Non c’è pace, per i cristiani del Medio Oriente. Nemmeno a Natale. Le terre in cui Gesù nacque, visse e morì, le terre che per prime conobbero la predicazione del Vangelo, continuano a bruciare nel fuoco della guerra.

In Siria e in Iraq la violenza religiosa ha costretto milioni di persone ad abbandonare le proprie case, spezzando per sempre le loro vite. Intere regioni hanno visto cancellare una storia millenaria, in nome di un odio fanatico per cui stentiamo a trovare spiegazioni.Come giornalisti sentiamo il dovere e ancora prima l’intima esigenza di raccontare quello che sta succedendo in quelle terre, soprattutto perché si tratta di crimini che pochissimi, in Occidente, denunciano. Ancor prima di indagarne le cause profonde, il massacro dei cristiani dev’essere portato alla luce in tutta la sua drammaticità, con un grido che si impone alle coscienze di chi ancora si ostina a non voler sentire.Per questo con Elena Barlozzari, Alessandra Benignetti, Fausto Biloslavo, Alfredo Bosco, Sebastiano Caputo, Giuseppe De Lorenzo, Roberto Di Matteo e moltissimi altri colleghi scegliamo di dar voce a chi non ne ha, documentando in prima persona le storie dei cristiani perseguitati.stripSi tratta di 150 milioni di uomini, donne e bambini a rischio di essere uccisi, ridotti in schiavitù e privati dei diritti più elementari senz’altra colpa che quella di professare la propria fede in Gesù Cristo. È di pochi giorni fa la notizia della strage alla cattedrale copta del Cairo, in cui altri cristiani sono rimaste vittime di un odio cieco che colpisce gli innocenti.I CRISTIANI PERSEGUITATI SI POSSONO AIUTARE ANCHE A QUESTO IBAN: IT28K0301503200000003593754Ma oltre ai morti ci sono le centinaia di migliaia di profughi che si preparano a festeggiare il Natale nei campi di sfollati di mezzo mondo, lottando giorno per giorno per assicurare una vita dignitosa a sè e ai propri figli.È anche per loro che, in tandem con la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre, vogliamo offrire un segno tangibile della nostra solidarietà e della nostra vicinanza a chi testimonia il martirio per la propria fede.Dal Pakistan alla Nigeria, dalla Siria al cuore dell’Europa, Gli Occhi della Guerra continua a lavorare in prima linea per raccontare le storie dei cristiani perseguitati. Un lavoro impegnativo, che richiede grande passione e che sarebbe stato impossibile senza lo sforzo generoso dei nostri lettori, pronti a sostenere il nostro progetto.Per questo vi chiediamo di continuare ad aiutarci nella missione che ci siamo dati: quella di restituire un pezzetto di lealtà a voi che ci leggete e ci guardate. Anche in questo Natale, al fianco dei cristiani perseguitati.

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