“Hanno iniziato a manifestare lievi sintomi respiratori, tra cui starnuti, naso che cola, lieve letargia e tosse”. Il comunicato diffuso dal Georgia Aquarium, uno zoo acquatico statunitense situato nella città di Atlanta, si riferisce a un gruppo di lontre asiatiche dalle piccole unghie (Aonyx cinereus) risultate positive al Covid-19. Gli animali, ha tuttavia rassicurato la struttura, dovrebbero riprendersi completamente. “Non sono in mostra, e vengono seguiti dietro le quinte dagli esperti team di salute e cura degli animali dell’Aquarium”, ha sottolineato il centro, senza specificare quante lontre sono state contagiate.

“Ci aspettiamo che tutti si riprendano completamente”, ha spiegato, secondo quanto riportato dai media americani, Tonya Clauss, vicepresidente per la salute animale e ambientale del Georgia Aquarium. Nonostante il personale abbia seguito tutti i protocolli di sicurezza raccomandati, e una trasmissione virale del genere sia solitamente considerata piuttosto rara, c’è il sospetto che le lontre possano aver contratto l’infezione da un membro asintomatico del personale dello zoo. I mammiferi contagiati al momento sono monitorati e non hanno contatti diretti con gli ospiti.

Our Asian small-clawed otters have tested positive for SARS-CoV-2, the virus that causes COVID-19. They began exhibiting…

Pubblicato da Georgia Aquarium su Domenica 18 aprile 2021

Cosa sappiamo

Questa notizia conferma, ancora una volta, che il rischio di una eventuale trasmissione del Sars-CoV-2 tra esseri umani e animali, in una specie di “zoonosi inversa“, è più che concreto. Al momento non ci sono certezze assolute, e possiamo fare soltanto ipotesi. Ma le domande che fin qui sono state sono state sollevate dagli scienziati non lasciano spazio a troppa immaginazione. È possibile che il virus possa contagiare alcune specie di animali utilizzando l’uomo come serbatoio? E, se così fosse, le bestiole contagiate potranno infettarsi soltanto tra simili oppure saranno in grado di passare il Sars-CoV-2 anche ad altre specie, o addirittura restituirlo agli uomini, magari in una forma più aggressiva?

Il sito del ministero della Salute italiano prova a fare chiarezza, pur ribadendo una evidente incertezza di fondo. I dati epidemiologici hanno dimostrato come vari animali siano stati contagiati dagli esseri umani. “Al momento però non vi sono evidenze scientifiche che dimostrino come questi animali (ad esempio i gatti in numerosi paesi, o le tigri nei giardini zoologici degli Stati Uniti) possano diffondere la malattia alle persone”, si legge sul sito del dicastero.

Precedenti ed eventuali rischi

Lo scorso novembre, il primo allarme era partito dalla Danimarca, con un ceppo di Covid-19 correlato ai visoni. A quanto pare, i lavoratori di qualche allevamento danese avrebbero trasmesso l’infezione alle bestiole. Questi ultimi, non sappiamo ancora per quale motivo, a differenza di altre specie animali sarebbero in grado di “restituire” il contagio agli esseri umani. Un fenomeno del genere è stato osservato nei pressi di Copenaghen, ma anche in Olanda, dove i visoni colpiti dal Sars-CoV-2, dopo esser stati contagiati, non solo hanno ritrasmesso la malattia ad altri impiegati delle aziende, ma i virus sono risultati geneticamente mutati rispetto a quelli inizialmente isolati.

Tutto questo sembra invece non accadere con altri animali, i quali risulterebbero semplici “vittime” del contagio umano e non giocherebbero ruoli nella diffusione del virus, pur mostrando talvolta segni clinici. Oltre alle lontre del Georgia Aquarium, ci sono altri precedenti. Citiamo, a titolo esemplificativo, le tigri e i leoni contagiati nello zoo del Bronx a New York City, quelli di un altro zoo svedese ma anche gli oranghi del bioparco di San Diego, oppure semplici gatti e cani domestici.

Quali sono i rischi? I ricercatori hanno escluso che gli animali infetti – a quanto pare, ad eccezione dei visoni – possano alimentare focolai tra gli esseri umani. Il problema è che, al momento, molti di questi animali non sono idonei per i vaccini anti Covid fin qui sviluppati. Certo è che gli scienziati dovranno approfondire un tema ancora in gran parte sconosciuto, e che potrebbe portare a galla novità interessanti.

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