I contagi continuano a diminuire, così come i ricoveri in ospedale e nelle terapie intensive. Allo stesso tempo, le misure di contenimento varate dal governo giallorosso per abbattere la curva epidemiologica stanno per esaurire i loro effetti. In estrema sintesi è questo il cuore dell’ultimo monitoraggio indipendente sulla pandemia di Covid-19 effettuato dalla Fondazione Gimbe. La settimana 16-22 dicembre, rispetto alla precedente, ha fatto segnare una leggera flessione dei nuovi casi (106.794 contro 113.182), a fronte di una sostanziale stabilità dei casi testati (465.534 contro 462.645) e una riduzione del rapporto positivi/casi testati (22,9% contro 24,5%).

Scendendo nel dettaglio, si riducono del 9,2% i casi attualmente positivi (605.955 contro 667.303) e, sul fronte degli ospedali, diminuiscono ricoveri con sintomi (24.948 contro 27.342) e terapie intensive (2.687 contro 3.003); in calo anche i decessi (3.985 contro 4.617). Anche se all’apparenza numeri del genere potrebbero sembrare positivi, in realtà la situazione non è affatto delle migliori. “I dati di questa settimana – ha dichiarato Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – confermano che la frenata del contagio è sempre meno evidente, come documentato dalla stabilizzazione dei rapporti positivi/casi testati e positivi/tamponi totali, dalla modesta riduzione dell’incremento percentuale dei casi totali (5,7% vs 6,4%) e dalla lieve flessione dei nuovi casi settimanali (-5,6%)”.

Un nuovo piano

Il governo è chiamato ad attuare un nuovo piano anti Covid. Già, perché se le situazioni regionali sono piuttosto eterogenee, è evidente che in generale le misure di contenimento introdotte con il Dpcm del 3 novembre 2020 stanno esaurendo i loro effetti. “L’incremento percentuale dei casi infatti – ha spiegato Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi sanitari della Fondazione Gimbe – che la scorsa settimana era in flessione in tutto il Paese, questa settimana ha invertito la tendenza in 6 Regioni”.

Per quanto riguarda i ricoveri, continua la lenta discesa delle curve, ma l’occupazione da parte di pazienti Covid supera ancora la soglia del 40% nei reparti di area medica in 9 Regioni e quella del 30% nei reparti di terapia intensiva in 8 regioni. La curva dei decessi sale in maniera meno ripida, ma il numero è ancora molto elevato e sfiora i 4mila. “Al di là del potenziamento delle misure restrittive per il periodo di Natale – ha proseguito nel suo ragionamento il presidente Gimbe Cartabellotta – due fattori influenzeranno nei prossimi mesi l’evoluzione della pandemia nel nostro Paese: l’avvio della campagna vaccinale e la diffusione della variante UK recentemente isolata”. Considerando anche i tempi del vaccino, con il piano strategico del Ministero della Salute Vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 che riporta oltre 202 milioni di dosi potenzialmente disponibili (pari a 101 milioni di cicli vaccinali completi), l’esecutivo deve alzare nuovi argini per scongiurare una possibile terza ondata.

Rafforzare il tracciamento

Visto che l’Italia ha speso ogni jolly a disposizione, tra cui un lockdown durante la prima ondata e un semi lockdown misto a coprifuoco nella seconda, il governo deve escogitare qualcosa di diverso. Impensabile continuare a staccare la spina delle attività commerciali per scongiurare assembramenti e contatti tra le persone. L’economia italiana, già in ginocchio, non reggerebbe a un ulteriore urto di questo tipo. Che fare, dunque?

Abbiamo parlato della nuova variante inglese del Covid. Alcuni esperti ritengono che il governo dovrebbe concentrarsi sul tracciamento dei positivi, rafforzando il proprio sistema di testing e tracing, con un occhio di riguardo per la minaccia proveniente dal Regno Unito (che, con ogni probabilità, si è già diffusa in tutta l’Europa). Emblematiche le parole di Cartabellotta: “Occorre rivalutare il piano di gestione pandemica, rafforzando ulteriormente le misure di contenimento dell’epidemia, incluso il tracciamento dei casi positivi alla nuova variante”. L’Oms ha inoltre consigliato a tutti i Paesi di sensibilizzare ulteriormente la popolazione in merito all’importanza delle misure di distanziamento sociale e sull’uso delle mascherine.

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