Sparito da qualche tempo dalla politica spagnola, colpito dal fuoco incrociato dei detrattori interni al Partito Socialista e quelli esterni del centrodestra spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero è diventato protagonista della crisi in Venezuela. L’ex premier spagnolo ha, infatti, da tempo assunto un ruolo di primo piano nella mediazione fra governo e opposizione di Caracas e i suoi viaggi dalla Spagna al Paese sudamericano sono ormai continui. Anche in quest’ultima settimana, l’ex premier di Madrid, secondo quanto scoperto dal quotidiano El Mundo, ha avuto una serie di incontri a Caracas, in particolare con l’opposizione.[Best_Wordpress_Gallery id=”496″ gal_title=”SCONTRI A CARACAS ZAPATERO”]Secondo le informazioni del giornale spagnolo, Zapatero avrebbe incontrato i leader della Unidad Democratica per ottenere garanzie sulla volontà di aprire un tavolo di pacificazione con il governo di Maduro e di non trascinare il Paese nella catastrofe della guerra civile. A margine dell’incontro con i leader delle opposizioni, l’ex primo ministro Zapatero ha poi avuto modo incontrare Leopoldo López, prigioniero simbolo delle opposizioni venezuelane contro il chavismo. L’ex segretario del Psoe ha per molto tempo chiesto, e ottenuto, miglioramenti delle condizioni di prigionia di Lopez. E sta chiedendo al governo di Maduro di scarcerare e di migliorare le condizioni di detenzione anche di altri prigionieri politici della repressione del governo venezuelano, in particolare nei confronti di Yon Goicoechea, detenuto nelle carceri del Servicio Bolivariano de Inteligencia nonostante il potere giudiziario lo abbia assolto dalle accuse mosse dalla procura dello Stato.In molti, soprattutto in Spagna, si domandano da tempo il motivo per il quale Zapatero sia diventato, nel tempo, un protagonista così importante nella risoluzione della crisi in Venezuela. In realtà, risposte certe a queste domande non sono mai arrivate. In particolare, ad avere molte perplessità sulle reali motivazioni dei viaggi dell’ex premier spagnolo a Caracas sono proprio i suoi ex colleghi di partito. Nel Partito Socialista, sono in molti a chiedersi se questi viaggi non siano il frutto di accordi presi ai tempi del suo esecutivo con il governo dell’allora presidente Chávez, e ci si domanda se non siano collegati a un rapporto di collaborazione che vedeva la Spagna, sotto guida socialista, impegnata nella vendita di armi al Venezuela bolivariano. Sta di fatto che oggi Zapatero è l’unico politico europeo, e soprattutto spagnolo, a poter viaggiare tranquillamente per il Paese e poter andare e venire dall’Europa senza limitazioni nei suoi incontri e nei suoi viaggi. Come unico superstite, in termini d’impegno, del tavolo di mediazione tra opposizione e governo coadiuvato da politici internazionali, Zapatero si trova adesso in una posizione di enormi vantaggi e privilegi.Nonostante l’impegno nella mediazione, insieme all’ex presidente di Panama, Martín Torrijos, e quello della Repubblica Dominicana, Leonel Fernández, le accuse più gravi nei confronti di Zapatero arrivano proprio dall’opposizione venezuelana. Secondo Capriles, gli incontri di Zapatero e i suoi viaggi a Caracas non hanno ottenuto alcun risultato tangibile se non quello di aiutare Maduro nel periodo della crisi venezuelana. L’accusa delle opposizioni è che in realtà Zapatero non stia affatto aiutando la transizione democratica, ma stia semplicemente trovando una soluzione per salvaguardare la tenuta di Maduro. Un’accusa che, per certi versi, viaggerebbe parallela a quella di molti politici e osservatori spagnoli che, in patria, lo accusano di essere colluso con il governo chavista dai tempi del suo mandato alla Moncloa.Resta il fatto che oggi, con il Vaticano ancora in dubbio sull’intervenire diplomaticamente, soprattutto a causa del blocco da parte del governo di Caracas nei confronti di monsignor Parolin, il ruolo di Zapatero come mediatore internazionale non soltanto è sempre più saldo, ma è anche sempre più unico. La domanda che tutti si pongono è però quella di comprendere quali siano i veri legami che collegano l’ex premier spagnolo al leader del Venezuela. Soltanto comprendendo le ragioni profonde di questi stretti rapporti tra Zapatero il Venezuela, si potrà comprendere realmente quali siano i veri obiettivi delle sue missioni in qualità di mediatore.

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