Si è concluso a Buenos Aires il G20 al termine del quale vi è stato un colloquio di più di due ore tra Donald Trump e Xi Jinping. Usa e Cina hanno trovato un accordo per una tregua commerciale che entrerà in vigore da gennaio e per 90 giorni, durante i quali proseguiranno i negoziati. Restano vaghe le indicazioni dei leader su temi dell’agenda del G20, la governance economica globale e i cambiamenti climatici. Nonostante sia stata riconosciuta la necessità di una riforma del WTO, i paesi restano ancora distanti sul come attuare una riforma delle regole del WTO, mentre sul tema del clima l’America ha mantenuto la sua posizione, già espressa nel corso del G7 di Taormina, di restare fuori, rispetto agli altri 19 paesi, dall’accordo di Parigi.

L’intervento di Xi Jinping

Nel corso del vertice, il presidente Xi Jinping ha pronunciato un discorso in cui ha rilevato che quest’anno ricorre il decimo anniversario dello scoppio della crisi economica internazionale e della convocazione del vertice dei leader del G20. Nonostante il mantenimento di una crescita generale dell’economia mondiale, la profonda influenza apportata dalla crisi non è stata ancora eliminata, la conversione della forza trainante dell’economia da quella vecchia a quella nuova non è ancora completata e vari rischi si stanno accumulando con sempre maggiore velocità. L’economia mondiale si trova ancora una volta innanzi a una scelta storica. L’economia mondiale ha sperimentato alti e bassi, ciononostante, la tendenza generale dell’apertura e dell’integrazione dei diversi paesi rimane invariata. La cooperazione reciproca e la complementarietà di vantaggi costituiscono requisiti oggettivi per lo sviluppo della produttività e rappresentano anche la direzione di avanzamento dei cambiamenti nei rapporti di produzione. In questo processo, i diversi paesi hanno formato gradualmente una comunità di interessi, responsabilità e dal futuro condiviso. La collaborazione per la realizzazione del mutuo vantaggio e del beneficio reciproco costituisce l’unica scelta giusta. Xi Jinping ha avanzato una proposta in quattro punti. Il primo è insistere nell’apertura e nella cooperazione e salvaguardare il sistema del commercio multilaterale. Il G20 deve salvaguardare fermamente il libero commercio e il sistema di commercio multilaterale basato sulle regole. Il secondo consiste nell’insistere sullo spirito di partenariato e nel rafforzare il coordinamento delle macro-politiche. Lo spirito di partenariato costituisce la ricchezza più preziosa del G20. Il terzo è insistere nella guida all’innovazione e nello scavare la forza motrice della crescita economica. Il G20 deve incoraggiare l’innovazione, promuovere l’integrazione profonda dell’economia digitale e reale, concentrarsi sui rischi e le sfide apportati dall’applicazione delle nuove tecnologie, rafforzare l’istituzione di sistemi e del sistema legale, prestare maggiore attenzione all’educazione e alla formazione professionale. Quarto, perseverare nei benefici condivisi e nel win-win, portare avanti lo sviluppo inclusivo globale. Occorre persistere nel pensiero di sviluppo secondo il quale al centro vi è il popolo. Continuare a sostenere lo sviluppo dell’Africa, aiutando il continente a rafforzare la costruzione infrastrutturale e la connessione e a portare avanti il processo della nuova industrializzazione.

Dal 2013, anno in cui ha assunto l’incarico di presidente cinese Xi Jinping, ha partecipato consecutivamente a cinque vertici del G20 e ha presieduto anche a quello del 2016 di Hangzhou, come capo di Stato del Paese presidente di turno. L’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Li Ruiyu, in un recente editoriale pubblicato su Il Sole 24 Ore, ha ricordato che “due anni or sono, il G20 di Hangzhou ha proposto l’idea di costruire un’economia mondiale basata su innovazione, vitalità, interconnessione e inclusione”. Un’idea che ha avuto un ruolo importante per migliorare la pianificazione al massimo livello della governance dell’economia mondiale e guidare la cooperazione economica internazionale. Oggi, di fronte ai continui aggiustamenti e ai mutamenti profondi dello scenario internazionale, l’economia mondiale sta arrivando di nuovo a un bivio cruciale, tutte le parti coinvolte devono unire gli sforzi e sfruttare al meglio la piattaforma di cooperazione economica internazionale del G20 per fare tornare sulla retta via di stabilità e ripresa l’economia mondiale.

