La Chiesa tedesca è la più influente, la più ricca – si veda la questione della “tassa ecclesiastica” – , ma pure la più progressista d’Europa. Il cardinale Reinhard Marx, che guida la Conferenza episcopale teutonica, ha di recente aperto un “processo sinodale”-  una sorta di Sinodo nazionale, sempre che sia possibile parlarne, ma queste sembrano le sue intenzioni – attraverso cui vuole dare vita a una dialettica assembleare riguardante tutta una serie di tematiche.

La discussione interna parte da un presupposto che è condiviso anche dalle alte gerarchie vaticane: la situazione, così com’è, non è considerabile positiva. Il summit sulla prevenzione degli abusi ai danni dei minori e degli adulti vulnerabili, quello convocato da papa Francesco a febbraio, non è stato ritenuto sufficiente dai teutonici. I tedeschi ricercano delle soluzioni pure al di fuori delle tesi del pontefice argentino. Quelle secondo cui è il “clericalismo” a dover essere smontato, pezzo per pezzo.

Non si spiegherebbe altrimenti la spinta, che i tradizionalisti definirebbero modernista, di Reinhard Marx: il porporato vuole discutere della obbligatorietà del celibato. Che per il Vaticano – fino a prova contraria – rimane non derogabile.  Ma nella piattaforma programmatico – dottrinale marxista, nel senso del cardinale, c’è molto di più.

Secondo quanto riportato su La Fede Quotidiana, al centro dei pensieri del porporato progressista, che è considerato un bergogliano doc o almeno uno del quale il pontefice mantiene una certa considerazione in termini dottrinali, ci sono lo sdoganamento della contraccezione, la modifica della concezione che il cattolicesimo ha – si veda, banalmente, il Catechismo – dei rapporti tra persone dello stesso sesso e – come anticipato – l’apertura nei confronti dei “preti sposati”.

Marx, non è un mistero, è per la laicizzazione della vita ecclesiastica. E l’abbraccio della Chiesa cattolica al mondo potrebbe non limitarsi alle disposizioni in materia di “viri probati” – cioè di uomini di chiara fede, ma sposati in passato, che per il tramite del Sinodo sull’Amazzonia – si terrà in ottobre – dovrebbero essere elevati al ruolo di persone deputate a celebrare i sacramenti. Il presidente dei vescovi tedeschi, in sintesi, sembra voler stravolgere gli insegnamenti, la dottrina e la tradizione cattolica.

Il che contrasta – com’è evidente – con la visione del mondo di altri “colleghi” di Marx. Nell’ultima sua fatica letteraria, il cardinal Robert Sarah, ancora una volta, ha parlato della crisi dell’Occidente. La Chiesa, per rappresentare un’alternativa alla distruzione dei valori occidentali, dovrebbe rimanere il più possibile fedele a se stessa. Questa è la ricetta di Sarah, ma paure quella dei cardinali Mueller e Brandmueller, che come Marx sono tedeschi ma che differentemente da Marx continuano a segnalare la necessità di non fare dell’istituzione ecclesiastica un ente simile – se non identitico – a un’organizzazione non governativa.

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