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Classe 1961, Fausto Biloslavo vive da oltre trenta anni sui fronti più caldi del pianeta, raccontando e documentando la guerra.Il suo battesimo del fuoco è un reportage sull’invasione israeliana del Libano nel 1982, dove è, come racconta lui stesso “l’unico a fotografare Yasser Arafat in fuga da Beirut, per un colpo di c….”.Con Almerigo Grilz, che come tutti i migliori se ne è andato troppo presto in prima linea in Mozambico, e Gian Micalessin fonda a Trieste l’agenzia di free lance Albatross Press Agency. Negli anni Ottanta i tre coprono insieme le guerre dimenticate dall’Afghanistan, all’Africa, fino all’Estremo Oriente.Nel 1987 viene catturato e tenuto prigioniero a Kabul per sette mesi dopo un reportage con la resistenza afghana contro l’Armata rossa. Dopo essere stato liberato, torna a Kabul e viene punito da un camion militare che lo riduce in fin di vita.Dal genocidio in Ruanda alle guerre nei Balcani, dalla Cecenia all’Afghanistan, come il colonnello Kurtz in Apocalypse now si fa “amico l’orrore” continuando a raccontare i conflitti.Se anche tu vuoi fare il reporter, questa è la tua occasione.Iscriviti al Reporter DayPer Gli Occhi della Guerra è stato in Iraq, Afghanistan, Siria, Kurdistan ma anche a Kiev durante gli scontri in piazza Maidan che hanno portato il Paese sull’orlo della guerra civile e a Bruxelles all’indomani della strage del marzo 2016 che ha fatto 30 morti e oltre 200 feriti.Oggi invita quanti vogliano fare i reporter a candidarsi al Reporter Day: un’occasione per chi vuole raccontare il mondo con i propri occhi.Biloslavo ci sarà il 22 giugno per valutare i lavori e i progetti dei candidati. Attenzione, non cerchiamo solo reporter di guerra ma anche giornalisti, fotografi, videomaker che vogliano mettersi in gioco.Se anche tu vuoi fare questo bellissimo e difficile mestiere,  ISCRIVITI QUI.strip_reporter_day

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