Come leggere correttamente il tasso di positività dei tamponi

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Non farsi prendere dal panico e mantenere la mente lucida è spesso complicato quando ci informiamo sulla pandemia di Covid-19. Da un paio di settimane l’intera Europa, Italia compresa, è alle prese con la famigerata seconda ondata. Dopo un’estate tutto sommato tranquilla, con i contagi al minimo e le terapie intensive quasi completamente vuote, i venti autunnali hanno fatto ripiombare i cittadini nell’incubo di nuove restrizioni e nuovi lockdown.

Ipotesi catastrofiche, queste, tuttavia potenzialmente plausibili visto e considerando gli ultimi bollettini sanitari diffusi dalle varie autorità sanitarie europee. Anzi: c’è già chi si è portato avanti per evitare serrate obbligatorie a ridosso del periodo natalizio. È il caso della Francia, con il coprifuoco notturno imposto per quattro settimane da oggi a Parigi e in altre otto grandi città, in aggiunta ad altri controlli e restrizioni. È il caso del Regno Unito, dove Boris Johnson ha suddiviso il Paese in tre livelli, dove ciascun livello indica una differente gravità delle restrizioni decise dalle autorità in base ai dati epidemiologici.

È il caso anche di tanti altri Paesi, tra cui Germania e Italia. I numeri sciorinati quotidianamente in televisione fanno paura, le dichiarazioni degli epidemiologici fanno capire che tira una brutta aria e molti politici, se solo non dovessero considerare gli effetti catastrofici di un possibile secondo lockdown sull’economia, avrebbero probabilmente già chiuso tutto il possibile.

Occhio ai numeri

Lo scenario descritto non è dei più rosei. Eppure, tra una curva e una tabella, un numero e un aumento, è molto importante sapersi orientare nella giungla di cifre per capire la reale gravità della situazione. Solitamente i media riportano tre voci: i nuovi contagiati, le vittime e gli incrementi registrati nei reparti di terapia intensiva. E così, molto spesso, quando i cittadini si trovano di fronte, ad esempio, alla news di “oltre 7mila nuove infezioni”, nessuno evidenzia alcune precisazioni non certo secondarie. Come il fatto che in quel numero sono compresi sintomatici e asintomatici.

Inoltre, la notizia dei nuovi malati non viene sempre accompagnata da quella inerente ai nuovi guariti. Già, perché molte persone si ammalano ma altrettante guariscono. Dall’inizio dell’emergenza, soltanto in Italia, sono guariti quasi 250mila pazienti: una percentuale altissima nonché un dato, se sottolineato maggiormente, che potrebbe mitigare l’ansia nelle persone, troppo spesso inondate di news apocalittiche.

Il tasso di positività dei tamponi

Un altro dato giornaliero che viene spesso citato riguarda il numero di tamponi effettuati. Già, perché i numeri di oggi non sono affatto uguali a quelli registrati la scorsa primavera. Il motivo è semplice: adesso l’Italia è in grado di fare molti più test e tamponi, di conseguenza le autorità sanitarie “cercano” il virus più a fondo e portano in superficie non solo i casi più gravi ma anche e soprattutto gli asintomatici. Coloro, insomma, che altrimenti non sarebbero mai emersi dalle tenebre.

Per meglio capire l’andamento dell’epidemia è allora utile imparare a leggere un valore ben preciso: il tasso di positività dei tamponi. Di che cosa si tratta? In poche parole, la percentuale di tamponi risultati positivi sul totale di quelli effettuati. Una bassa percentuale coincide sostanzialmente con i contagi sotto controllo; un’alta percentuale, al contrario, indica che bisogna stare molto attenti perché il virus galoppa e si diffonde all’interno della società. In realtà non è propriamente così, e molto dipende da quanto è diffusa l’epidemia.

La scorsa primavera, in Italia, con pochi test si scovavano moltissimi positivi. Oggi ne scoviamo quanti e più di prima, ma al contempo il numero di test effettuati è di gran lunga superiore. Ricordiamo infatti che nel bel mezzo della prima ondata i tamponi erano riservati solo alle persone sintomatiche, se non ai casi più gravi. In quei giorni moltissimi asintomatici non sono stati tracciati. Cosa, invece, che sta accadendo in questi giorni. Dunque sì, il tasso di positività dei tamponi è un dato fondamentale ma deve essere analizzato assieme ad altri indicatori.