Il Giappone è in apprensione per il progressivo aumento dei nuovi contagi giornalieri di Covid-19. Dall’inizio di marzo a oggi, i casi quotidiani hanno superato la soglia dei 2 mila casi tornando quasi ai livelli registrati lo scorso dicembre. Questo improvviso inasprimento delle infezioni pare sia dovuto alla diffusione di una variante del Sars-CoV-2 più contagiosa del normale, e per giunta (il condizionale è d’obbligo) particolarmente resistente ai vaccini.

Il primo allarme è arrivato dall’emittente pubblica giapponese NHK, secondo cui il 70% dei pazienti infetti da Covid testati a marzo in un ospedale della capitale, il Tokyo Medical and Dental University Hospital, era stato colpito dalla variante E484K, soprannominata Eek. Ecco, di seguito, cinque domande per raccontare tutto ciò che c’è da sapere sulla vicenda.

Che cosa sappiamo della variante E484K?

La caratteristica di questa variante è quella di avere la mutazione E484K, la stessa scoperta, tra le altre, in Brasile nella variante brasiliana e in Sud Africa nella variante sudafricana. A detta degli scienziati giapponesi, la versione del virus rinvenuta a Tokyo potrebbe essere diversa dalle altre rinvenute fino a questo momento. Serviranno ulteriori studi per chiarire meglio la vicenda.

A detta dei ricercatori, la cosiddetta Eek non dovrebbe essere considerata una nuova variante in sé, quanto una mutazione che si verifica in diverse varianti. Stando ad alcuni studi, le varianti dotate della mutazione E484K potrebbero essere in grado di eludere la risposta anticorpale, consentendo alle persone di essere reinfettate e di influire sul funzionamento dei vaccini.

Perché la mutazione E484K desta preoccupazione?

Gli esperti temono che le varianti dotate di questa mutazione possano consentire al Sars-CoV-2 di eludere il riconoscimento del sistema immunitario. Se così fosse, il virus potrebbe diffondersi più facilmente e, addirittura, resistere all’effetto dei vaccini prodotti.

Da questo punto di vista è interessante dare un’occhiata a un report realizzato dal Cambridge Institute of Therapeutic Immunology & Infectious Disease, Università di Cambridge e altri istituti. Si intitola SARS-CoV-2 B.1.1.7 sensitivity to mRNA vaccine-elicited, convalescent and monoclonal antibodies e può essere letta in preprint su medRxiv. Il punto principale della ricerca? Che l’E484K possa rappresentare “una minaccia” per i vaccini anti Covid fin qui autorizzati.

Cosa sta succedendo in Giappone?

Nelle ultime settimane i contagi sono nuovamente aumentati. Come ha sottolineato il quotidiano Mainichi, la diffusione delle varianti in Giappone non mostra segni di diminuzione. Al 24 marzo, si contavano 549 persone infettate da ceppi mutanti, numeri che saliva a 649 includendo anche le rilevazioni effettuate mediante test aeroportuali.

Il ministero della Salute ha confermato casi di varianti in 26 delle 48 prefetture, tra cui Tokyo e lo Hokkaido. La situazione è da tenere sotto controllo nella capitale, dove il governatore Koike Yuriko ha spiegato che il governo metropolitano ha avanzato la richiesta di adottare misure anti Covid più severe, tra cui la riduzione degli orari di apertura di bar e ristoranti. I funzionari analizzeranno quali aree dovranno essere colpite dalla stretta.

Dobbiamo preoccuparci?

È importante monitorare continuamente l’evoluzione del Sars-CoV-2, ma è improduttivo e inutile informare continuamente l’opinione pubblica della comparsa di nuove varianti. Anche perché i virus si evolvono continuamente. La maggior parte delle trasformazioni, inoltre, non determina sostanziali cambiamenti nei patogeni.

Last but not least, ha poco senso dare adito a isterie di massa prima che gli scienziati accertino i reali rischi rappresentanti dalla variante Eek. Potrebbe essere più pericolosa, in quanto più contagiosa e resistente ai vaccini, ma non vi sono ancora certezze assolute.

Le Olimpiadi sono a rischio?

Al momento tutto è confermato come da programma, con la data d’inizio delle Olimpiadi prevista per il prossimo 23 luglio. L’evento, rimandato un anno fa a causa dell’emergenza sanitaria, dovrebbe quindi svolgersi in estate. Il Giappone deve tuttavia fare i conti con una nuova ondata di Covid. Secondo alcuni, tutto questo, unito a un piano vaccinale che stenta a decollare, potrebbe creare diversi grattacapi al governo nipponico.

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