Chi è Li Qiang, il numero 2 della Cina

È diventato il numero due nelle gerarchie del Partito Comunista Cinese (Pcc). Sembrava che la gestione della rigidissima politica zero Covid a Shanghai, con la città letteralmente bloccata per oltre due mesi nel tentativo di limitare la diffusione di Sars-CoV-2, con i cittadini imbestialiti per le carenze di cibo e le restrizioni imposte, potesse minare la sua carriera politica. E invece Li Qiang, segretario del Pcc del più importante hub commerciale cinese, è stato nominato membro del Comitato Permanente del Politburo.

Non solo: stando all’ordine gerarchico riportato dai media della Repubblica Popolare Cinese, il signor Li, 63 anni, occupa la seconda posizione alle spalle di Xi Jinping. Tutto questo lascia intendere che sarà proprio il signor Li a sostituire Li Keqiang nel ruolo di premier cinese, il prossimo marzo in occasione del Congresso Nazionale del Popolo.

Li Qiang è nato il 23 luglio 1959 nella prospera provincia dello Zhejiang, appena a sud di Shanghai. Qui si è fatto strada nella burocrazia provinciale e ha frequentato la Zhejiang Agricultural University, laureandosi in meccanizzazione agricola, per poi conseguire un master in business administration alla Hong Kong Polytechnic University.

È entrato a far parte del PCC nell’aprile 1983. È considerato parte del cosiddetto “esercito dello Zhijiang” di Xi, un gruppo composto da ex colleghi della provincia. Secondo gli analisti della Brookings Institution, Li è uno dei “protetti più fidati” dell’attuale presidente cinese.

La sua carriera ha preso il volo dopo aver servito essenzialmente come capo di stato maggiore di Xi, dal 2002 al 2007 segretario del Partito della provincia. Nel 2012, diventato presidente della Cina, Xi Jinping ha nominato Li governatore della provincia dello Zhejiang. Tre anni dopo è stato promosso diventando segretario del PCC della provincia di Jiangsu, un ricco centro industriale del Paese. L’ultimo grande salto risale al 2017, quando Xi lo ha nominato segretario del PCC di Shanghai, tradizionalmente un trampolini di lancio per entrare nel Comitato Permanente del Politburo. Come in effetti si è verificato.

Molti credono che Li diventerà il prossimo premier, il secondo uomo al comando politico della Cina dopo Xi. Nel caso in cui dovesse sostituire Li Keqiang, allora sarebbe il primo premier dal 1976 a ricoprire quel ruolo senza prima essere promosso vicepremier, così come da tradizione partitica.

Li ha lavorato a stretto contatto con dirigenti di multinazionali e leader aziendali cinesi nelle sue esperienze nello Zhejiang, nello Jiangsu e a Shanghai. Ma non ha mai lavorato a Pechino e non ha esperienza nella supervisione del Consiglio di Stato, del gabinetto cinese o delle decine di ministeri sotto il Consiglio di Stato.

Questa mancanza significa solo una cosa: Li dipenderà fortemente dal continuo sostegno del signor Xi. Anche qualora dovesse diventare effettivamente premier.

La gestione da parte del suo team dell’epidemia di Covid a Shanghai, all’inizio del 2022, è stata a dir poco controversa. Li è finito nel mirino della critica dei cittadini, ed è per questo che il suo futuro politico appariva in bilico. Se non altro, è riuscito a catalizzare su di sé le proteste, poi placate, schermando Xi Jinping da ogni attacco.

Ci sono elementi del passato di Li Qiang che sono anche associati allo sviluppo del settore privato. A Shanghai, la città più grande del Paese e il principale centro finanziario, Li Qiang ha supervisionato la creazione dello STAR Market, un nuovo mercato azionario basato sulla tecnologia che un ex funzionario del mercato ha descritto come un “regalo” di Xi. Ha anche supervisionato la costruzione, in appena dieci mesi, di una fabbrica Tesla.

In un incontro nel 2019, ha ricordato il South China Morning Post, Li ha spiegato ai funzionari locali di Shanghai che avrebbero dovuto cambiare atteggiamento e cultura, iniziando a lavorare come “commessi” per attirare le aziende straniere a trasferire la loro sede nella metropoli cinese.

È arrivato a Shanghai in un momento in cui Hong Kong era scossa da disordini sociali, mentre la stessa Shanghai competeva con Singapore per una quota delle società straniere che consideravano un’alternativa.

Li ha seguito le orme di Xi, diventando lui stesso capo del partito di Shanghai nel 2017, un mandato che è stato in gran parte privo di problemi. A differenza del suo predecessore Han Zheng, che è stato promosso a livello locale, Li è stato visto per la prima volta come un “estraneo” dall’affiatata autorità di Shanghai quando è stato paracadutato come capo del partito. Ma li ha rapidamente conquistati con il suo approccio schietto e pragmatico.

Un grande fattore che ha lavorato a favore di Li, ha aggiunto il SCMP, è stata la sua attenzione alla tecnologia e all’innovazione all’avanguardia, temi, non a caso, individuati come motori economici chiave nel rapporto di lavoro di Xi al XX Congresso del Partito.

Pare che molti funzionari di Shanghai siano rimasti colpiti dalla spinta di Li a sviluppare industrie hi-tech. “Siamo molto colpiti dal suo stile di lavoro senza fronzoli. Fa spesso tour di ispezione per tenerci all’erta. È pro-business e gli piace sempre sottolineare l’importanza di aprire l’accesso al mercato”.

Un dirigente del settore tecnologico ha riconosciuto a Li Qiang il merito del suo contributo all’industria dei semiconduttori di Shanghai, che nel 2021 ha rappresentato un quarto della produzione correlata del paese in valore nel 2021. Lo stesso dirigente ha affermato che Li ha fatto buon uso della sua istruzione – ha, come detto, un MBA presso l’Università del Politecnico di Hong Kong – e dell’esperienza in scienza e tecnologia.

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