Negli ultimi cinque vertici, Xi Jinping ha sottolineato ripetutamente che i vari Paesi devono costruire un’economia mondiale aperta e opporsi fermamente al protezionismo commerciale e degli investimenti. Durante il Vertice G20 di Hangzhou, Xi ha proposto la trasformazione del G20 dal precedente meccanismo di risposta alle crisi a un meccanismo a lunga azione per la governance economica globale, sottolineando che “nella globalizzazione economica di oggi, nessuno è un’isola isolata”, aggiungendo che “la cooperazione è l’unica scelta possibile e che “lo spirito di partnership” è la ricchezza più preziosa del G20 ed è “anche la scelta comune di tutti i Paesi nel rispondere alle sfide globali”.

Molti leader partecipanti al vertice hanno osservato che, nonostante l’attuale economia mondiale stia mantenendo una crescita generale, il suo tasso d’aumento è rallentato, mentre il protezionismo e l’unilateralismo hanno vissuto un rialzo e sono aumentati i rischi economici. In questo contesto, i vari paesi devono unirsi per rafforzare la cooperazione nel coordinamento delle politiche macroeconomiche, nelle riforme strutturali, nella realizzazione dell’agenda 2030 di sviluppo sostenibile e nella costruzione infrastrutturale, salvaguardando insieme il sistema di commercio multilaterale e portando avanti uno sviluppo dell’economia mondiale forte, sostenibile, equilibrato e inclusivo.

Gli obiettivi del G20

A novembre del 2008 si è tenuto per la prima volta nella storia, a Washington, il Vertice del G20. All’epoca, la grande missione era far uscire l’economia globale dalla crisi finanziaria più grave degli ultimi decenni. Alla fine, la cooperazione e il coordinamento politico tra le economie principali del mondo hanno svolto il proprio ruolo, riportando l’economia mondiale nella giusta orbita.

Oggi, a dieci anni dal primo Vertice G20, la comunità internazionale si trova nuovamente davanti a importanti sfide: il rallentamento dell’economica mondiale nonostante la sua continua crescita e l’entrata del commercio internazionale in un periodo di depressione. Secondo le previsioni della WTO, il saggio di crescita del commercio globale di quest’anno sarà probabilmente inferiore a quello della crescita economica per il quinto anno di fila. Nel frattempo, il protezionismo e l’unilateralismo hanno già inferto un duro colpo all’ordine internazionale, causando agitazione nei mercati di alcune economie emergenti e Paesi in via di sviluppo. I rischi e l’incertezza nell’economia mondiale stanno aumentando.

Le conseguenze catastrofiche della crisi finanziaria del 2008 sono ancora davanti ai nostri occhi: il FMI abbassò la previsione della crescita economica mondiale del 2009 dal 3,8% all’1,3% e, per salvare l’economia globale, il G20 ha coordinato attivamente i vari Paesi affinché adottassero misure finanziarie di stimolo e ha ottenuto ulteriori 235 miliardi di dollari di prestiti attraverso la Banca di sviluppo multilaterale e i vari organismi finanziari, evitando in questo modo una seconda “Grande Depressione”, l’adozione di politiche dannose per i paesi vicini e il protezionismo. In questo modo il G20 si è affermato come uno dei “principali forum sulla cooperazione economica” del mondo.

Il successo del G20 nel rispondere alla crisi di quegli anni e negli anni successivi è dovuto all’ampia rappresentatività dei suoi Paesi membri, ai loro consensi sugli interessi comuni e anche al coordinamento aperto e alle azioni attive e alle pratiche in termini di politiche macro-economiche. Del G20 fanno parte cinque membri permanenti dell’Onu, i Paesi BRICS e i Paesi membri del G7. Fin tanto che le principali economie agiranno coerentemente, nessun problema è irrisolvibile.

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