Una nuova variante del virus SARS-CoV-2 preoccupa il Sud Africa. Gli scienziati del Paese hanno annunciato, nella giornata di venerdì, la scoperta di una mutazione del coronavirus che è ormai predominante nella nazione. La variante, denominata 501.V2 e secondo quanto determinato dalle indagini preliminari, è più contagiosa ed i pazienti che ne sono stati infettati presentano una carica virale aumentata. I clinici sudafricani riferiscono di un mutamento nel quadro epidemiologico del Paese ed in particolare modo di un maggior numero di pazienti giovani e senza patologie pregresse in condizioni critiche. Il Dottor Salim Abdool Karim, co-presidente del comitato consultivo del governo in materia di Covid-19, ha dichiarato (come riportato dal New York Times) che “la presenza di un virus che si diffonde velocemente è motivo di preoccupazione” e che i comportamenti (sbagliati) contribuiscono alla diffusione del morbo.

Il Sudafrica nel mirino

La nuova variante sudafricana è stata identificata nel 90 per cento dei campioni analizzati nel Paese e presenta una mutazione chiave, denominata N501Y, che va ad impattare sulla proteina spike del coronavirus. La N501Y è stata individuata anche in altre nazioni, in primis in Australia, che è riuscita a limitarne la diffusione ed in seconda battuta nel Regno Unito, costretto a ricorrere al lockdown di Londra e di alcune regioni meridionali dell’Inghilterra per cercare di contenerne l’impatto. Il ministro della Salute Zweli Mkhize è convinto che la variante 501.V2 sia responsabile della seconda ondata di casi che sta colpendo il Sudafrica. In questa nazione sono stati registrati 866mila casi di infezione a partire da marzo, un terzo di quelli identificati in tutta l’Africa mentre più di 23mila persone hanno perso la vita a causa del virus. L’esecutivo del Presidente Cyril Ramaphosa ha deciso di chiudere le spiagge, di vietare la vendita di bevande alcoliche nei fine settimane e di inibirne il consumo nei luoghi pubblici. Tra le province più colpite c’è anche quella di Gauteng, molto importante dal punto di vista politico ed anche da quello economico.

Non è da escludere che una mutazione possa aver reso più forte e precoce del previsto la seconda ondata pandemica che ha colpito il continente europeo ed anche nel caso della prima ondata, che ha funestato il Vecchio Continente in primavera, aver giocato un ruolo la mutazione che ha reso il virus cinese meno letale ma più contagioso. La scoperta di nuove varianti del virus SARS-CoV-2 non è dunque una buona notizia ma, al tempo stesso, non cambia in maniera sostanziale le carte in tavola. Le mutazioni fanno parte del processo naturale della vita di un virus e la maggior parte di queste ultime tende ad auto-estinguersi e/o non rende inefficaci eventuali vaccini o trattamenti farmacologici.

Il mistero africano

Il caso sudafricano sembra smentire l’evidente assenza di focolai importanti in Africa, un continente apparentemente poco toccato dalla pandemia. In molti temevano che il Covid-19 avrebbe potuto compiere una vera e propria strage in questa parte del mondo, a causa dell’assenza di sistemi sanitari efficienti e della difficoltà di imporre misure di distanziamento sociale a popolazioni che si trovano in condizioni di promiscuità e di povertà assoluta. A “salvare” l’Africa potrebbe essere stata la bassa età media della popolazione residente. Il Covid-19 tende a manifestarsi in maniera più grave tra gli anziani con patologie preesistenti mentre spesso si presenta in forma asintomatica tra i più giovani. Non bisogna dimenticare, poi, che in tanti Stati africani non c’è modo di tracciare in maniera affidabile i nuovi casi e l’evoluzione della malattia che, in questo modo, viene silenziata. Le vaccinazioni contro il coronavirus non dovrebbero iniziare, in Africa, prima della metà del 2021. Prima di quella data le 54 nazioni del continente dovranno riuscire ad allestire un apparato logistico in grado di rendere possibili le vaccinazioni, un compito difficile che potrebbe rendere ancora più arduo il raggiungimento dell’obiettivo.

 

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.