È stato un anno difficile per tutti. La pandemia di Covid-19 ha stravolto la vita di miliardi di persone, cambiato le nostre abitudini e limitato ogni spostamento non essenziale. La Cina, il primo e fin qui unico Paese al mondo ad aver messo una museruola al Sars-CoV-2, dalla scorsa primavera è gradualmente tornata a respirare una parvenza di normalità, quella normalità che in Occidente sembra ancora lontana. Merito delle misure restrittive adottate dal governo cinese e, in generale, di un grande sforzo collettivo.

Un momento particolare

Eppure, a distanza di un anno dallo scoppio dell’emergenza mondiale, non tutto è ancora tornato come prima. Il Capodanno Cinese, conosciuto anche come Festa di Primavera (春节, chūnjié), è una delle festività più importanti della Cina. Quest’anno, cade nel periodo compreso tra il 12 febbraio e il 26 febbraio, e si svolgerà con una pandemia globale in sottofondo. A differenza del passato, mancano all’appello i milioni di viaggiatori che erano soliti lasciare i rispettivi posti di lavoro per tornare nelle proprie città di origine dai rispettivi familiari. Anche se in Cina la situazione coronavirus è tornata sotto controllo, guai a far finta che tutto sia definitivamente archiviato. Come hanno dimostrato recenti focolai, prontamente circoscritti e neutralizzati dalle autorità, basta una piccola scintilla per far esplodere incendi incontrollati.

Il governo centrale ha invitato i funzionari locali a tenere alta la guardia, mettendo in campo dettagliate misure di prevenzione e controllo, e consigliato ai cittadini di non spostarsi. Troppo alto il rischio di alimentare contagi, soprattutto da parte dei tanti lavoratori desiderosi di lasciare le megalopoli per fare ritorno in remoti villaggi di campagna. Non a caso, quest’anno Pechino ha istituito vari espedienti per incoraggiare le persone a celebrare il Capodanno Cinese nei luoghi in cui vivono e lavorano. Alcune amministrazioni cittadini stanno concedendo sussidi di circa 155 dollari a tutti coloro che decideranno di non trascorrere le vacanze nelle loro città natale.

Meno spostamenti

La differenza rispetto al passato è visibile tanto nelle scene di vita quotidiana quanto nelle statistiche diffuse dal Ministero dei Trasporti. Al 5 febbraio, ferrovie, autostrade, vie navigabili e compagnie aree hanno trasportato complessivamente 18,9 milioni di passeggeri, segnando un calo del 76,2% rispetto allo stesso lasso di tempo del 2020. Lo stesso Ministero ha stimato che nei 40 giorni del Festival di Primavera saranno effettuati 1,2 miliardi di viaggi, per un calo del 60% rispetto al 2019. D’altronde, il Capodanno Cinese è la festa che provoca la più grande migrazione di massa al mondo, tanto che nel periodo pre Covid era pressoché impossibile trovare un biglietto per usufruire di un qualsiasi mezzo pubblico.

Nel 2020, c’era il timore – poi rivelatosi vano – che gli spostamenti avvenuti in tutta la Cina, in concomitanza con l’emergere dell’emergenza Covid, potessero contribuire a diffondere il Sars-CoV-2 ovunque. Adesso, pur con una situazione sanitaria sotto controllo, nessuno vuole correre rischi inutili. All’interno dei principali luoghi di transito, di solito brulicanti di passeggeri, spiccano i robot che misurano la temperatura dei coraggiosi viandanti e i lavoratori in scafandro pronti a spruzzare disinfettante su porte e maniglie. L’Anno del Bue è così iniziato in sordina, nella speranza di un imminente decollo da qui alla sua fine, prevista il 31 gennaio 2022.

Mostri e fortuna

La Cina ha comunque indossato l’abito delle grandi occasioni. Le strade sono state addobbate con decorazioni di ogni tipo, rigorosamente rosse. Messaggi di un felice anno nuovo, di prosperità e benessere, rigorosamente rossi, sono apparsi in ogni angolo di strada. Nodi di stoffa, distici di primavera, immagini di carta e lanterne, tutti rigorosamente rossi, adornano negozi e case private. Uno dei caratteri più utilizzati è “fu“, che in cinese significa “felicità”, “fortuna”. In occasione della Festa di Primavera, questo carattere viene scritto su carta rossa e attaccato all’estremità di porte, finestre e pareti. Molte persone sono solite appenderlo alla rovescia, visto che la parola “contrario”, in cinese, è omofona di “arrivare”. Dunque, il carrattere fu appeso al contrario è un modo per dire che la fortuna sta arrivando.

