La Brexit ha incrementato lo scetticismo nei confronti di un progetto unico europeo e, contemporaneamente, sembra aver anche capovolto equilibri militari dettati da alcuni trattati bilaterali come quello tra Francia e Gran Bretagna. Tali accordi vedevano impegnate due potenze nucleari in operazioni congiunte di difesa europea mediante i Lancaster House Treaties. Ma l’attuale geopolitica potrebbe aver trasformato la loro complementaritá in una vera e propria concorrenza.

Cosa sono i Lancaster House Treaties?

I Lancaster House Treaties si riferiscono a due Trattati firmati a Londra il 2 novembre 2010 da David Cameron e Nicolas Sarkozy.

Tali accordi tra il Regno Unito e la Francia impegnavano entrambe le nazioni a costruire un partenariato di lungo termine in materia difesa e sicurezza. L’obiettivo era quello di massimizzare le loro capacità coordinando lo sviluppo, l’acquisizione, l’implementazione e la manutenzione di una serie di armamenti, strutture e servizi, per poter svolgere l’intero spettro delle missioni. Gli stessi prevedevano anche di poter rafforzare l’industria della difesa di entrambe le parti e promuovere la cooperazione per la ricerca e tecnologia.

Tali impegni consentivano alla Francia e Regno Unito di schierarsi insieme nelle operazioni condotte sotto gli auspici delle Nazioni Unite, della Nato e della politica di difesa comune dell’Unione europea. Inoltre, garantivano la sicurezza in linea con gli accordi di non proliferazione delle armi nucleari, oltre al supporto nella complementarità tra Nato e Unione europea.

La Brexit sposta l’interesse di Parigi a Berlino

L’uscita britannica dall’Europa sembra aver spostato l’interesse francese verso un’alleanza con Berlino. Precedenti importanti avevano fornito, già in passato, strutture politiche come il consiglio franco-tedesco di difesa e sicurezza, nato dal protocollo aggiuntivo del 1988, il Trattato dell’Eliseo ed una cooperazione operativa, come la Brigata franco-tedesca (BFA). Quest’ultima creata nel 1989 e composta da circa 5.000 uomini e donne disposti in sei battaglioni. Infine, analisi e politiche su programmi industriali congiunti in merito ad armamento tattico come per il Transall C-160 e l’elicottero d’attacco Tigre.

La cooperazione tra Francia e Germania è stata più focalizzata sul settore industriale aeronautico che su quello operativo. A differenza di quella con Londra. In effetti, le politiche di Berlino hanno favorito, in più di un’occasione, lo sviluppo di Airbus e di altre fusioni come Nexter e Krauss-Maffei, non disdegnando però accordi fondamentali come la condivisione delle informazioni d’intelligence mediante contenuti provenienti dai sistemi satellitari nazionali.

Tuttavia, Il primo accenno di vera partnership militare fu nella guerra dell’Iraq. Successivamente, la Germania contribuì insieme alla Francia alle operazioni di pace Eufro nella Repubblica Democratica del Congo nel 2006 e con Eufor-Ciad 2008, ma il suo interesse nelle politiche militari sembrò diminuire a causa di una forte influenza ed accentramento francese nei territori d’interesse operativo.

Il Libro Bianco ed il comprehensive approach

Sebbene da principio la Germania sembrasse più orientata ad interpretare un ruolo di secondo piano, con la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco nel 2014 si ebbe una svolta dell’impegno tedesco nel quadro militare internazionale. Questo avvenne mediante il “Consenso di Monaco”, che consentì l’avvento del “Libro Bianco” il 13 luglio 2016, preceduto nel 2006 e 1994 da documenti di dottrina per la difesa delle Forze Armate tedesche. Quest’ultimo è uno strumento che definisce i punti chiave della politica di difesa della Germania e si concentra su una visione strategica del governo a livello internazionale.

Tale documento è legato al concetto di “comprehensive approach”, ovvero l’opportunità di combinare strumenti e misure politiche, civili, militari, per la prevenzione e la risoluzione di crisi internazionali.

Le ambizioni francesi a leader europeo

Come contestualizzato anche dal professor Pannier della School of Advanced International Studies (Sais) sull’Ifri, già nel discorso diplomatico pronunciato all’Università Sorbona il 26 settembre 2017, si palesavano “le ambizioni” del Presidente francese per la difesa europea. Infatti, come spiegato, il tutto fu confermato anche dalla pubblicazione sulla“Revue stratégique de défense et de sécurité nationale”pubblicata nell’ottobre 2017, nella quale si menzionava la sola Germania come partner principale e non la Gran Bretagna.

In effetti, l’idea di Parigi di rafforzare il ruolo dell’articolo 42.7 del TEU sembrò di voler chiarire le intenzioni del proprio ruolo all’interno della NATO e nel contempo, l’ambizione di voler lavorare all’economia strategica europea, ne ha riaffermato le aspirazioni presidenziali sull’esercito europeo. In questo modo, il comprensive approach tedesco non ha solo innescato la competizione nell’alleanza franco-tedesca per il dominio militare in Europa, ma anche molteplici ipotesi sugli equilibri anglo-francesi, fortemente in pericolo in virtù dei nuovi interessi di Parigi all’interno dell’UE.

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