Nel giro di qualche anno riusciremo davvero a metterci alle spalle l’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus e tornare alla tanto agognata normalità. Certo, non sarà un percorso lineare, immediato e privo di ostacoli. Ma immaginarsi la luce in fondo al tunnel, adesso, non è più un miraggio. I motivi sono molteplici anche se il più importante rimane ancorato alla scoperta di un vaccino anti Covid.

Molti antidoti stanno affrontando lo step finale della sperimentazione sull’uomo e potrebbero presto essere arruolabili nella guerra contro il virus. Nell’ipotetica road map per uscire dall’incubo disegnata da Politico possiamo individuare tre fasi spartiacque. La prima fa rima con la scoperta di un vaccino, che potrebbe materializzarsi entro l’inizio del 2021. Dopo di che, in vista del prossimo autunno, e in attesa che le aziende farmaceutiche riescano a produrre dosi di vaccino per coprire l’intero fabbisogno mondiale, potremo assistere a un costante calo dei nuovi contagi.

A quel punto ecco la terza e ultima fase, che consentirà all’umanità di tornare alla normalità nel giro di pochi anni. Giusto il tempo di distribuire a tutti il prezioso vaccino e spegnere gli ultimi focolai. Attenzione però, perché secondo alcuni esperti la scoperta di un antidoto non debellerà completamente il Sars-CoV-2 che, al contrario, potrebbe veramente continuare a restare tra noi.

L’ipotetica road map

Per adattare alla realtà una simile road map, prendiamo come esempio la situazione degli Stati Uniti. La fine della pandemia potrebbe arrivare entro il novembre 2021, quando le persone che il virus potrà infettare saranno così poche che i germi faticheranno sempre di più per trovare un organismo entro cui replicarsi. Tutto questo potrà accadere grazie a un vaccino che, anche nel caso in cui non fosse totalmente efficace, riuscirebbe a combattere la malattia nella maggior parte dei casi.

Da qui al momento fatidico, gli americani dovrebbero continuare a indossare le mascherine ed evitare i grandi raduni. Ci saranno inevitabilmente dei picchi, ovvero dei momenti in cui la curva epidemiologica salirà. Ma alla fine, in parte per i vaccini, in parte per l’esposizione alla minaccia e in parte per trattamenti sempre più efficaci, i cittadini riusciranno a sviluppare la preziosa immunità. A quel punto il Covid-19 diventerà una malattia ordinaria. Per intendersi: uno di quei malanni tipici del periodo invernale. Proprio come l’influenza.

Misure igieniche e vaccino

Lo scenario appena descritto è, a detta degli esperti, il più probabile, e può essere esteso a ogni continente. Due sono i pilastri incaricati di sorreggere la nuova normalità: il citato vaccino e le misure igieniche. Soltanto se i governi continueranno a spronare i cittadini a tenere alta la guardia, quindi rispettando il distanziamento sociale e indossando protezioni individuali, il mondo potrà arrivare quasi incolume alla scoperta di un vaccino anti Covid.

Attenzione però, perché un conto è approvare un vaccino, un altro è produrlo in massa e distribuirlo a tutti i Paesi. Per fare ciò serviranno mesi. Il classico americano medio potrebbe non ricevere la propria dose personale almeno fino alla metà o alla fine del 2021. Ma anche a quel punto il ritorno alla normalità non sarà istantaneo. Detto altrimenti: il recupero del vecchio modo di vivere la quotidianità potrà essere recuperato soltanto in modo graduale, attraverso un processo che potrebbe durare anche diversi anni.

Le stime più probabili dicono che la pandemia potrà essere considerata sotto controllo entro la seconda metà del 2021. Per rivedere il mondo pre-Covid dovremo invece attendere altri due anni. C’è infine un altro particolare da considerare. Quale sarà l’efficacia dei vaccini? Molto dipenderà da quante persone rifiuteranno di vaccinarsi e da quante persone dimenticheranno di prendere la possibile seconda dose. Già, perché alcuni esperti hanno messo in conto anche l’ipotesi che possano essere necessarie due dosi di vaccino per immunizzare l’organismo. Dopo di che c’è un’altra preoccupazione con cui, forse, dover fare i conti: una volta vaccinati, quanto durerà l’immunità? Sul tavolo ci sono ancora tante domande senza risposta.

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