In attesa che prenda il via la vera e propria campagna di vaccinazione anti Covid, che inizierà presumibilmente intorno alla metà di gennaio, l’Italia si interroga sull’obbligatorietà o meno dell’antidoto. Dovessimo pesare quanto fin qui ripetuto dai membri del governo, Giuseppe Conte in primis, non dovrebbe sussistere alcun obbligo. Pochi giorni fa, proprio il premier aveva rilasciato una dichiarazione emblematica: “Non prevediamo l’obbligo di vaccino, lo offriamo facoltativamente. Di sicuro abbiamo iniziato una campagna informativa per spiegare che il vaccino sarà testato dalle istituzioni più accreditate in Europa, sarà un vaccino sicuro e offerto a tutti, speriamo tutti si predispongano”.

Eppure, nelle ultime settimane, non è mancato chi ha paventato l’ipotesi di puntare su app per monitorare i vaccinati e patentini sanitari. Il Comitato nazionale di bioetica (Cnb) è stato ancora più esplicito: “Devono essere fatti tutti gli sforzi per raggiungere e mantenere una copertura vaccinale ottimale, non escludendo l’obbligatorietà in casi di emergenza, soprattutto per gruppi professionali maggiormente esposti all’infezione e alla trasmissione della stessa”. Il riferimento è, ad esempio, ai medici. Su questo Conte è apparso più incerto: “C’è un dibattito tra di noi. Ma aspettiamo, vediamo, sono tutte persone responsabili, sanno che di fronte a una pandemia garantire i pazienti è una priorità per tutti. Se dovessimo andare in difficoltà potremo valutare soluzioni alternative”.

L’idea della Francia

Dando un’occhiata al resto d’Europa, il governo giallorosso potrebbe prendere appunti dall’ultima idea rimbalzata sui media francesi. Come sottolineato da France24.com, il primo ministro Jean Castex ha ottenuto il sostegno del suo gabinetto per un disegno di legge progettato appositamente per fornire un quadro giuridico tale da affrontare le crisi sanitarie, tra cui la pandemia di Covid-19. Secondo il testo, che sarà sottoposto al parlamento, potrebbe esser richiesto un test Covid negativo o la prova di un “trattamento preventivo, compresa la somministrazione di un vaccino” affinché le persone possano ricevere “l’accesso ai trasporti o ad alcune località, come così come alcune attività“.

Durissima la reazione dell’opposizione, con Marine Le Pen che ha definito il progetto di legge una misura “essenzialmente totalitaria“. “In modo ambiguo, questo disegno di legge non mira a rendere obbligatorie le vaccinazioni, ma impedirà a chiunque non lo rispetti di avere una vita sociale”, ha aggiunto. Il presidente Emmanuel Macron, dal canto suo, ha promesso che la vaccinazione contro il coronavirus, nonostante sia fortemente raccomandata, non sarà obbligatoria.

Il rischio e le ipotesi

Tornando all’Italia, al netto delle dichiarazioni degli attori protagonisti, è difficile che la vaccinazione possa veramente esser resa obbligatoria (considerando anche, sostengono alcuni, che imporre l’obbligo di vaccinazione sarebbe anticostituzionale e inaccettabile). Molto più probabile che l’esecutivo possa tirare fuori dal cilindro qualcosa di molto simile a quanto visto in Francia.

In attesa di capire cosa accadrà a Parigi, e che cosa sceglieranno di fare i giallorossi, la sensazione è che possano trovare spazio limitazioni per chi dovesse scegliere di non vaccinarsi. Resta da capire quante e quali saranno queste condizioni. In Francia si è parlato di trasporti pubblici, ma anche di altri luoghi, come cinema, ristoranti e altri centri a rischio assembramenti. Che dire, poi, di turisti e viaggiatori? Servirà davvero una sorta di patentino sanitario per trascorrere le vacanze all’estero? Al momento, queste domande restano senza risposta.

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