Il Regno Unito e gli Stati Uniti raggiungeranno l’immunità di gregge nel 2021 grazie alla velocità con cui viene condotta la campagna vaccinale contro il Covid-19. Le nazioni più importanti dell’Unione Europea sono invece lontane da questo obiettivo e potrebbero centrarlo se riusciranno a triplicare la velocità con cui immunizzano i propri cittadini. Lo scenario, piuttosto allarmante, è stato delineato da Statista, un portale web tedesco che si occupa di statistica e che per realizzare questa previsione ha raccolto i dati provenienti dagli enti sanitari locali di ciascun paese. La ricerca ha evidenziato come gli Stati Uniti ed il Regno Unito, nel mese di febbraio, abbiano somministrato rispettivamente 1.6 milioni e 434,444 dosi di vaccino per il Covid-19 al giorno contro le 110,714 dosi della Germania, le 96,706 della Francia e le 67,887 dell’Italia. Secondo Statista gli Stati Uniti saranno la prima nazione del G20 a raggiungere l’immunità di gregge mentre il Regno Unito sarà il primo paese europeo a tagliare questo importante traguardo.

Una situazione in chiaroscuro

La comunità scientifica e l’Organizzazione Mondiale della Sanità non hanno ancora individuato quale è la soglia di popolazione da vaccinare per raggiungere l’immunità di gregge. Secondo alcuni questa soglia, che potrebbe dover essere rivista al rialzo a causa della presenza delle varianti, corrisponde al 70 per cento dei cittadini. La Germania dovrebbe immunizzare più di 315mila persone al giorno per centrare l’immunità di gregge mentre Francia ed Italia dovrebbero superare, rispettivamente, quota 246mila e 229 mila. La strategia vaccinale della Commissione Europea è stata segnata dai ritardi nella distribuzione dei vaccini da parte delle case farmaceutiche e queste problematiche rischiano di minare alla radice la credibilità di Bruxelles.  I colossi farmaceutici AstraZeneca, Moderna e Pfizer non hanno rispettato le promesse fatte e ciò può mettere a rischio la salute di tanti cittadini  che, fiduciosi, sono in attesa di essere immunizzati contro il Covid-19. A voler guardare il bicchiere mezzo pieno si potrebbe dire che lo sviluppo di vaccini efficaci, avvenuto in un arco temporale ridotto, contro una malattia appena comparsa è già un ottimo risultato e che incontrare ostacoli lungo il percorso di un’imponente campagna vaccinale è del tutto fisiologico. E per riempire ulteriormente il bicchiere bisogna aggiungere che, nei prossimi mesi, entreranno in commercio nuovi vaccini destinati a stravolgere, in meglio, le prospettive del Vecchio Continente.

La possibile svolta

La Commissione Europea ha stretto accordi con le case farmaceutiche per ottenere un portfolio di vaccini in grado di soddisfare le necessità degli Stati membri. Il portfolio è molto diversificato ed include 2.3 miliardi di dosi. Non tutte,però, saranno disponibili nello stesso arco temporale. Il preparato della Sanofi-Gsk, di cui sono state ordinate 300 milioni di dosi, non sarà disponibile prima di fine 2021/inizio 2022 perché deve subire modifiche destinate a potenziare la risposta immunitaria in chi lo riceve. Altri vaccini, come quello della Johnson and Johnson di cui sono state ordinate 400 milioni di dosi, potrebbero rivelarsi decisivi. Questo preparato dovrebbe ricevere l’autorizzazione all’uso da parte dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) intorno alla metà di marzo e le prime consegne dovrebbero avere luogo poco dopo. Il vaccino, a differenza dei rivali, è monodose e può essere conservato a temperature non troppo basse. Basta, dunque, una singola iniezione per immunizzare (dopo un certo numero di settimane) chi lo riceve. Le sperimentazioni cliniche, come ricordato da Forbes, hanno evidenziato che il vaccino ha un’efficacia media del 66 per cento nel prevenire casi moderati e severi del Covid-19.L’efficacia è stata del 72 per cento negli studi realizzati negli Stati Uniti, del 66 per cento per quanto riguarda l’America Latina e del 57 per cento in Sudafrica. Il vaccino appare valido anche contro le temute varianti del Covid-19 e questo costituisce un significativo punto di forza. Il preparato, che proprio oggi ha ricevuto l’autorizzazione per l’uso di emergenza da parte della FDA americana, renderà più fluida la pianificazione delle campagne vaccinali in Europa.

Le consegne dei vaccini ai paesi europei diventeranno più cospicue nel corso del secondo e del terzo trimestre del 2021, grazie alla maggiore disponibilità dei preparati e all’auspicato superamento delle difficoltà produttive da parte delle case farmaceutiche. Gli orizzonti del Vecchio Continente sono destinati ad allargarsi, a patto che l’EMA si dimostri solerte nel velocizzare  l’approvazione dei vaccini. La corsa contro il tempo e contro le varianti non è persa ma necessita di una maggiore organizzazione per essere vinta nel più breve tempo possibile.

 

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