Sono passati due anni da quando il cuore di Parigi e della cristianità, la cattedrale di Notre-Dame, è stata colpita da un incendio devastante. Il presidente Emmanuel Macron, parlando in diretta televisiva davanti alla nazione all’indomani del rogo, sottolineava che i francesi sono un popolo di “costruttori” e che la cattedrale di Notre-Dame sarebbe stata ricostruita “ancora più bella” e in tempi celeri: “Lo faremo nel giro di cinque anni, possiamo farlo”, nel 2024, quando Parigi ospiterà le Olimpiadi estive. A due anni dall’incendio, tuttavia, l’obiettivo sembra davvero ancora molto lontano, nonostante gli annunci di queste ore del governo di Parigi. Come riporta l’agenzia Agi, infatti, la cattedrale “sarà riaperta nel 2024”, almeno stando alle parole della ministra della Cultura francese, Roselyne Bachelot, confermando che gli 833 milioni di euro ottenuti tramite una raccolta fondi pubblica, nazionale e internazionale, saranno sufficienti per completare i restauri. La ministra dovrebbe visitare la cattedrale nella giornata di oggi in compagnia del presidente, Emmanuel Macron, a due anni esatti dall’incidente. Il primo evento in calendario è un Te Deum che sarà celebrato il 16 aprile del 2024.

Le promesse di Macron: “Pronta in cinque anni”

“Questa visita sarà l’occasione per il Capo dello Stato per ringraziare ancora tutti coloro che hanno contribuito a salvare la cattedrale dalle fiamme, tutti coloro che stanno lavorando alla sua ricostruzione (falegnami, ponteggi, tecnici di funivie, gruisti, costruttori di organi, maestro vetrai, restauratori di pittura e scultura, scalpellini, archeologi e ricercatori), così come i 340.000 donatori da tutto il mondo che rendono possibile questo progetto” sottolinea la presidenza francese in una nota. È probabile che anche oggi Macron ribadirà l’obiettivo di completare il restauro entro il 2024, come promesso due anni fa. L’anno scorso, in un videomessaggio, ha rinnovato questa promessa nonostante l’interruzione del cantiere a causa della pandemia, ricorda Le Figaro. Trattasi tuttavia di un obiettivo del tutto irrealistico, secondo gli esperti.

Perché queste sparate? Banalmente, fra un anno esatto in Francia ci sono le elezioni e Macron si gioca la rielezione. Rimangiarsi ora la parola su un tema cruciale e simbolico come Notre-Dame sarebbe alquanto deleterio, politicamente parlando. I sondaggi non sembrano essere incoraggianti per il presidente uscente: a soli 12 mesi dall’appuntamento elettorale, solo il 35% dei francesi afferma di avere fiducia nell’azione del governo circa la gestione della pandemia e solo il 45% ha un’opinione favorevole di Macron, secondo due recenti sondaggi dell’Ifop. A sfidare Emmanuel Macron, a destra, ci saranno quasi sicuramente Marine Le Pen, presidente del Rassemblement National, e l’ex Les Republicains Xavier Bertrand. Da sinistra sfideranno Macron Jean-Luc Mélenchon e, probabilmente, la socialista Anne Hidalgo, sindaca di Parigi.

“15 o 20 anni per il restauro”

Notre Dame restaurata in cinque anni? Impossibile. Secondo il rettore della cattedrale, Patrick Chauvet, il cantiere potrebbe rimanere attivo per almeno 15 o 20 anni. “Posso garantire che c’è del lavoro da fare!” ha spiegato all’Associated Press. L’incendio, infatti, ha distribuito enormi quantità di piombo tossico dal tetto bruciato della cattedrale sul sito e nelle vicinanze, complicando non poco l’intervento di pulizia che è stato dovuto mettere in campo prima che i lavori di restauro possano iniziare, circa nel 2022 stando alle stime degli esperti. Come spiega Il Post, ad oggi il lavoro principale svolto è stata la messa in sicurezza di Notre-Dame, con la rimozione dei ponteggi che erano stati allestiti intorno alla cattedrale nel 2018 per un’operazione di restauro e rimasti danneggiati nell’incendio.  Lo smantellamento dei vecchi ponteggi è stato completato soltanto nel novembre del 2020, ma per la completa messa in sicurezza della cattedrale si dovrà attendere la fine di quest’estate.

Ancora non chiare le origini dell’incendio di Notre-Dame

Era il 15 aprile 2019 quando la cattedrale gotica, vecchia di più di 850 anni, aveva perso la guglia, il tetto, l’orologio e parte della sua volta, devastata dalle fiamme, sotto lo sguardo incredulo di migliaia delle persone. Ma quali sono le cause del rogo? Un’indagine preliminare fu immediatamente aperta dalla Procura di Parigi e due mesi dopo le indagini furono affidate a tre giudici inquirenti del tribunale giudiziario di Parigi, con prerogative più ampie. La “pista” più accreditata, al momento, rimane  quella del cortocircuito.

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