Ma perché il colore rosso è così importante? Per scoprirlo, dobbiamo fare un tuffo nel passato remoto della Cina. Secondo un’antica leggenda, raccontata per spiegare le origini della Festa di Primavera, nell’antica Cina viveva il “Nián” (parola che alla lettera significa “anno”). Il Nián era un mostro che viveva in montagna. Si diceva che uscisse dalla sua tana una volta all’anno per nutrirsi, divorando qualsiasi cosa incontrasse sul proprio cammino, compresi gli esseri umani, il bestiame e i raccolti. C’erano soltanto due modi per tener lontana la bestia: generare rumori fortissimi oppure affidarsi al colore rosso. Le decorazioni rosse, dunque, erano necessarie per spaventare il Nian ed evitare di essere uccisi. Quest’usanza si è mantenuta fino ad oggi. Piccola curiosità: in cinese, per dire “festeggiare il nuovo anno” si usa l’espressione guònián, ovvero “cacciare il Nián”.

L’importanza della famiglia

Che differenza c’è tra il Capodanno Lunare cinese e quello festeggiato in Occidente? Il primo, il capodanno più festeggiato al mondo, nonché anche in altri Paesi asiatici – come Corea, Vietnam e Mongolia – si basa sul calendario lunare, e si sviluppa seguendo le fasi lunari. La Cina lo ha impiegato fin dall’antichità per motivi legati all’agricoltura, ad esempio per calcolare il susseguirsi delle stagioni. A partire dal 1920, anche il calendario gregoriano ha trovato spazio oltre la Muraglia. Da qui la presenza di due differenti Capodanni: quello occidentale e quello collegato alla Festa di Primavera. A proposito: il Capodanno cinese è chiamato anche “Festa di Primavera” proprio perché anticipa l’inizio della stagione primaverile, quella in cui la natura rinasce e l’inverno si ritira.

I festeggiamenti per il Capodanno cinese durano quindici giorni. Tutto, o quasi, ruota attorno al concetto di ricongiungimento familiare, ed è per questo che la pandemia di Covid-19 ha completamente stravolto il senso di questa festività. Le due settimane di festa – non sono sempre le stesse, ma variano di anno in anno, in concomitanza con il primo giorno del primo mese lunare – coincidono con il cosiddetto Chūnyùn, una specie di esodo di massa caratterizzato da un’impennata di viaggi da e verso la Cina. I cinesi d’oltremare tornano (o meglio: erano soliti tornare) in patria, mentre chi vive lontano dai genitori sale (era solito salire) sul primo aereo e raggiunge la propria città natale.

Le “buste rosse” nell’Anno del Bue

Una delle usanze tipiche del Capodanno cinese è quella delle famose “buste rosse” (hóng bāo) . Bambini, familiari e amici ricevono una piccola busta rossa contenete una certa quantità di denaro. La somma deve essere pari, ma non deve mai coincidere con il numero quattro o con i suoi multipli, ad eccezione dell’otto. Il motivo è semplice: in Cina, ma anche in gran parte dell’Asia, il numero quattro (“sì”, ), ha una pronuncia che rimanda a quella della parola “morte” (“sì”, ). Anche in questo caso, le origini di un simile costume affondano le loro radici nell’antichità dei tempi.

Secondo un’altra leggenda, pare che un demone chiamato Sui fosse solito spaventare i bambini durante la notte, provocando loro una febbre così alta da farli diventare pazzi. Per evitare che il figlio potesse essere preso di mira dal demone, due genitori consegnarono al proprio bambino alcune monete con cui giocare, di modo che potesse evitare di addormentarsi. Il piccolo mise i soldi all’interno di una busta rossa, in seguito posizionata dagli stessi genitori sotto al suo cuscino. Shi provò ad avvicinarsi alla preda ma, spaventato dal rumore dei soldi, fuggì senza toccarlo. Oggi le buste di carta hongbao sono sempre più spesso sostituite dall’invio di denaro in formato digitale, attraverso smartphone e app.

Il 12 febbraio, dunque, la Cina è pronta ad archiviare l’Anno del Topo per entrare in quello del Bue, il secondo segno zodiacale tra i 12 animali che compongono lo zodiaco cinese. Ciascun animale ha il proprio significato. Al bue vengono attribuite caratteristiche più che positive, tra cui la laboriosità, l’onestà, la forza e l’affidabilità. Insomma, tutte doti moralmente utili per superare il terribile anno del Covid. Ultima curiosità: anche se in Occidente viene comunemente chiamato anno del Bue, in Cina il termine per indicare quest’animale è molto più ampio, e si riferisce a qualsiasi membro della famiglia dei bovini. Non solo il Bue, dunque, ma anche mucche, tori e bufali.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.