Li ha definiti “rischi concentrati” e ha espressamente ammesso che la Cina sta entrando in una fase di rischio. Xi Jinping non è nuovo a metafore oscure per lanciare messaggi in codice riguardanti lo stato di salute del Dragone. Lo aveva già fatto pochi mesi fa, quando per esprimere le sue preoccupazioni per il futuro economico del paese parlò di “cigni neri” e “rinoceronti grigi” riferendosi rispettivamente agli imprevisti e alle minacce ignorate. Adesso Xi torna ad analizzare la politica interna cinese chiamando i quadri del Partito a raccolta e illustrando loro le minacce da neutralizzare per far proseguire il cosiddetto sogno cinese. “In questo momento e nel futuro – ha detto il leader cinese, come riferito da Reuters – lo sviluppo della Cina è entrato in un periodo in cui i rischi e le sfide continueranno a crescere e diventeranno concentrati. Serve una lotta risoluta contro le minacce che mettono a rischio la sovranità del paese e la sua sicurezza”.

I “rischi concentrati” della Cina

All’interno delle metafore di Xi Jinping si nascondono i pensieri che il presidente non potrebbe dire apertamente. Guai a lanciare un allarme sul futuro economico del Paese, o a mostrarsi preoccupati per le proteste di Hong Kong: sarebbe, secondo i riti e i dettami del Partito comunista cinese, un clamoroso segnale di debolezza che minerebbe l’immagine dell’uomo più importante dello Stato. E allora, via con le metafore. I rischi paventati da Xi sono fondamentalmente tre: economici, politici e diplomatici. In particolare, il presidente si riferisce alle crepe che hanno iniziato a danneggiare l’economia del Paese, tra banche fallite e una frenata generale degli indicatori più importanti, ai citati fatti di Hong Kong, con le proteste sempre più violente, e alla guerra dei dazi con gli Stati Uniti, lontana da una qualsiasi conclusione. Sapendo che sarà complicato affrontare queste sfide, Xi intende avere il supporto dei quadri del Partito dalla propria parte, così da presentarsi di fronte al popolo come uomo forte al cospetto di una nazione aggredita da nemici esterni. Anche perché, la storia lo ha più volte insegnato, talvolta sono proprio gli amici quelli che possono pugnalare alle spalle prima dei nemici. Dunque, l’obiettivo di Xi è compattare i ranghi per isolare eventuali pecore nere interne ai palazzi del potere.

L’avvertimento di Xi

Dobbiamo inoltre considerare che il primo giorno di ottobre la Cina celebrerà l’anniversario dei 70 anni dalla fondazione del Paese. Per l’occasione è prevista a Pechino una grande parata militare e niente e nessuno potrà rovinare quel momento di gloria. A Hong Kong la situazione è ancora ben lontana dal risolversi, Taiwan continua a essere una spina nel fianco di Pechino mentre gli Stati Uniti continuano a strozzare il Dragone con dazi sempre più mirati. Tutti questi problemi, ha avvisato Xi, “diventeranno sempre più complessi” e i futuri politici dovranno essere “guerrieri che osano lottare”. Insomma, quella del presidente cinese è una sorta di chiamata alle armi in un periodo di pace. Il segnale che anche la potente Cina ha paura che qualcosa possa andare storto e che la sua ascesa possa interrompersi bruscamente.

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