Gli Usa tornano nell’incubo del Covid-19. I casi giornalieri hanno di nuovo passato la soglia critica dei 100mila. Si tratta di un aumento del 113% rispetto alla media delle due settimane precedenti. Aumentano, quasi raddoppiano, nello stesso lasso di tempo, le ospedalizzazioni: 56.468 (+87%). Quasi raddoppiati anche i morti: 497 in un giorno (+88%). Questa è la fotografia scattata dai dati pubblicati il 6 agosto, gli ultimi disponibili. Cosa sta succedendo nella nazione che ha, per prima, commercializzato vaccini ritenuti sicuri in tutto il mondo (Pfizer e Moderna) ed ha inaugurato la campagna di immunizzazione?

Gli Stati Uniti sono uno dei primi Paesi al mondo per popolazione immunizzata: il 50,6% degli americani è completamente vaccinato. Secondo il presidente Joe Biden, la colpa è soprattutto di due Stati, non a caso governati da Repubblicani. “Solo due Stati, la Florida e il Texas – ha dichiarato l’inquilino della Casa Bianca – contano un terzo di tutti i nuovi casi di Covid-19 nell’intero Paese. Solo due Stati. Ebbene, noi abbiamo bisogno di esempi di leadership da tutti. E se alcuni governatori non vogliono fare la cosa giusta per sconfiggere questa pandemia, allora è meglio che permettano alle aziende e alle università, che vogliono fare la cosa giusta, di essere in grado di farla”.

Il Texas ha un problema di immunizzazione. Con 12,9 milioni di persone completamente vaccinate e un totale di 28 milioni di dosi somministrate, è coperto solo al 44,4%, sotto la media nazionale (lo Stato più coperto è il Vermont con il 67,9% e il meno coperto è l’Alabama con il 34,8%). Ma non è questo il caso della Florida. Lo Stato del Sud, con 10,6 milioni di persone completamente vaccinate, 23 milioni di dosi somministrate, è immunizzata al 49,5%, dunque nella media nazionale

Greg Abbott, governatore del Texas, sta però attivamente promuovendo la campagna vaccinale. Non è sicuramente un no vax, neppure uno scettico. Il 4 agosto ha lanciato l’ultimo appello in ordine di tempo: “Andando avanti, noi incoraggeremo tutti ad adottare le strategie più sicure per far sì che si continui a contenere e a rallentare la diffusione del Covid-19, compresa la strategia più sicura che si possa adottare: permettere a tutti coloro che lo vogliono di vaccinarsi”. Anche Ron DeSantis, governatore della Florida sta spingendo i suoi cittadini a vaccinarsi. “Se consideriamo le persone che vengono ricoverate, oltre il 95% di esse sono non completamente vaccinate o non lo sono per nulla – dichiarava il 21 luglio – Quei vaccini stanno salvando vite. Stanno riducendo la mortalità”.

Il problema, dunque, non è tanto la diffusione dei vaccini o la contrarietà dei due governatori del Sud alla campagna di immunizzazione. Semmai è, come l’anno scorso, il lockdown. Dunque è un problema politico. La tesi di Biden è che i due Stati, adesso, stiano registrando il più alto tasso di contagi, perché rifiutano una serie di misure repressive, come ad esempio la chiusura delle scuole, il divieto di andare in spiaggia, l’imposizione di regole rigide di distanziamento sociale nei luoghi pubblici. La questione riguarda anche l’obbligo di portare la mascherina. Sia Abbott che DeSantis sono chiaramente contrari all’obbligo delle mascherine, anche dopo che il Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie ne raccomanda l’estensione anche alle persone già vaccinate. E, infine, sia DeSantis che Abbott, benché molto favorevoli ai vaccini (come abbiamo visto) sono contrari a imporli come obbligo per il personale pubblico, così come sono contrari all’equivalente del green pass, fino al punto di multare i locali che lo richiedono, discriminando i non vaccinati (anche per tutelare la privacy sui dati sanitari personali).

Gregg Abbott sul lockdown è stato molto chiaro. Il 4 agosto, rispondendo alle critiche del presidente, ha dichiarato: “Se una cosa sappiamo, è che le buone pratiche sono importanti. Detto questo, se una cosa abbiamo imparato, con l’esperienza, è che imporre un lockdown, durante una pandemia, è sbagliato”. Ron DeSantis è stato, come nel suo stile “trumpiano”, molto più polemico con il presidente democratico. “Io sono il governatore che protegge i genitori e il loro diritto di fare le scelte migliori per l’educazione dei figli. Sono il governatore che protegge i posti di lavoro, l’educazione e le aziende della Florida, non permetterò che il governo federale ci obblighi a chiudere. Io sono il governatore che risponde al popolo della Florida, non ai burocrati di Washington”.

L’approccio dei due governatori repubblicani si fonda sulla massima libertà individuale possibile. Come spiega chiaramente Abbott, “ognuno sa già cosa fare, ognuno può, volontariamente, applicare le misure più sicure per sé, per la sua famiglia e per la sua attività economica”.

Una politica come quella di DeSantis e di Abbott, che rifiutano il lockdown, viene considerata come irresponsabile, quando non suicida. Ma la questione non è così semplice. In tutto il periodo pre-vaccinazione, il tasso di mortalità in Florida (che pure ha una popolazione anziana e in aree come Miami anche un’alta densità urbana) era del 20% più basso che in California e il 50% di quello dello Stato di New York. Sia la California che (soprattutto) New York avevano imposto rigide regole di lockdown, mentre la Florida aveva chiuso attività “non essenziali” per soli 15 giorni e aveva lasciato aperti tanti spazi pubblici, come parchi e spiagge, che in altri Stati erano off limits. Anche considerando l’attuale crescita di contagi, ospedalizzazioni e decessi, la mortalità della Florida è di 1848 morti per milione di abitanti, quella del Texas di 1857, entrambi sotto la media nazionale (che è di 1912). In cima alla tragica lista troviamo invece gli Stati di New York, con 2792 morti per milione di abitanti e New Jersey con 3000. Sia New York che il New Jersey, entrambi con governatori democratici, hanno imposto politiche di lockdown. Nello Stato di New York, al culmine della prima ondata, nel maggio 2020, le autorità locali avevano calcolato che il 66% dei ricoverati fosse stata contagiata in casa propria, da un convivente. E il 18% nelle case di riposo. Luoghi chiusi, dunque, per cui il lockdown non non serve a scongiurare il contagio.

 

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