La campagna vaccinale degli Stati Uniti prosegue a gonfie vele, incoraggiata dall’ottimismo di Joe Biden. Il successore di Donald Trump continua a promettere ai suoi concittadini un futuro roseo nel quale il Sars-CoV-2 sarà tenuto a bada dalla scienza. L’obiettivo della Casa Bianca è quello di trasformare il prossimo 4 luglio nel “Giorno dell’Indipendenza dal coronavirus”. Ma, almeno leggendo le statistiche, la liberazione statunitense dal Covid potrebbe anche avvenire prima dell’estate. Nel primo discorso alla nazione in diretta televisiva, a metà marzo, Biden ha promesso vaccini per tutti gli americani, indipendentemente dall’età e dallo stato di salute, entro il primo maggio.

Al momento Washington ha somministrato circa 125 milioni di vaccini, risultando il primo Paese al mondo per numero di dosi iniettate. La curva epidemiologica è crollata, passando dai quasi 309 mila casi registrati l’ 8gennaio ai 50-60 mila nuovi contagi quotidiani delle ultime settimane. Anche il numero di decessi è sceso in maniera decisa, sfiorando adesso i 1-1.500 morti al giorno a fronte delle oltre 4 mila vittime di gennaio. Visto che sulle vaccinazioni gli Stati Uniti sono molto più avanti rispetto all’Europa, potrebbe essere interessante approfondire meglio l’evoluzione sanitaria della pandemia di Covid-19. Davvero i vaccini di Biden stanno sconfiggendo il virus?

Vaccinazioni e nuovi casi

In realtà, se controlliamo le tendenze più recenti, notiamo un aspetto curioso. Dando un’occhiata alle tendenze rilevate nell’ultima settimana, in 13 Stati americani i casi di coronavirus stanno aumentando di nuovo. L’aspetto teoricamente preoccupante è che in questo gruppo figurano anche alcuni degli Stati che vantano i più alti tassi di vaccinazione del Paese. Come ha sottolineato il sito Axios, il Michigan ha fatto registrare un picco medio mobile settimanale di nuovi casi pari al + 53%, pur risultando – secondo i dati della Johns Hopkins University – ben al di sopra della media nazionale in termini di tasso di vaccinazione.

Detto in altre parole, nel citato Michigan l’elevato numero di dosi somministrate non ha coinciso con l’abbattimento del tasso di positività e del numero di pazienti ospedalizzati, entrambi in aumento. La stessa situazione si è manifestata in altri Stati, tra cui Maine, Montana e West Virginia. Due soltanto, invece, gli Stati con casi in aumento ma tasso di vaccinazione al di sotto della media: Mississippi e New Hampshire.

L’ombra delle varianti

“Stiamo vaccinando molto bene, e questa è la buona notizia. Queste varianti si stanno diffondendo abbastanza rapidamente in tutto il paese, e questa è la cattiva notizia“, ha dichiarato alla Cnn il dottor Ashish Jha della Brown University School of Public Health, anticipando il problema più grande con il quale devono fare i conti gli Stati Uniti. La variabile impazzita è rappresentata dalle varianti, molte delle quali, più contagiose rispetto alla forma tradizionale del Covid, domineranno presto la scena americana. Anthony Fauci e Rochelle Walnesky, rispettivamente direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseas e direttore del CDC, hanno spiegato che la cosiddetta variante inglese potrebbe diventare la più diffusa entro la fine del mese. Ricordiamo che questo ceppo è considerato essere il 56% più contagioso del normale e, forse, il 50% più mortale.

In generale, gli Stati Uniti si stanno muovendo nella giusta direzione vaccinando il più in fretta possibile. Da gennaio a ora, i casi nazionali sono scesi notevolmente anche se, nelle ultime settimane, il crollo delle positività è andato incontro a un rallentamento. È per questo motivo che le autorità sanitarie stanno sconsigliando le aperture “di massa” che molti Stati stanno attuando o programmando. In ogni caso, e grazie ai vaccini, la speranza è che decessi e i casi gravi provocati dal Covid possano gradualmente diminuire fino a diventare controllabili. Quindi, anche nel caso in cui i contagi dovessero continuare a manifestarsi, sarà importante tenere la malattia sotto controllo. Insomma, osservare cosa accadrà negli Stati Uniti da qui ai prossimi mesi, risulterà essere un interessante esercizio per scoprire in anticipo quale sarà il nostro futuro.

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