Chi è Aziz Akhannouch

Aziz Akhannouch è primo ministro del Marocco dall’8 ottobre 2021, data in cui presta giuramento dinnanzi a Re Mohammed VI come capo dell’esecutivo. L’incarico viene conferito ad Aziz Akhannouch in quanto leader dell’Rmi, il partito di maggioranza relativa nel parlamento eletto nelle consultazioni del settembre 2021. Il premier marocchino è imprenditore da anni impegnato nel settore degli idrocarburi e delle telecomunicazioni.

Aziz Akhannouch nasce a Tafraout, nel sud a maggioranza berbera, nel 1961. L’anno precedente la famiglia rischia di rimanere segnata dal terremoto di Agadir, cataclisma che causa almeno 15.000 morti nelle regioni meridionali del Marocco. Sua madre e sua sorella rimangono infatti intrappolate per ore sotto le macerie prima di essere salvate.

Le cronache marocchine ritengono che Aziz Akhennouch sia già da piccolo condizionato dalle attività e dagli ideali dei genitori e dei parenti più prossimi. Suo padre infatti, Ahmed Ou Lhaj Akhannouch, è uno dei più importanti imprenditori del Paese. Fonda a Casablanca una catena di negozi di alimentari. Ma alle attività economiche il padre alterna l’impegno politico. Risulta infatti un fervente nazionalista e fautore della piena indipendenza del Marocco.

Per questo viene arrestato e molti suoi beni sono anche sequestrati. Successivamente Ahmed Ou Lhaj Akhannouch si cimenta in altre attività imprenditoriali e quando il primogenito nasce è uno dei commercianti più in vista. La madre del futuro premier è invece R’kia Benabdelali, sorella di Abderrahmane Benabdelali, più volte ministro nei primi anni di indipendenza del Marocco.

Il giovane Aziz Akhennouch risulta quindi forgiato dal clima politico e imprenditoriale respirato in famiglia. Lui stesso, già da giovane, porta avanti idee liberali e si cimenta negli affari delle imprese di famiglia.

La storia di Ahmed Ou Lhaj Akhannouch è emblematica della situazione in Marocco a cavallo tra gli anni ’30 e ’50. Si trasferisce da giovane a Casablanca, città in quel momento in espansione e in grado di diventare da lì a breve cuore economico del Marocco. Qui apre un primo negozio di alimentari. Un’attività di successo, tanto che in pochi anni i negozi diventano sette. La sua carriera imprenditoriale però viene in un primo momento stroncata per via del suo impegno politico a favore dell’indipendenza del Marocco.

Per cinque anni risulta in prigione e le sue proprietà sono confiscate. Subito dopo però ad Agadir ricomincia a mettersi in affari. Fonda la Afriquia, prima società di distribuzione di idrocarburi del Marocco. Da allora le sue fortune economiche lo portano ad essere uno degli imprenditori più famosi nella prima parte di storia indipendente marocchina. La sua società diventa a poco a poco un gruppo industriale capace di imporsi nel panorama nordafricano.

La famiglia continua a risiedere nella cittadina di origine nel sud del Marocco. Aziz Akhannouch compie a Tafraout i suoi studi primari e secondari. Forte della disponibilità economica data dalle attività del padre, negli anni ’80 si trasferisce in Canada per completare la sua formazione. Nel 1986 consegue un master in business administration presso l’Università di Sherbrooke, nel Qebec. Successivamente torna in Marocco dove inizia a collaborare nelle aziende di famiglia. A fine anni ’80 il padre lo promuove vice direttore generale del gruppo e acquisisce lentamente ruoli sempre più operativi. Si deve a lui, secondo le cronache dell’epoca, una prima ristrutturazione di Afriquia, consistente nella diversificazione in quattro distinti poli delle attività dell’azienda: dal commercio di carburanti alla vendita di gas, passando per quella dei lubrificanti e del gas liquido.

Ahmed Ou Lhaj Akhannouch muore nel 1995. Il figlio Aziz eredita la gestione del gruppo. In qualità di principale amministratore, medita a una nuova ristrutturazione e ad espandere i settori in cui impegnare le varie attività. Il progetto inizia a prendere forma nel 2002, quando Aziz incorpora tutti i rami aziendali all’interno della holding chiamata Akwa. Da quel momento sono molteplici gli investimenti in tutti i settori. Dall’editoria, con la pubblicazione anche di un quotidiano economico, alle telecomunicazioni.

Su questo fronte il gruppo Akwa acquisisce il 10% di Meditel, la seconda grande compagnia telefonica del Marocco. Anche qui iniziano a diffondersi in questo periodo i telefonini e la holding investe nei nuovi servizi Gsm, divenendo in poco tempo leader del settore.

La ristrutturazione nel lungo termine è coronata da successo. Oggi Akwa controlla un portafoglio con oltre 40 aziende al suo interno impegnate in diversi settori. I principali rimangono quelli degli idrocarburi e delle telecomunicazioni. Con un patrimonio personale di circa 2 miliardi di Dollari, Aziz Akhannouch è considerato oggi uno degli uomini più ricchi del mondo. Anche la moglie, Salwa Idrissi, è un’imprenditrice impegnata nel mondo dei marchi della moda e delle vendita di beni di lusso.

Proprio come il padre, il capo della holding Akwa affianca all’impegno imprenditoriale quello politico. Il primo incarico in tal senso si ha nel 2003, quando da indipendente Aziz Akhannouch è eletto presidente del consiglio della regione di Sousse – Massa, la stessa a cui appartiene la località di origine della famiglia.

Nel 2007 si ha invece la prima investitura a livello nazionale. Aziz, nel frattempo iscritto al Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti (Rni), partito di ispirazione liberale, è nominato ministro dell’Agricoltura. È un incarico che mantiene per 14 anni nonostante non pochi mutamenti politici. Nel 2011 infatti il governo è presieduto dai partiti vicini ai Fratelli Musulmani dopo la loro vittoria conseguita nelle elezioni di quell’anno. Nel 2012 lascia invece il partito Rni e continua la sua esperienza come ministro in qualità di indipendente. Per un breve periodo diventa anche ministro delle Finanze ad interim.

Nell’ottobre del 2016 avviene un nuovo sconvolgimento all’interno dell’Rni. Salaheddine Mezouar, all’epoca ministro degli Esteri e presidente del partito, decide di lasciare quest’ultimo incarico. Nel congresso successivo, si parla del ritorno di Aziz Akhannouch all’interno della formazione e si fa il suo nome quale nuovo leader.

L’imprenditore e ministro dell’Agricoltura accetta l’investitura. Il 29 ottobre 2016 è quindi nominato presidente del partito. Il suo compito è guidare per almeno un quinquennio la formazione politica per avviarla a una possibile vittoria elettorale, sfruttando l’iniziale discesa di consensi dei partiti islamisti.

L’8 settembre 2021 il Marocco è chiamato alle urne per rinnovare il parlamento. I risultati premiano l’Rni, il quale scalza dalla posizione della maggioranza relativa i partiti islamisti dopo un decennio. La formazione guidata da Aziz Akhannouch ottiene 102 seggi, 65 in più rispetto a 5 anni prima. Come diretta conseguenza, Re Mohammed VI incarica Akhennouch di formare il nuovo governo.

E così l’8 ottobre 2021 la nuova compagine entra in carica e l’imprenditore diventa primo ministro. Akhannouch promette di mandare avanti le riforme volute dalla corona negli ultimi due decenni e di promuovere un’agenda di governo liberale. Nel suo governo ci sono 24 ministri, di cui 7 donne.

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