Ancora sangue, ancora morti. È l’ennesima strage, questa volta in Colorado, a riaprire l’eterno dibattito sull’uso e il possesso delle armi negli Stati Uniti. Come riporta l’agenzia LaPresse, è di 10 vittime il bilancio della sparatoria in un supermercato di Boulder: a entrare al King Soopers e aprire il fuoco è stato un 21enne, identificato in giornata dalla polizia come Ahmad Al Aliwi Alissa. Il giovane, originario di Denver, aveva acquistato l’arma d’assalto solo 6 giorni prima, il 16 marzo. Accade a meno di una settimana dalla strage di Atlanta, in Georgia, in cui erano state uccise otto persone.

Commentando l’accaduto, il presidente Usa Joe Biden ha osservato che, come presidente, “userò tutte le risorse a mia disposizione per tenere gli americani al sicuro”. Chiedo con urgenza ai miei colleghi alla Camera e al Senato di agire, ha aggiunto Biden, “possiamo di nuovo vietare armi d’assalto e caricatori ad alta capacità in questo Paese”. Si tratta di uno “dei più potenti strumenti contro la violenza con armi da fuoco”, ricordando come il progetto di legge riguardi tutti gli americani. “Dobbiamo agire in questo senso”, è l’appello di Biden, auspicando che il Congresso “approvi immediatamente” una legge contro le armi d’assalto. “La questione non deve essere oggetto di una parte, ma è una questione americana: salverà vite di statunitensi”.

Ostacolo al Senato per Joe Biden

Come nota Abc News, questo mese, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, controllata dai democratici, ha adottato una legge per espandere i controlli sugli acquisti di armi e le persone che le posseggono: ma per passare al Senato servirebbe l’appoggio di tutti i senatori dem, il che non è affatto scontato. Fra i dem che sicuramente non voteranno la stretta sul controllo delle armi c’è il senatore della West Virginia Joe Manchin. “Vengo da una cultura delle armi” ha dichiarato a The Hill. “E io sono un proprietario di armi rispettoso della legge, farei la cosa giusta” ha ribadito. Difficile, d’altro canto, che un sostegno a una eventuale stretta possa arrivare dai repubblicani. Il leader della minoranza al Senato Mitch McConnell ha condannato le sparatorie e si è detto aperto alla discussione, ma ha riconosciuto le profonde “differenze filosofiche” tra democratici e repubblicani su come affrontare la violenza armata.

Meno diplomatico di McConnell il collega senatore texano Ted Cruz, che ha accusato i democratici di voler sottrarre le armi ai cittadini americani rispettosi della legge e del Secondo Emendamento. “Ogni volta che c’è una sparatoria – ha commentato Cruz durante una recente audizione – assistiamo a questo teatro ridicolo, dove vengono proposte delle leggi che non farebbero nulla per fermare questi omicidi”. Interpellato da The Hill, un ex alto funzionario dell’amministrazione Obama ha espresso scetticismo sul fatto che le recenti sparatorie influenzeranno in qualche modo il dibattito o facciano idea al Gop, storicamente sostenitore del Secondo Emendamento. “Dopo El Paso e Dayton, è molto chiaro che nulla influenzerà i repubblicani del Congresso sul controllo delle armi”, ha spiegato, riferendosi alle sparatorie di massa del 2019 avvenute a meno di un giorno di distanza.

E molti Stati allentano la presa sul controllo delle armi

E mentre a livello federale si discute, alcuni Stati a guida repubblicana vanno nella direzione opposta a quella auspicata dal Presidente Joe Biden, allentano di fatto la presa sul controllo delle armi. In Montana, il governatore Greg Gianforte ha firmato un disegno di legge che allenta le restrizioni sul possesso, consentendo il trasporto di armi da fuoco senza particolari restrizioni e ampliando l’elenco dei luoghi in cui è possibile trasportarle, fino ad includere i campus universitari e il Campidoglio. Misure simili sono state introdotte in stati come l’Oklahoma e la West Virginia. I democratici vogliono comunque provare ad approfittare della situazione di debolezza in cui versa la National Rifle Association. Il gruppo di difesa delle armi, infatti, ha recentemente dichiarato bancarotta.

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