Non sappiamo di preciso cosa sia, né da dove possa essere arrivata. Al momento ha già contagiato 44 persone, 11 delle quali versano in gravissime condizioni. È allerta in Cina a causa di una misteriosa polmonite virale che ha colto tutti alla sprovvista. Gli aeroporti hanno subito preso le adeguate precauzioni per segnalare i possibili casi sospetti e limitare i contagi. Il terrore del governo cinese è uno: il possibile ritorno dell’incubo Sars. A cavallo tra il 2002 e il 2003, la Severe Acute Respiratory Syndrome (cioè Sindrome acuta respiratoria grave) uccise ufficialmente 744 persone, costringendo le autorità a prendere misure straordinarie per evitare quella che sarebbe potuta essere una vera e propria catastrofe. Oggi Pechino ha paura di dover fronteggiare un evento simile. Teme per le conseguenze di questa nuova infezione (non certo il primo problema sanitario a colpire negli ultimi tempi il territorio cinese), segnalata per la prima volta lo scorso 24 dicembre a Wuhan, città della Cina centrale con una popolazione di oltre 11 milioni di abitanti.

Un’epidemia misteriosa

Il focolaio si è presto espanso anche a Hong Kong. Giovedì ‘epidemia ha suscitato timori nell’ex colonia britannica, quando una donna che aveva visitato proprio Wuhan durante le vacanze di Natale, è stata ricoverata in ospedale per un’infezione respiratoria. Sabato, l’autorità ospedaliera di Hong Kong aveva segnalato altri otto casi sospetti; tanto è bastato per innalzare l’allerta sanitaria al livello di “grave”. Tre pazienti sono in cura in condizioni di isolamento in un ospedale pubblico, mentre gli altri sono stati dimessi. Tornando alla Cina continentale, le autorità hanno dichiarato che il principale gruppo di recenti infezioni è concentrato attorno a un mercato alimentare di Wuhan, dove erano stati venduti animali selvatici. Da qui, dunque, sarebbe partita l’epidemia.

La causa del virus, tuttavia, resta ancora ignota: i primi test hanno escluso che possa trattarsi di malattie respiratorie comuni come l’influenza, l’influenza aviaria e l’infezione da adenovirus. Al momento i funzionari cinesi hanno affermato che non vi sono state trasmissioni da uomo a uomo. Ho Pak Leung, direttore del Centro per le infezioni dell’Università di Hong Kong, ha tuttavia consigliato di prepararsi a un’eventualità del genere. Sempre per questo motivo, secondo Ho, “le misure preventive dovrebbero essere il più rigorose possibile”.

L’Organizzazione mondiale della sanità monitora la situazione

All’aeroporto internazionale di Hong Kong sono stati installati nuovi sistemi di imaging termico per controllare la temperatura corporea dei viaggiatori provenienti da Wuhan. L’emergenza sanitaria è arrivata anche a Singapore, dove il ministero della Salute locale ha annunciato che tutti i viaggiatori che arrivano da Wuhan saranno “soggetti a controlli della temperatura corporea”. Nel frattempo la polizia cinese ha sanzionato 8 persone per aver messo in circolazione notizie false su Internet. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha fatto scritto su Twitter che “sta monitorando attentamente la situazione” di Wuhan in “stretto contatto con le controparti in Cina”. L’Oms ha inoltre annunciato l’attivazione del “Sistema per la gestione degli incidenti”, sottolineando però di essere pronta a “lanciare una risposta più ampia, se sarà necessario”. A Pechino sperano che l’allarme possa presto rientrare.

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