Intensità

Intensità

Questo reportage è tra i vincitori del corso di fotografia della Newsroom Academy con Ivo Saglietti.

Avevo sentito spesso parlare del Vietnam. Non solo a causa della guerra, ma anche attraverso i racconti di coloro che avevano già visitato il Paese. Tutti pareri positivi. Avevano ragione: i vietnamiti infatti sono gentili, a tratti timidi, un po’ chiusi. Hanno un misto di rassegnazione e voglia di emergere, anche se non sono ancora abituati ai turisti. Ho deciso di iniziare il mio reportage partendo dal Museo della guerra di Ho Chi Minh, dove sono conservate le fotografie che testimoniano un passato doloroso che, ancora oggi, permea le vite delle persone. Durante la guerra, infatti, il cosiddetto “agente orange”, ovvero le bombe al fosforo e al napalm, hanno causato malformazioni e danni alle persone. Le conseguenze di tutto questo, purtroppo, sono ancora oggi visibili.

Fotografie della guerra esposte al Museo della Guerra di Ho Chi Minh, Vietnam

Considero la guerra un momento tragico della storia del Vietnam, ma anche un punto di partenza. Il momento in cui il Paese ha dovuto trovare la forza per rinascere dalle macerie. Adesso ad Hanoi stanno sorgendo nuove costruzioni che creano un forte contrasto tra il vecchio e il nuovo. Simbolo di una rinascita e di una modernità che avanza e si allinea con il resto del mondo.

Hanoi, Vietnam

Ad Hanoi la vita scorre in strada. Dalle abitudini giornaliere – giocare, cucinare, fare conversazione – a quelle notturne. Sul marciapiede si svolgono tutte le attività. C’è spazio per tutti.

Il mezzo di trasporto più usato in Vietnam è lo scooter, in tutte le sue declinazioni. Sfreccia su tutte le strade da nord a sud. Da ogni angolo. È usato per il trasporto e viene caricato di qualsiasi tipo di oggetto: uova, cappelli vietnamiti, valigie, bottiglie di acqua. Ogni mercanzia è trasportabile con lo scooter.

Famiglia in motorino. Ho Chi Minh, Vietnam

Dalla bimba sulla sua seggiolina rossa in attesa paziente di qualcosa o qualcuno, dall’uomo seduto su una sedia sul marciapiede alla laboriosità vietnamita. Una manualità diffusa, dall’aggiustare motorini in botteghe un po’ disordinate, alla vendita di fiori in strada e in botteghe, al barbiere in strada, ai ricami su stoffe, alla produzione di quadri in laboratori con vendita annessa e sotto lo sguardo del “capo”. Quello vietnamita è un popolo laborioso e orgoglioso.

Donne sul posto di lavoro. Tra Hanoi e Hue, Vietnam

Il mio viaggio è proseguito lungo il Mekong, ricco di limo, visitando qualche villaggio a bordo di una Apecar. Dall’allevamento di galline, alla produzione di scope, alla lavorazione delle noci di cocco, alla produzione di caramelle e liquori siamo stati accolti per un tè in una casa sulle rive del fiume. Ruralità e semplicità, qualche dolcetto, un sorriso. E, finalmente, una foto dell’interno della casa dove è appesa una foto di famiglia con il capo famiglia in versione prima e dopo.