Logistica, conservazione e trasporto: sono questi i tre punti chiave legati al vaccino, sviluppato dal gigante farmaceutico statunitense Pfizer e dalla società biotecnologica tedesca BioNTech, che Stati Uniti ed Europa si troveranno ad affrontare nei prossimi mesi. Le infrastrutture, dunque, svolgeranno un ruolo logistico come mai prima e questo aspetto, più che la disponibilità delle dosi, costituirà il gap più difficile da colmare da parte nei Paesi più arretrati. Il problema è particolarmente grave nel sud del mondo, dove molti villaggi rurali non dispongono nemmeno di frigoriferi per i vaccini più comuni. Il problema, però, persiste anche nel mondo avanzato: numerosi, fra i centri medici americani ed europei più all’avanguardia, infatti, hanno dichiarato di non essere in possesso della tecnologia necessaria per raffreddare i vaccini.

Le super fattorie del freddo a Kalamazoo e Puurs

Kalamazoo, in Michigan, e Puurs, in Belgio, saranno il quartier generale del vaccino anti Covid-19 nel Mondo: qui, due strutture delle dimensioni di un campo da calcio ospiteranno centinaia di grandi congelatori in grado di mantenere le dosi di vaccino alla temperatura corretta, ovvero -70 ° C (-94 ° F). I centri di Kalamazoo e Puurs hanno già preparato centinaia di migliaia di dosi e, qualora la loro capacità logistica non dovesse bastare, altre due “fattorie del freddo” a Pleasant Prairie, Wisconsin, e a Karlsruhe, in Germania, sono pronte a fornire capacità di stoccaggio aggiuntiva.

La contea di Kalamazoo, che ospita il laboratorio Pfizer, ha iniziato a congelare le dosi e discutere le strategie di distribuzione. Data, inoltre, la posizione più centrale della contea di Kent, il dipartimento sanitario di quest’ultima si è offerto volontario per essere un futuro hub di stoccaggio regionale, ordinando prontamente tre super freezer per ospitare fino a 250mila dosi. Secondo il Piano di vaccinazione pubblicato il 16 ottobre, il dipartimento della Salute dello Stato sta già pianificando come il Michigan gestirà il vaccino: le contee di Kalamazoo e Kent saranno probabilmente due delle tante contee del Michigan assegnate al primo ciclo di stoccaggio e distribuzione.

Nel frattempo, negli Usa, i requisiti della catena del freddo per il vaccino potrebbero essere d’ostacolo nel raggiungere i sistemi sanitari rurali: anche il New Hampshire ha acquistato congelatori ultrafreddi e, come altri Stati, sta facendo pressione sull’amministrazione Trump per ulteriori fondi. Dalla California, inoltre, giunge l’allarme circa le forniture di macchine del freddo: queste ultime sarebbero davvero limitate mentre circa la metà dei dipartimenti sanitari degli Stati sta cercando di acquistare o affittare ulteriori forniture di celle frigorifere.

Venendo all’Europa, Puurs, una città di circa 16.000 abitanti a circa 16 chilometri a ovest di Mechelen, nella provincia di Anversa, sarà l’estremità europea della catena di distribuzione, con circa 325 congelatori industriali installati nello stabilimento, che contano di divenire entro l’inizio del prossimo anno 700, più del doppio. Per far fronte all’enorme compito, Pfizer Puurs ha assunto 150 nuovi dipendenti e il 90% dei posti vacanti è stato coperto. Questa enorme macchina da guerra promette che le proprie spedizioni impiegheranno 20 aeromobili, con un tempo di viaggio totale stimato dalla fabbrica al centro di vaccinazione di tre giorni, stimando di distribuire circa 1,3 miliardi di dosi solo il prossimo anno.

Il nodo delle spedizioni

Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno ordinato immediatamente 100 milioni di dosi, con la possibilità di prenotarne altri 500 milioni. La Commissione Europea, agendo per conto degli Stati membri, ne ha ordinati 200 milioni con un’opzione per altri 100 milioni.  Al contempo, l’Unicef, il più grande acquirente mondiale di vaccini, ha affermato di aver installato, in collaborazione con la WHO, più di 40.000 frigoriferi per conservare i vaccini nei Paesi a basso reddito, principalmente in Africa, negli ultimi anni. L’Unicef ha anche acquistato centinaia di milioni di siringhe e le sta conservando in magazzini controllati dall’Unicef pronte per essere spedite una volta che i vaccini Covid-19 saranno disponibili.

Dai siti di stoccaggio, il vaccino verrà trasportato in scatole di imballaggio delle dimensioni di una valigia, riempite con ghiaccio secco (anidride carbonica solida) che sono state appositamente progettate da Pfizer. Ogni scatola riutilizzabile può contenere tra 1.000 e 5.000 dosi a temperature ultra fredde per un massimo di 10 giorni. Secondo Pfizer, il suo vaccino può essere conservato fino a cinque giorni a temperature di frigorifero di 2-8 ° C. Le scatole, che sono tracciate dal GPS, consentiranno alla Pfizer di spedire il vaccino più velocemente – si prevede che oltre 24 camion al giorno li trasporteranno da Kalamazoo e Puurs agli aeroporti, spostando circa 7,6 milioni di dosi al giorno.

Anche le società di logistica UPS, FedEx e DHL si stanno preparando a spedire i vaccini. UPS, ad esempio, ha costruito due catene del freddo, una nei Paesi Bassi e una negli Stati Uniti, per ospitare un totale di 600 congelatori che possono contenere ciascuno 48.000 fiale di vaccino a temperature fino a -80 ° C. DHL ha anche aperto un nuovo impianto di refrigerazione, a Indianapolis, e FedEx si sta progressivamente dotando di congelatori e autocarri refrigerati.

Le difficoltà generate dalle caratteristiche del vaccino e dalle peculiarità della catena del freddo, se da un lato hanno galvanizzato governi, borse e opinione pubblica, dall’altro fanno guardare con maggiore interesse ad altre formule possibili: i vaccini sviluppati da Johnson & Johnson negli Stati Uniti, AstraZeneca in collaborazione con l’Università di Oxford, la francese Sanofi e il produttore di farmaci britannico GlaxoSmithKline, non dovrebbero essere conservati e spediti a tali temperature, ergo la loro distribuzione potrebbe rivelarsi più efficiente di quella Pfizer nel prossimo futuro.

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