Chi è Yevgeniy Prigozhin, lo “chef di Putin”

Yevgeniy Prigozhin è uno degli oligarchi russi più vicini a Vladimir Putin. Colpito da molteplici sanzioni, è stato soprannominato “lo chef di Putin” a causa dei ristoranti e delle sue attività di catering che hanno ospitato il capo del Cremlino in varie cene con dignitari stranieri. Il suo nome è stato anche collegato al Gruppo Wagner, un gruppo mercenario coinvolto in varie azioni come appaltatore militare privato e – si dice – vicino a Mosca. Varie accuse imputano a Prigozhin anche il finanziamento e la direzione di una rete di società, tra cui l’Internet Research Agency, che sarebbe impegnata a fabbricare troll su internet e influenzare eventi politici al di fuori della Russia.

La storia di Prigozhin, del resto come quella di tanti altri oligarchi, è in gran parte avvolta nell’ombra. Notizie vere e indiscrezioni inventate si fondono spesso in un’agiografia difficile da valutare. In ogni caso, sappiamo che “lo chef di Putin” nacque a San Pietroburgo nel 1961, quando la città si chiamava ancora Leningrado, e quando la Federazione Russa era ancora Unione Sovietica.

Si diplomò in un collegio di atletica leggera nel 1977. Due anni dopo, secondo quanto riportato dal sito Meduza, fu condannato a una pena sospesa per furto. Nel 1981 Prigozhin andò incontro a nuovi guai con la giustizia: venne infatti condannato a 12 anni di reclusione per rapina, coinvolgimento di adolescenti nella prostituzione e frode. Alla fine sconterà soltanto nove anni di prigione.

Uscito dal carcere, Prigozhin allestì un piccolo impero di bancarelle e chioschi di panini. In un primo momento, dunque, il futuro oligarca è impegnato nella vendita di hot dog, salvo poi diventare manager della “prima catena” di negozi di alimentari di San Pietroburgo. Alla fine degli anni ’90, Prigozhin fece il primo grande salto e passa dai generi alimentari all’industria della ristorazione. Lanciò anche una società di catering con un partner commerciale e due stabilimenti al servizio dell’élite russa.

Il secondo stabilimento, che secondo quanto riferito sarebbe costato più di 400.000 mila dollari (necessari per rimodellare una nave in disuso ormeggiata permanentemente sul fiume Vyatka), si sarebbe rivelato un successo assoluto, assicurando a Prigozhin la sua grande svolta politica.

Il ristorante in questione, aperto nel 1997, è il New Island, un ristorante galleggiante sul fiume Neva ispirato agli eleganti battelli ristorante che navigano sulle acque francesi della Senna. Pare che Putin sia stato attratto dalla creazione di Prigozhin e che abbia iniziato a organizare lì le sue cene politiche e di affari. Così sarebbe nata l’amicizia tra i due.

Nel 2001 Prigozhin servì cibo a Putin e al presidente francese Jacques Chirac, mentre un anno dopo i suoi locali ospitarono il leader statunitense George W. Bush. Qualche anno più tardi la sua azienda, Concord Catering, fondata in parallelo all’attività di ristorazione, iniziò ad ottenere commesse sempre più interessanti. I media parlarono di centinaia di milioni di contratti governativi riguardanti mense scolastiche e dipendenti del governo.

Nel 2012 l’ormai lanciatissimo Prigozhin firmò un contratto per fornire pasti all’esercito russo. Valore stimato: 1,2 miliardi di dollari per un anno. In seguito incasserà 2,5 milioni di rubli e 4,1 milioni di rubli per servire due banchetti al Cremlino in occasione della festa nazionale russa degli Eroi della madrepatria. Secondo alcune indiscrezioni, Prigozhin avrebbe utilizzato parte di questi ingenti profitti per finanziare altre attività parallele: il Gruppo Wagner e l’Internet Research Agency.

L’Fbi ha inserito Prigozhin nella lista dei 13 russi che avrebbero finanziato la Internet Reserch Agency di San Pietroburgo. Un’agenzia impegnata di fabbricare troll incaricati, a loro volta, di diffondere sul web contenuti filorussi (particolarmente attivi durante la campagna elettorale americana del 2016). Il diretto interessato ha negato ogni coinvolgimento.

Per quanto riguarda il Gruppo Wagner, impegnato in Siria, nel Donbass e in Africa, i presunti collegamenti tra Prigozhin e lo stesso gruppo sono stati oggetto di copertura mediatica in Russia e negli Stati Uniti. Il Gruppo Wagner è guidato da Dmitrij Utkin, in passato capo della sicurezza di Prigozhin nonché presente nella lista dei dirigenti della Concord Management. Anche in questo caso, i diretti interessanti hanno respinto ogni accusa.

Il Tribunale dell’Unione europea ha confermato le sanzioni adottate dal Consiglio Ue nei confronti dell’imprenditore Prigozhin, legate alla situazione in Libia e alle sue “relazioni strette con il gruppo Wagner”.

Le misure – adottate nell’ottobre 2020, prorogate nel luglio 2021 e la cui legittimità è stata oggi confermata dai giudici – consistono nel congelamento di fondi delle persone che intraprendono o sostengono atti che minacciano la pace, la stabilità o la sicurezza della Libia.

Prigozhin aveva chiesto al Tribunale di annullare tali decisioni, facendo valere, in particolare, una violazione dell’obbligo di motivazione delle decisioni di cui trattasi, l’inammissibilità delle prove addotte, l’errata valutazione dei fatti, lo sviamento di potere e la violazione dei suoi diritti fondamentali.

Tuttavia, il Tribunale ha constatato che “il fascicolo probatorio, sulla base del quale sono state adottate le decisioni, conteneva estratti del rapporto del segretario generale delle Nazioni Unite e di articoli di stampa provenienti da varie fonti, quali agenzie di stampa e media, tutte accessibili al pubblico” integrate da “fotografie e testimonianze” con elementi a carico dell’uomo d’affari sanzionato. Inoltre, “un rapporto di esperti sulla Libia conferma l’esistenza del gruppo Wagner e le sue aree di intervento e di operazione, che includono Ucraina, Siria, Libia e Repubblica Centrafricana”.

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