Fino a pochi mei fa, l'”America First” di Donald Trump era considerato dall’opinione pubblica un male da estirpare, l’ostacolo principale che impediva agli Stati Uniti e a tutti i suoi abitanti il raggiungimento di un futuro felice. L’elezione di Joe Biden ha cambiato le carte in tavola, visto che adesso nessuno sembra più aver niente da ridire a riguardo. Progressisti e liberal applaudono ogni giorno alle gesta del neo presidente democratico. A sentir loro, Biden non sta sbagliando un colpo.

Dall’economia in ripresa alle vaccinazioni record, pare che ogni segnale di ripresa da parte di Washington sia da attribuire ai meriti dell’inquilino della Casa Bianca. A proposito di vaccini, si da il caso che l’efficienza del modello americano si fondi proprio sul concetto di America First. Un’idea, questa, cancellata dall’agenda politica ufficiale, ma evidentemente ancora riciclabile in caso di necessità. Gli Stati Uniti, infatti, hanno pensato bene di fare incetta di vaccini a proprio uso e consumo. Il piano adottato da Biden è chiaro: prima vengono i cittadini americani, poi il resto del mondo.

Prima gli americani

Non intendiamo commentare il piano di vaccinazione prettamente nazionalistisco seguito da Joe Biden. È tuttavia doveroso sottolineare l’ipocrita posizione ricoperta dall’attuale presidente statunitense. Biden è lo stesso politico che pochi mesi fa criticava Trump per la sua America First, salvo poi adottare quello stesso approccio sui vaccini. Le conseguenze di una simile mossa sono abbastanza evidenti, in Europa e non solo. Poiché gli Stati Uniti, come ha sottolineato Il Foglio, stanno utilizzando tutta la loro capacità produttiva vaccinale per soddisfare le esigenze dei cittadini americani, agli altri Paesi restano ben poche dosi con le quali immunizzare le rispettive popolazioni.I vaccini approvati nel mondo occidentale sono infatti per lo più sviluppati da case farmaceutiche americane (ad eccezione del siero dell’anglo-svedese AstraZeneca), e il governo americano ha agito prima e meglio dell’Europa, stringendo con loro accordi “a scatola chiusa” – e per giunta più che convenienti – proprio per evitare di restare a secco di antidoti.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, Bruxelles punta a ottenere da Washingon il semaforo verde al flusso delle spedizioni di ingredienti fondamentali per la produzione europea di vaccini. In altre parole, l’Unione europea esorterà gli Stati Uniti a esportare verso il Vecchio Continente milioni di dosi del vaccino AstraZeneca. “Confidiamo di poter collaborare con gli Stati Uniti per garantire che i vaccini prodotti o confezionati negli Stati Uniti per l’adempimento degli obblighi contrattuali dei produttori di vaccini con l’Ue saranno pienamente onorati”, ha spiegato una fonte della Commissione europea citata dal quotidiano britannico.

L’ipocrisia di Biden

Biden criticava Trump per la sua America First. Ma forse nessuno si sta accorgendo che il democratico sta adottando lo stesso approccio del suo predecessore con i vaccini. Per maggiori informazioni chiedere al Canada, a secco di dosi e ignorata dagli Stati Uniti, nonostante un trattato di libero scambio con Washington in essere (il Nafta) e una mezza richiesta di aiuto, rispedita al mittente. Come al mittente sarà probabilmente rispedita la richiesta europea. Per la cronaca, Washington ha ordinato 300 milioni di dosi AstraZeneca, un vaccino che non ha ancora ottenuto il via libera sul territorio americano.

“La prima priorità del presidente è avere a disposizione i vaccini per ogni americano”, ha confermato una fonte della Casa Bianca sempre al Financial Times. Sia chiaro, la stessa fonte ha però aggiunto che “gli Stati Uniti e l’Ue si sono impegnati ad approfondire la collaborazione sulla risposta alla pandemia, anche migliorando le capacità di sanità pubblica e lo scambio delle informazioni. Sappiamo che per sconfiggere questa pandemia e dare una svolta alla ripresa economica, dobbiamo lavorare con i nostri alleati e partner”. Dunque, almeno per il momento, niente solidarietà atlantica sui vaccini.

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