in campo nella guerra contro il Covid, moltiplicando a dismisura la produzione di vaccini, strumenti medici e diagnostici. Non a caso, infatti, i media internazionali hanno soprannominato il Paese “farmacia del mondo”.

I vaccini: la punta dell’iceberg

La capacità vaccinale dell’India è soltanto uno degli aspetti che hanno reso Nuova Delhi un soggetto geopoliticamente rilevante. Connessa alla produzione ed esportazione di dosi, troviamo la strategia adottata dalla nuova amministrazione americana guidata da Joe Biden nell’Indo Pacifico in chiave anti cinese. Washington ha fatto capire quali saranno i suoi prossimi passi: investire sul Quad e rafforzare le relazioni politiche, economiche e commerciali con gli storici alleati asiatici, molti dei quali ristagnanti dopo quattro anni di gestione Trump. Accanto a Giappone, Corea del Sud e Australia, è però l’India a giocare un ruolo chiave nello scacchiere orientale immaginato dagli Stati Uniti.

L’Elefante indiano è uno storico rivale della Cina, ed entrambe le nazioni, fino a qualche anno fa, erano candidate ad essere le potenze trainanti dell’Asia. Peccato che Pechino ha messo la quarta, diventando oggi la diretta rivale dell’America, mentre l’India non è fin qui mai riuscita a fare quel salto di qualità che molti analisti si sarebbero aspettati. Oggi il governo indiano ha la chance di riscattarsi, collaborando con gli Stati Uniti e, al tempo stesso, rifornendo di vaccini il sud-est asiatico. Ricordiamo, infatti, che l’intera regione è cosparsa di alleati contesi tra India e Cina a colpi di finanziamenti, investimenti, aiuti sanitari e, adesso, anche vaccini.

Il rapporto con Washington

Arriviamo quindi al terzo punto, che altro non è che una fusione degli altri due punti appena citati. Gli Stati Uniti hanno tutto l’interesse di contenere la Cina, limitando il suo raggio d’azione, “scacciandola” nel proprio cortile di casa e ostacolandone le relazioni con i vicini del sud-est asiatico. Washington deve però fare i conti con un problema enorme: molti di questi Paesi mantengono un rapporto commerciale intenso con la controparte cinese.

Dal Vietnam alla Cambogia, passando per Laos, Thailandia e Filippine, al netto di antiche tensioni e vecchi conti in sospeso, oggi quasi nessuna di queste nazioni intende voltare le spalle a Pechino compromettendo potenziali vantaggi (che, in caso contrario, difficilmente arriverebbero dall’America). Ecco che, nell’ottica di Biden, Nuova Delhi potrebbe crescere fino al punto di sostituirsi alla Cina. Certo, la strada è in salita. Ma se il governo indiano riuscirà a sfruttare al meglio la propria capacità vaccinale e il ruolo nel Quad, allora, nel giro di qualche anno, l’India potrebbe davvero impensierire il Dragone. E, finalmente, diventare una potenza con la p maiuscola.

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