Utilizzare sport e cultura, in questo caso i Giochi Olimpici Invernali, come strumento di diplomazia pubblica. La Cina è pronta a inaugurare le ormai imminenti Olimpiadi, in programma dal 4 al 20 febbraio, proiettando un’immagine di successo sulla comunità internazionale; un’immagine, tra l’altro, molto diversa da quella tratteggiata da varie potenze occidentali, Stati Uniti in primis. Il tragitto percorso dalla Repubblica Popolare per arrivare fino a qui, come è emerso nel corso di un convegno a Roma presso l’Istituto Diplomatico Internazionale (qui il link per rivedere la conferenza), durante il quale sono stati approfonditi i vari aspetti inerenti l’organizzazione dei Giochi Olimpici Invernali di Pechino, è stato lungo e complesso.

Pechino, nel recente passato, ha usato i suoi simboli culturali per le candidature olimpiche del 1993 e del 2001, raccogliendo la trionfale eredità lasciata dai Giochi Olimpici estivi del 2008. Queste ultime, infatti, possono essere considerate una sorta di evento spartiacque nella storia cinese e hanno rappresentato l’occasione ideale per accelerare ulteriormente la modernizzazione della Cina. All’epoca le autorità cinesi erano travolte da controversie spinose sbandierate da molti media – tra cui la questione tibetana – e già si parlava di boicottaggio.

Tutto questo avrebbe potuto minacciare la coesione interna, l’immagine nazionale e il sogno olimpico ma, affidandosi alla potenza statale ed economica, all’eccellenza organizzativa e sportiva e sulla diplomazia, Pechino riuscì a neutralizzare ogni ostacolo, proiettando nel mondo un’immagine di sé superlativa. In che modo? Tralasciando il medagliere conquistato – la Cina si piazzò seconda, alle spalle degli Stati Uniti – il Paese dimostrò di essere in grado di far emergere in campo internazionale la sua potenza economica e culturale.

Un banco di prova

Quest’anno, e per la prima volta nella storia, Pechino diventerà l’unica città al mondo ad aver ospitato sia le Olimpiadi estive che quelle invernali. I Giochi Olimpici Invernali sono un evento al quale il Paese si sta preparando da tempo anche perché, nel frattempo, le grandi sfide sono diventate due. Se da un lato la leadership cinese deve affrontare il boicottaggio di alcuni Paesi, dall’altro gli organizzatori devono fare i conti con la sfida ambientale. In fin dei conti, parlando di tutela dell’immagine della Cina, i due aspetti citati sono collegati a doppia mandata.

Il motivo è semplice: parlando di boicottaggio gli Stati Uniti puntano a mortificare Pechino sulla questione dei diritti umani, mentre gran parte dell’opinione pubblica accusano il Dragone di essere, insieme all’India, il Paese con maggiori emissioni di C02 al mondo (senza tuttavia considerare variabili fondamentali, come ad esempio quelle demografiche). In ogni caso, e da tempo, Pechino si è proposta la costruzione di una società inclusiva e sostenibile, tanto dal punto di vista economico che ambientale. E le Olimpiadi invernali, che si svolgeranno mentre la crisi climatica si intensifica, saranno un vero e proprio banco di prova.

Lato green e soft power

Attraverso l’organizzazione di un evento perfetto, la Cina punta a proporre al mondo intero un esempio virtuoso – che eventualmente altri Paesi potranno scegliere di imitare – promuovendo tecniche di sviluppo sostenibili e buone pratiche socio-ambientali. Non a caso, tre sembrano essere gli obiettivi che intende perseguire Pechino mediante i Giochi Invernali: conseguire un impatto ambientale positivo, garantire un nuovo sviluppo per le aree in cui si svolgeranno gli eventi e migliorare la qualità della vita delle persone.

A differenza di quanto non si possa pensare, l’intenzione non è solo dichiarata. La Cina sta infatti lavorando da tempo nel tentativo di costruire un modello politico-organizzativo da offrire, come anticipato, a tutte le Olimpiadi che verranno, impegnandosi nella missione di ospitare un’iniziativa “verde, inclusiva e sostenibile”. Il biglietto da visita dei Giochi Olimpici risulta essere unico nel suo genere, visto che l’evento si candida a diventare il più ecologico della storia olimpica. Se – come prevedibile – tutto filerà liscio e non ci saranno intoppi, gli impatti tangibili delle Olimpiadi invernali saranno multidimensionali e includeranno aspetti economici, sociali e ambientali. Aspetti che la Cina utilizzerà senza ombra di dubbio come strumento di soft power negli anni a venire.

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