Nonostante allo stato attuale sia l’Italia a contare il più alto numero di contagi e di decessi a livello europeo, in questa triste classifica la Spagna sta velocemente recuperando, ad un ritmo riscontrabile soltanto nella provincia della Cina di Hubei, quando era stato raggiunto l’apice della crisi. Con un sistema sanitario già sull’orlo del baratro, i focolai che ormai non riescono neppure più a contare e il Covid-19 diffusosi dalla remota Extremadura alla più caotica Catalogna la Spagna si trova davanti a settimane di fuoco, che saranno le più drammatiche dalla fine del conflitto civile del 1936-’39. Alla base di ciò, sono da ricercarsi delle decisioni che si possono definire scellerate da parte del governo, che per non ridurre le libertà della popolazione e per esprimere al massimo i propri valori ha deciso di posticipare la serrata generale sin tanto che non fosse ormai troppo tardi.

La festa della donna è stata l’inizio del contagio di massa

C’è una cosa che accomuna la moglie del primo ministro spagnolo – Pedro Sanchez – tre ministri del governo e una larga parte della popolazione giovanile e femminile del Paese: hanno tutti preso parte alla maestosa cerimonia per la festa della donna di Madrid. Il tutto, tra abbracci, baci e stretti contatti che si sono rivelati essere fatali per la diffusione del patogeno e che sono alla base del problema che sta attualmente attraversando la Spagna.

Nonostante non si possa fare una colpa eccessiva al debole governo spagnolo – neppure nel nostro Paese all’8 marzo si era già entrati nel lockdown, nonostante gli avvisi di rimanere il più possibile a casa – risulta evidente come i danni siano stati imponenti. A farne le spese, infine, sono state anche in questo caso principalmente le persone di età avanzata, incolpevoli nella poca osservanza delle direttive impartite dall’Oms.

Sono poi bastati un pugno di giorni, nemmeno una settimana, per mettere in evidenza quanto il patogeno si era propagato nel Paese, portando alla scelta della serrata già nel fine settimana successivo, analogamente alla Francia: dove anche in questo caso, ma per altri scopi, il lockdown è stato posticipato.

La Spagna è in crisi sanitaria

Molto più evidentemente che in altri Paesi occidentali, in Spagna le morti causate direttamente dal Coronavirus rischiano di segnare una triste pagina nella storia della nazione. È vero infatti che le azioni del governo si sono concentrate in modo ancora più forte verso la gestione attuale della crisi, lasciando da parte i discorsi relativi alla ripartenza economica successiva. Non che ciò non sia importante; tutt’altro. Tuttavia, la Spagna potrebbe essere uno degli unici Paesi nei quali sarà proprio il virus Covid-19 e non le sue conseguenze a dettare il pericolo peggiore, verso il quale il Paese intende tutelarsi. E tutto ciò che sarà, sarà.

A differenza del resto dell’Europa, dove sebbene tra mille possibilità ciò è attuabile, anche lo spostamento dei malati da una provincia all’altra diventa complicato: l’infezione è infatti diffusa già in tutto la Spagna. E quando un’ospedale raggiunge il punto di saturazione, trovare una locazione per gli altri malati che entrano in gravi crisi diventa impossibile ed il peggioramento dello stato di salute diventa quasi una condanna a morte. Il tutto, in uno stato che per giunta non è nemmeno troppo avvezzo alla gestione della semplice influenza – soprattutto nell’Andalusia – a causa del clima più caldo e secco di cui gode la Spagna.

Il rischio del focolaio d’Europa

Con i numeri dei contagi in forte ascesa che già in queste fasi ha superato i picchi cinesi, le preoccupazioni del governo sono rivolte ai prossimi giorni, quando verrà raggiunto l’apice della crisi. E nello scenario attuale, sperare che le cose possano velocemente rientrare rimane una speranza per i ciechi utopisti, lasciando il Paese per lo più nel caos.

Senza inoltre poter contare su un governo centrale dal largo consenso, la stessa messa in atto di decisioni forti diventa quanto mai difficile, anche a causa delle tante teste che formano l’unità dell’esecutivo; con le forze separatiste entrate nella maggioranza che già stanno volgendo la loro attenzione per lo più ai propri territori. E da qui, il sentimento che la Spagna diventerà la più grande vittima del contagio nel Vecchio continente sta diventando sempre più una certezza.

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