I contagi aumentano e continueranno ad aumentare a ritmi sempre più alti, fino a superare i 100mila casi al giorno entro la fine del mese. Lo afferma il governo francese, ben conscio di trovarsi sotto attacco dell’ondata Covid-19 causata dalla variante Omicron. Allo stesso tempo, da Parigi filtra la volontà di non introdurre nuove restrizioni. Certo, almeno fino a quando la situazione, i dati e i numeri lo consentiranno. Le autorità hanno spiegato che al momento non sono previsti ulteriori provvedimenti, anche se la situazione verrà nuovamente valutata nei prossimi giorni.

“Se avessimo considerato necessarie nuove misure restrittive, le avremmo già annunciate ai francesi”, ha affermato il portavoce del governo, Gabriel Attal. Dando uno sguardo ai bollettini epidemiologici, in Francia si contano circa 70mila contagi al giorno, mentre i decessi si attestano attorno alle 200 unità. La curva ha iniziato ad impennarsi verso la fine del mese di ottobre, per poi accelerare per tutto il mese di novembre. Adesso, se dovessimo limitarci a guardare soltanto i numeri, il Paese ha già battuto il record assoluto di infezioni da quando è iniziata la pandemia di Sars-CoV-2, quello relativo al 7 novembre 2020, quando furono registrati 83.324 casi.

Le armi di Parigi

Insomma, i dati francesi sono piuttosto alti, ma non ha senso limitare le analisi al solo numero di contagi. È molto più importante osservare l’aumento dei ricoveri negli ospedali e nelle terapie intensive, così da monitorare la pressione sulle strutture ospedaliere. Le quali, al momento, devono fare i conti con oltre 3mila pazienti in terapia intensiva (prima volta da maggio). L’incidenza ha toccato i 545 casi settimanali ogni 100mila abitanti, anche se permangono alcune zone in cui questo valore è doppio (come nella capitale Parigi). Omicron, tra l’altro, riguarda il 20% delle infezioni, mentre lo scorso settimana non andava oltre il 10%.

Quali sono le armi della Francia per opporsi a questa ondata? Il piano A, se così possiamo definirlo, non prevede restrizioni del calibro dei lockdown. Al contrario, il governo intende incrementare il ritmo delle vaccinazioni, con l’obiettivo di arrivare a 22-23 milioni di terze dosi entro Natale. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dalla quasi certa introduzione di un pass vaccinale simile al green pass rafforzato italiano. L’intenzione delle autorità francesi è semplice: limitare il rischio di casi gravi, con il conseguente sovraffollamento degli ospedali. Omicron è infatti una variante troppo contagiosa per pensare di fermarla con provvedimenti restrittivi volti a rallentarla.

Vaccini e terze dosi

La Francia farà di tutto per allargare a tappeto la campagna vaccinale. Hanno ad esempio preso il via le vaccinazioni anti Covid per i bambini della fascia 5-11 anni, come dichiarato a Bfmtv-Rmc il ministro Veran, che ha escluso, “per ora”, la dose di richiamo per gli adolescenti. Lo stesso ministro ha approfondito la questione relativa al pass vaccinale: “Il pass vaccinale è una forma mascherata di vaccinazione obbligatoria, ma è più efficace di una vaccinazione obbligatoria. Impedire alle persone di andare in bar, ristoranti, e altri luoghi che accolgono il pubblico se non sono vaccinate, è più efficace che multarle 100 euro quando vengono catturate per strada”, ha assicurato Veran.

Non è detto che ci riuscirà, ma la Francia – anche a giudicare dalla comunicazione – sembra che voglia iniziare a convivere realmente con il virus. Mentre altri Paesi si sono blindati – vedi Paesi Bassi e Austria – quello francese proverà, almeno in questa fase, di resistere a Omicron accelerando la somministrazione delle terze dosi e rafforzando il pass vaccinale. Basterà? Impossibile dirlo. Ma, per lo meno, Parigi dimostra di avere una strategia alternativa alla solita visione apocalittica basata sulle chiusure a tappeto.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.