Prima dell’universo e di Marte ci sono da conquistare l’Artico e l’Antartide. La Cina ha da tempo messo nel mirino il Polo Nord, e sta lentamente penetrando in una regione strategica dal punto di vista commerciale (e non solo). Usando la cosiddetta Via della Seta polare, le navi cinesi eviterebbero di passare attraverso lo stretto di Malacca per approdare in Europa risparmiando diversi giorni di traversata; alle imbarcazioni basterebbe infatti  circumnavigare la penisola coreana e risalire verso nord, fino ad arrivare a Rotterdam.

Attenzione però, perché il Dragone sta studiando anche la situazione nei pressi del Polo Sud, un’altra regione strategicamente rilevante nel duello a distanza con gli Stati Uniti. Per sfruttare al meglio le nuove rotte marittime, la Cina ha in programma la costruzione di vari veicoli. Prima di tutto Pechino ha annunciato la costruzione di un rompighiaccio a propulsione nucleare da utilizzare nell’Artico: la China National Nuclear Corporation ha indetto una gara per edificare un mezzo fondamentale per farsi strada nei freddi ghiacciai artici. Ma non è finita qui, perché la stampa cinese ha spiegato il nuovo veicolo su cui potrà contare Pechino nelle sue missioni nell’estremo sud.

Nanji 2, il nuovo anfibio della Cina

Si chiama Nanji 2, che più o meno può essere tradotto in italiano come Antartide 2. È un veicolo anfibio rigorosamente made in China che molto presto partirà alla volta del Polo Sud. Partirà per l’Antartide contribuendo alla 36esima spedizione cinese nella regione. Il Nanji 2, dipinto di rosso e giallo, è stato costruito dalla compagnia Guizhou Jonyang Kinetics ed è stato consegnato domenica all’istituto per la ricerca popolare di Shanghai. A differenza dei mezzi del passato, questo veicolo può contare su un sistema di marcia aggiornato e, grazie a nuovi materiali e tecnologie, le sue prestazioni a bassa temperatura sono ulteriormente migliorate. Dalle prime prove, pare che il Nanji 2 possa lavorare a contatto con una temperatura esterna di meno 41 gradi Celsius. Previste, inoltre, aria condizionata e maggiore comfort per l’equipaggio di bordo. Lyu Qian, direttore generale della compagnia produttrice del mezzo, ha detto che “il suo sistema di controllo e altri componenti chiave sono stati sviluppati tutti in Cina”. Il veicolo, spiega l’agenzia di Stato cinese Xinhua, è multifunzionale, può adattarsi a vari terreni, compresi i più complessi, ed è in grado di svolgere varie missioni, tra cui il trasporto di personale e materiali, esplorazioni marittime, terresti e del ghiaccio, ma anche operazioni di ricerca e salvataggio. Il vicedirettore della 36esima spedizione antartica, Wei Fuhai, ha sottolineato come la Cina possa contare sempre di più su apparecchiature prodotte “in casa”, e che questo è un simbolo della forza del Paese.

Il piano cinese

La strategia della Cina è semplice quanto lineare. Giocando di sponda con vari partner, la Russia per quanto riguarda il Polo Nord, il Cile per il Polo Sud, Pechino vuole anticipare gli Stati Uniti ed estendere la propria sfera di influenza in zone vitali, sia per il commercio che per ambiti militari. Una ipotetica presenza cinese, infatti, eviterebbe l’avanzata statunitense. Il Nanji 2 è pronto ad aiutare il Dragone, insieme al rompighiaccio a propulsione nucleare.

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