Nelle università della Cina, nazionalismo e indottrinamento militare vanno a braccetto. Secondo quanto riportato da Foreign Politics, ogni studente universitario cinese è tenuto a completare il junxun, cioè un addestramento militare a tutti gli effetti che può durare dalle due settimane a un mese. Le matricole che si iscrivono al primo anno di una qualsiasi università, prima dell’inizio dei corsi, devono completare questo percorso, diventato negli ultimi anni ancora più ideologico del solito. Sia chiaro, non c’è niente di nuovo sotto il sole visto che una simile formazione è stata introdotta a livello nazionale a partire dagli anni ’80. La novità, semmai, sta nel fatto che mentre prima il junxun veniva considerato come una sorta di programma di idoneità fisica, oggi ha assunto il compito di unire la partecipazione civile alla difesa militare. È inoltre l’ennesima occasione che ha il governo per rafforzare il patriottismo e il sentimento nazionalista di milioni di ragazzi.

Come funziona il junxun

In giro per il mondo ci sono 75 Paesi che presentano qualche forma di addestramento militare obbligatorio; giusto per fare un esempio, in Corea del Sud e a Singapore il servizio dura almeno due anni. Al confronto, il junxun cinese può sembrare più blando, eppure è in realtà molto più intrusivo di tutti gli altri perché è collegato a doppia mandata con la carriera accademica degli studenti. In altre parole, l’addestramento militare è parte imprescindibile del sistema educativo della Cina, nonché per gli obiettivi ideologici del Partito Comunista cinese. Ma come si svolge la vita all’interno di uno dei campi in cui si addestrano le matricole? Prima di tutto gli studenti sono sottoposti a un rigido programma di vita, capace di inculcare nella testa dei ragazzi i valori richiesti dalla società odierna. La pulizia deve essere massima, così come elevate devono essere le conoscenze sull’esercito cinese. Non manca, ovviamente, l’aspetto motorio: sono infatti previsti addestramenti specifici riguardanti il combattimento base e il tiro con armi a imitazione di quelle vere.

Preparazione militare e ideologica per i nuovi patrioti di domani

Un aspetto interessante è che il junxun prepara gli studenti a marciare all’unisono, cioè aiuta i singoli a cooperare all’interno di un gruppo. Non c’è spazio per l’individualità, sottomessa al collettivismo militaresco. Addirittura, quando un ragazzo commette un errore, a pagare è l’intero gruppo del quale egli fa parte. Non manca, poi, un’elevata dose di propaganda, tra canzoni rivoluzionarie e sessioni di riflessioni ideologiche. E qui si nasconde l’altro grande obiettivo dell’addestramento: inculcare alle matricole una corretta educazione patriottica. Basti pensare che nel 2016 il presidente Xi Jinping in persona promise di trasformare i campus universitari in “roccaforti della leadership del partito”. Da quel momento in poi, in effetti, il ministero della Pubblica Istruzione ha inserito il “pensiero di Xi” come materia di studio nei curricula principali delle università cinesi. Preparazione fisica e ideologica per i nuovi patrioti di domani: è questo quello che vuole la Cina per evitare che le nuove generazioni possano essere impreparate di fronte agli eventi del mondo. Il sistema non è certo rimasto impermeabile a critiche di ogni tipo, eppure continua a trovare applicazione in tutti i campus universitari dell’ex Impero di mezzo.

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