Alla vigilia della trasferta libanese del presidente del consiglio, circola la voce di un possibile viaggio a sorpresa in Iraq prima o dopo la tappa di Beirut, dove il 7 febbraio Conte incontra i massimi vertici del paese dei cedri. Alla fine il capo del governo italiano si reca a Baghdad esattamente un giorno prima di andare in Libano: una visita lampo quella che attende il presidente del consiglio in Iraq dove, oltre ai rappresentanti istituzionali del paese arabo, vede anche una delegazione del contingente di militari italiani. 

“Iraq fondamentale contro l’Isis” 

Come si evince da una nota della presidenza del consiglio, il capo del governo italiano tiene nella capitale irachena una conferenza stampa congiunta con il suo omologo Adel Abdul Mahdi. Il bilaterale, secondo fonti di Palazzo Chigi, si sarebbe svolto in maniera cordiale con i due rispettivi capi di governo che confermano la reciproca vicinanza sulle questioni della sicurezza. Ed infatti, a Baghdad, il primo pensiero di Conte durante l’incontro con i giornalisti è proprio sulla lotta al terrorismo: “L’Iraq ha fatto molto – si legge su AgenziaNova – Gli sforzi iracheni per sconfiggere lo Stato islamico sono stati fondamentali, ma dobbiamo essere consapevoli che l’insorgenza dello Stato islamico rappresenta ancora una seria minaccia che richiede una vigile attenzione e uno sforzo collettivo”. Conte, in particolare, parla dei pericoli ancora esistenti specialmente nel nord del paese, dove ancora risultano attive diverse cellule jihadiste. 

Nella parole del presidente del consiglio, anche un possibile riferimento alla situazione economica in cui versa il paese. Povertà, disoccupazione, inquinamento e persino mancanza di basilari servizi in alcune regioni, rendono l’Iraq una polveriera e potrebbero favorire a lungo andare la riemersione delle simpatie verso il califfato o verso gruppi estremisti. 

“L’Italia resterà al fianco dell’Iraq”

A Baghdad, ma anche a Roma, c’è molta attesa anche su quelle che possono essere eventuali comunicazioni sulle decisioni del governo italiano circa la permanenza in Iraq dei soldati. Attualmente un contingente è presente a Mosul, ma il ministro della difesa Trenta già a dicembre paventa la possibilità di un ritiro dal paese mesopotamico. Sono altri i fronti di interesse per l’Italia, secondo governo e ministero della difesa, dunque nell’ottica di una redistribuzione dei militari e di una riorganizzazione delle missioni internazionali, l’Iraq potrebbe saltare. A riguardo Giuseppe Conte non fornisce dettagli, almeno nell’incontro con il primo ministro iracheno. Come detto in precedenza, il presidente del consiglio nella sua visita lampo in terra irachena vede sia i politici locali che il contingente italiano, ma non emerge al momento nulla su precise eventuali disposizioni future ai soldati stanziati in Iraq. 

Durante l’incontro con la stampa, un riferimento all’impegno italiano viene comunque citato in un passaggio del discorso di Conte: “L’Italia è determinata a restare al fianco dell’Iraq nel suo delicato processo di stabilizzazione e ricostruzione”. Un modo per affermare dunque che da parte italiana permane la volontà di collaborazione con il governo di Baghdad. In che modo però, non viene specificato. Il rifermento fatto da Conte riguarda l’addestramento dei militari, la cooperazione economica e sociale, un impegno quindi a 360 gradi confermato nella sua visita lampo nella capitale irachena. Ma su possibili ritiri e sui dettagli delle operazioni dei soldati italiani non si fa al momento cenno. Dovrebbe quindi essere confermato ciò che da qualche settimana emerge da fonti sia della presidenza del consiglio che della difesa, ossia il ritiro degli uomini presenti a Mosul. 

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