Chi è Igor Kostyukov, il direttore del Gru

Quando si scrive e si parla di sicurezza e servizi segreti nella Russia dell’era Putin, spesso e volentieri, il nome che compare più frequentemente, che risalta tra tutti, è quello del FSB, l’erede del KGB. Ma un’altra agenzia, sebbene meno conosciuta, ha giocato e gioca un ruolo-chiave in una pluralità di ambiti legati alla sicurezza nazionale: il GRU.

GRU, ossia il Direttorato per l’informazione, è il servizio segreto delle forze armate della Federazione russa. Il fatto che risulti meno noto al grande pubblico rispetto al FSB non ne sminuisce l’importanza. Perché il GRU è una delle colonne portanti del sistema putiniano. E per comprenderne meglio la natura, gli obiettivi, è necessario scrivere di Igor Kostyukov, il suo direttore dal 2018.

Igor Olegovič Kostyukov nasce sulle sponde del fiume Amur il 21 febbraio 1961. Allevato al culto dell’Armata rossa, più che del Partito comunista, Kostyukov cresce con la passione per tutto ciò che riguarda la Marina e si contraddistingue per l’avidità con cui legge opere di narrativa e monografie accademiche aventi come tema il mare.

Conformemente e coerentemente con l’educazione ricevuta in famiglia, Kostyukov entra a far parte dell’Accademia diplomatica militare, presso la quale seleziona un corso di studi incentrato sulla Marina. All’interno dell’Accademia viene notato dai cacciatori di talenti, che ne attendono la laurea per proporgli un ruolo all’interno del GRU. E nel GRU, il servizio segreto dell’Armata rossa, Kostyukov avrebbe fatto carriera, vi sarebbe cresciuto, rimanendovi anche dopo l’implosione dell’Unione Sovietica.


Con il tempo, complici le sue qualità e la fama di intransigente, Kostyukov sarebbe asceso alla piramide del potere del GRU. All’interno del servizio segreto, nello specifico, Kostyukov si sarebbe occupato di antiterrorismo, guerre cibernetiche e neutralizzazioni di obiettivi all’estero.

Che Kostyukov non era uno 007 come gli altri, ma uno destinato a imporre il suo nome, il mondo lo comprese per la prima volta nel 2015, quando fu messo a capo delle operazioni militari russe in Siria. Una missione espletata con successo e che, oltre a valergli la Stella d’oro dell’eroe della Federazione russa, lo fece entrare nelle grazie di Vladimir Putin.



Kostyukov assume il comando del GRU nel 2018, alla morte dell’allora direttore Igor Korobov, diventando il primo viceammiraglio e il primo militare proveniente dalla Marina a ricoprire tale posizione. Qualcosa di prevedibile, secondo la stampa russa, data la cieca fiducia in lui riposta da Putin e da un’altra primula rossa del Sistema: Valerij Gerasimov.

L’anno successivo all’assunzione della direzione del GRU, cioè nel 2019, Kostyukov viene promosso da viceammiraglio ad ammiraglio. E lo stesso anno, causa la popolarità crescente, entra nel mirino sanzionatorio dell’Unione Europea, dalla quale viene ritenuto una delle principali minacce dell’Occidente.


L’Unione Europea inserisce Kostyukov nell’elenco degli individui colpiti dal regime sanzionatorio antirusso nel 2019, ritenendolo uno dei responsabili dell’avvelenamento di Sergei e Yulia Skripal. Dagli Stati Uniti, ad ogni modo, Kostyukov era stato già sanzionato una prima volta nel 2016, poiché ritenuto regista di azioni di minamento della democrazia statunitense, e una seconda volta nel 2018, in relazione alle presunte interferenze elettorali di due anni prima.



Kostyukov riappare nei fascicoli comunitari e del Regno Unito, nel 2020, quando il suo nome viene associato alla campagna di attacchi cibernetici contro il Bundestag (2015) e l’OPAC (2018). Nei suddetti fascicoli, si parla di Kostyukov come del direttore dell’85esimo Centro principale per i servizi speciali (GTsSS), altresì noto come Unità militare 26165, che sarebbe la cellula del GRU deputata alle operazioni di disturbo cibernetico all’estero.

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