Sono settimane drammatiche quelle che si stanno vivendo in Spagna, con il paese alle prese con quella che si è definitivamente chiarificata come una seconda ondata della pandemia di coronavirus e che sta atterrando nuovamente la penisola iberica. Con i contagi che hanno superato il picco di 10mila giornalieri e con le zone più colpite che si sono rivelate essere nuovamente le grandi metropoli del Paese, la Spagna adesso inizia a temere l’arrivo della stagione più fredda dell’anno, con la preoccupazione che ancora una volta verrebbe rivolta alla capacità di tenuta del proprio sistema sanitario.

Sanchez sfida Madrid

Come riportato dalla testata EuropaToday, il governo spagnolo guidato dal socialista Pedro Sanchez avrebbe rivolto in modo particolare le sue attenzioni proprio verso la capitale Madrid, alle prese con una nuova impennata dei contagi. E soprattutto, sarebbe intenzionato non soltanto a bloccare il piano di sblocco graduale dei quartieri più colpiti ma sarebbe disposto ad arrivare all’isolamento della stessa città per riuscire a rallentare il propagarsi della pandemia.

Le posizioni tenute dal governo sono però in forte contrasto con quelle della presidentessa della regione, Isabel Diaz Ayuso, volto sempre più importante nella destra spagnola e contraria al piano di blocchi studiato dal governo iberico. E in questa situazione, la sensazione è che presto o tardi il governo nazionale e l’esecutivo regionale potrebbero arrivare allo scontro, col rischio non soltanto di limitare le capacità di contenimento del patogeno ma anche di creare un’impasse che potrebbe riproporsi anche nelle altre regioni.

La pandemia è fuori controllo?

Con l’aumento esponenziale delle ultime settimane e con lo spettro dei mesi bui della scorsa primavera che torna ad affacciarsi sul panorama del Paese, la sensazione è quella che il governo spagnolo e le istituzioni statali abbiano fallito nel contenimento dei focolai. In parte a causa di un’estate particolarmente movimentata nonostante i pericoli di contagio e in parte a causa di un sistema di prevenzione assolutamente rivedibile, la Spagna si trova in questi giorni a rischiare molto più di tanti altri Paesi dell’Europa dai climi indiscutibilmente più ostili.

In questo scenario, il rischio è che senza decisioni mirate e repentine il Paese cada ancora una volta nella necessità di mettere in atto un lockdown, con la conseguente catastrofe che si abbatterebbe sull’apparto economico del Paese già fortemente indebolito in questo 2020. E soprattutto, l’aumento dei contagi potrebbe portare ancora una volta al punto di saturo gli ospedali del Paese, inficiando sulla stessa operatività del sistema sanitario e causando un numero ancora superiore di vittime rispetto alle attese. Situazione, questa, che le autorità spagnole sono intenzionate ad evitare.

Nel corso dei prossimi giorni il governo della Spagna elaborerà un piano d’azione che potrebbe – se lo scenario non migliorasse – includere anche una nuova serie di lockdown parziali, limitati a singole città o quartieri metropolitani. Tuttavia, se ciò non dovesse in alcun modo funzionare, Madrid potrebbe essere costretta a mettere in campo un piano d’azione ancora più rigido che potrebbe davvero calare nuovamente il Paese nel buio del mesi passati. Situazione che, purtroppo, potrebbe verificarsi anche in altri Paesi dell’Unione europea.

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