Quando agli albori del tempo e della storia il primo uomo non trovò risposta a fenomeni impiegabili quali pioggia e fuoco, i fulmini e maree, o il mutare del raccolto in base alla clemenza delle stagioni, iniziò a cercarla in un frutto della sua immaginazione: gli dei. Oggi, nonostante i progressi della Scienza e della Cultura, non ha smesso di consultare la propria fantasia per cercare risposte a fenomeni improvvisi per lui apparentemente inspiegabili, come gli attentati dell’11 settembre o una pandemia. Per questo non smette di creare risposte che sono solo il frutto della sua fantasia: le “ipotesi di complotto”.

Sulla pandemia globale da Covid-19 ne stanno girando di tutti i tipi: sono stati gli americani, le eminenze nere delle Cia, intimorite dall’ascesa economica di Pechino, oggi terza potenza militare del globo alle prese con un’espansione economica che attraverso la “Via della Seta” travalica i confini dell’Oriente arrivando in Europa (anche in Italia). Sono stati i cinesi, dice qualcun’altro, che in qualche remoto laboratorio militare ad altissimo livello di segretezza, conducevano esperimenti su virus modificati dal ceppo della Sars-Cov; qualcosa è andato storto, uno degli scienziati militari è rimasto contaminato, ha portato il “virus” a spasso per Wuhan e ha infettato un’intera megalopoli, e da lì il mondo. Sono stati i “sionisti”, ma non intesi come gli ebrei radicali che affollano il mondo, proprio quelli del priorato di Sion, che vogliono portare a dama i protocolli redatti dai savi per ottenere il controllo sul mondo. Magari insieme ai rettiliani, perché no, quelli che hanno allertato per tempo Bill Gates e altri magnati per speculare in borsa. Del resto lui sapeva tutto, riportano alcuni giornali che rischiano di rendere (per malafede del lettore) un uomo colto e dalle inimmaginabili possibilità di analisi una sottospecie di fattucchiera che brama altro denaro. Come se l’azienda che ha fondato, la Microsoft, che genera 22 miliardi di dollari l’anno attestandosi all’ottavo posto nella classifica delle aziende più profittevoli del pianeta, non gliene portasse abbastanza.

A queste principali, bisogna avere la pazienza, o la costanza, di leggerne e associarne di altre; che mischiandosi creano plot degni di una joint venture romanzesca che prevederebbe dietro la testiera il talento di Ambler, Le Carré e un pizzico di visionarismo distopico alla Philip Dick.Tutti insieme. Perché ci sarebbero da citare anche la teoria dei 37mila soldati di Trump che guarda caso sarebbero sbarcati in Europa per “invadere a sorpresa” (ma l’esercitazione era nota dal 2019) la Russia di Vladimir Putin – ovviamente già vaccinati -, e quella della stessa Russia che invece sarebbe immune al virus per occulti motivi.

Come di consueto gli avventori delle teorie del complotto rimangono invischiati nel sapiente uso che coloro che le generano sanno fare – per scopi a noi oscuri – di dati reali e innesti di fantasia. Ovunque infatti compaiono accanto alle sparata degne di un terrapiattista convinto, dati inconfutabili e tasselli di ipotesi realmente plausibili: come la zoonosi, che ci spiega egregiamente David Quammen nel suo saggio, gli “animali serbatoio” come i famigerati pipistrelli, e quegli agenti patogeni creati dalla natura che abbiamo imparato a chiamare “virus” e che, cito testualmente “non agiscono coscientemente”, ma per autoconservazione si spostano da un ospite all’altro scoprendo una soluzione “vincente in termini di sopravvivenza e successo riproduttivo – una strategia innata”. Una spiegazione troppo logica per contentare un uomo che vuole trovare a tutti i costi un colpevole nascosto dietro questa apocalisse annunciata. Ma l’unica colpevole, per quanto impotente possa renderci come è da sempre suo mestiere, è la natura. Dunque torna il fardello che portano dall’alba dei tempi credenti e atei: cosa regola la natura, e perché consente tutto questo.

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