L’epidemia provocata dal nuovo coronavirus è diventata una pandemia. Questo significa, prima di tutto, che il Covid-19 ha superato ogni confine e fatto breccia praticamente ovunque: dall’Asia all’Europa, dalle Americhe all’Africa. Da un punto di vista tecnico, il nuovo livello di allerta comporta più limitazioni alla vita quotidiana e blocchi più stringenti. In altre parole le disposizioni a cui gli italiani sono già stati sottoposti verranno via via estese un po’ ovunque.

Ma quando torneremo alla normalità? In Italia, a meno di ulteriori proroghe, la data segnata sul calendario è quella del 3 aprile. È tuttavia complicato individuare il momento esatto della fine della pandemia,. Non a caso esperti e ricercatori sono soliti adattare i loro ragionamenti sul lungo periodo (settimane o mesi, non certo giorni).

Non solo. C’è un altro aspetto da considerare e riguarda le strategie adottate dai vari Paesi. Ogni governo applica misure differenti, quindi la velocità impiegata da ciascuno Stato per uscire dal tunnel dipende dall’efficacia della strategia perseguita. Detto altrimenti, è probabile che la quarantena forzata importa dalla Cina ai suoi abitanti sia più efficace dell’immunità di gregge proposta dal Regno Unito di Boris Johnson.

Dallo sviluppo iniziale alla guarigione

Tenuto conto di quanto appena detto, Jp Morgan ha realizzato un grafico interessante che incrocia due aspetti. Il primo: le settimane di epidemia trascorse da quando è stato rilevato il primo paziente infetto in un dato Paese. Il secondo: la fase di epidemia che stra attraversando attualmente ciascun Paese preso in esame, dallo sviluppo iniziale alla guarigione.

Il quadro che emerge è una fotografia istantanea che dovrebbe aiutarci a capire chi è sulla via della vittoria e chi sta per iniziare la sua battaglia. La prima fase è quella dello “sviluppo iniziale” e la caratteristica che la contraddistingue è l’aumento dei nuovi casi di pazienti infetti. Lo step successivo è l’”accelerazione” dell’epidemia, con una crescita dei contagi e guarigioni limitate.

Entriamo poi nella terza fase denominata “Late Accumulation”: qui iniziamo ad assistere a una diminuzione della crescita dell’infezione seppur con in presenza di nuovi contagi. I malati, per lo meno, iniziano ad aumentare. L’ultima fase è quella della “guarigione“, che si verifica quando ci sono pochissime infezioni e numerose guarigioni.

Fasi e Paesi

Il quadro è ovviamente dinamico anche se la ricerca si ferma a fotografare un dato istante. Al momento dello studio, Olanda e Regno Unito si trovano nella prima fase mentre Stati Uniti, Germania, Francia e Spagna in quella dell’accelerazione. Discorso a parte merita il Giappone che, dati alla mano, sembrerebbe essere arrivato alla guarigione saltando gli altri step.

Iran e Italia sono vicini al picco e impegnati nella fase di massima salita. La Corea del Sud è invece in fase calante, così come la Cina: questi due Paesi asiatici sembrerebbero essersi lasciati il peggio alle spalle.

La Cnn ha invece mostrato un altro grafico, sempre relativo alla spread trajectory del coronavirus. I dati più o meno coincidono con quelli proposti da Jp Morgan, anche se sono stati inclusi Hong Kong e Singapore. Date le piccole dimensioni di queste città-Stato, qui i danni provocati dal Covid-19 sono decisamente più limitati.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.