Negli Stati Uniti si è appena aperto un nuovo capitolo sulla vicenda relativa alle origini del Sars-CoV-2. Anthny Fauci, infettivologo di riferimento della Casa Bianca per la gestione della pandemia, è finito nel mirino di Project Veritas, think tank statunitense di orientamento conservatore. In particolare, l’esperto è stato accusato di aver mentito sotto giuramento in merito alla natura delle ricerche sul coronavirus realizzate a Wuhan con il contributo economico di Washington. Per inchiodare Fauci, Project Veritas ha perfino divulgato vari documenti militari riservati – la cui autenticità è ancora in attesa di essere confermata – dai quali emergerebbe una versione inquietante.

Eccola, nei dettagli. La EcoHealth Alliance, un’organizzazione non governativa presieduta dallo scienziato Peter Daszak, già incluso nel team formato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per indagare proprio sulle origini del Covid, avrebbe tentato di proporre un progetto sulla modifica del coronavirus dei pipistrelli all’Agenzia per i progetti avanzati di difesa (Darpa), l’agenzia statunitense incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare.

Il ruolo di Fauci

A quanto pare, e sempre secondo le indiscrezioni riportate dai media, la proposta di studiare le applicazioni di versioni mutate del coronavirus sarebbe stata presentata da EcoHealth Alliance a Darpa nel marzo 2018 e, stando ai documenti divulgati da Project Veritas, l’agenzia avrebbe bocciato il progetto di ricerca, dal nome in codice “Defuse“. Per quale motivo? EcoHealth Alliance avrebbe rilevato gli estremi del cosiddetto guadagno di funzione virale (gain of functions), ovvero la pratica di ibridazione di virus per conferire loro differenti caratteristiche e capacità.

Ricordiamo, infatti, che il guadagno di funzione è stato proibito negli Stati Uniti da una moratoria in considerazione della sua potenziale pericolosità, e proprio tale moratoria – unita forse alla bocciatura da parte dell’agenzia Darpa – avrebbe spinto EcoHealth Alliance a condurre le sue ricerche a Wuhan. Tali ricerche – ed è questo l’aspetto più oscuro – sarebbero state condotte grazie al contributo di fondi pubblici statunitensi autorizzati niente meno che da Anthony Fauci nella veste di direttore dell’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive (Niaid), soggetto che fa capo ai National Institutes of Health (Nih).

Fondi Usa e ricerche pericolose

In aggiunta ai documenti pubblicati da Project Veritas e circolati sul web dallo scorso dicembre, il think tank ha ottenuto e divulgato anche un altro rapporto, attribuito all’Ispettorato generale del dipartimento della Difesa Usa e scritto da un ufficiale dei Marine, Joseph Murphy, ex membro dell’agenzia Darpa. Questo documento analizza il progetto di ricerca di EcoHealth Alliance, evidenziando che “non menziona o valuta i rischi potenziali legati al guadagno di funzione”. Si tratterebbe, secondo Project Veritas, di un’ammissione da parte del governo federale americano che le ricerche successivamente condotte a Wuhan – e potenzialmente all’origine della pandemia di coronavirus – potrebbero essere effettivamente ascrivibili alla fattispecie del guadagno di funzione virale, vietata negli Stati Uniti proprio per il rischio di generare agenti patogeni pericolosi per l’uomo.

Fauci, che è stato centrale nello stanziamento di fondi pubblici statunitensi per la conduzione di tali esperimenti nella città cinese, ha sempre negato durante le audizioni di fronte al Senato che la natura di tali ricerche fosse effettivamente riconducibile al guadagno di funzione. L’esperto ha sempre negato che, sotto la sua direzione del Niaid, l’Nih abbia volontariamente finanziato le ricerche sul “guadagno di funzione” del coronavirus condotte a Wuhan. Dai documenti sembra emergere invece che i fondi veicolati all’istituto di virologia cinese tramite la ong EcoHealth Alliance fossero espressamente destinati a sperimentare l’ibridazione di diverse tipologie di coronavirus, ottenendo un virus altamente trasmissibile agli esseri umani.

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