Nelle più grandi città della Cina gli ospedali pubblici sono stati presi d’assalto da un’ingente quantità di pazienti infettati dal Covid. Da quando il governo ha annunciato la fine della Zero Covid Policy e introdotto la strategia della convivenza con il virus, Pechino sta facendo i conti con una gigantesca ondata di infezioni, unità alla carenza di operatori sanitari, la maggior parte dei quali infetti e dunque impossibilitati a prestar servizio.

I funzionari sanitari hanno spiegato che i cittadini non dovrebbero rivolgersi alla linea diretta di emergenza se i loro casi sono lievi. Il messaggio non è evidentemente ancora stato recepito, visto che decine e decine di persone hanno fatto la fila per ottenere un ricovero negli ospedali, tra le altre metropoli, di Wuhan, Guangzhou, Pechino e Shijiazhuang. Chi, invece, ha scelto di restare a casa non è stato in grado di acquistare antipiretici online o in farmacia, mentre altri avrebbero pagato enormi quantità di denaro per importare l’antidolorifico Panadol da Hong Kong.

Gli esperti cinesi sostengono che il numero di infezioni da Covid dovrebbe continuare ad aumentare da qui alle prossime tre o quattro settimane. Il motivo è presto detto: i ceppi di Omicron sono meno pericolosi rispetto a quelli originali, ma comunque in grado di causare polmonite negli organismi delle persone affette da malattie croniche o negli over 80. Ebbene, in Cina almeno 25 milioni di cittadini di età superiore ai 60 anni non avrebbe ricevuto nemmeno la vaccinazione iniziale, mentre dei circa 35 milioni di over 80 soltanto il 40% avrebbe ricevuto la dose booster.



Contagi in aumento, ospedali in affanno

I media cinesi hanno raccontato che gli ospedali nelle città più grandi del Paese sono stati completamente occupati nell’arco degli ultimi sette giorni. A Pechino, molti pazienti hanno chiamato il “120” per il servizio di ambulanza, mentre altri si sono messi in fila all’esterno e all’interno degli ospedali.

Uno degli aspetti da tenere in considerazione è che, stando alle testimonianze di vari medici operativi in prima linea, un gran numero di persone si sarebbe rivolta agli ospedali pur avendo soltanto febbre, mal di gola o semplici dolori muscolari. Intasando le liste di attesa ma, soprattutto, contagiando il personale medico dei vari reparti.

Chen Xiaoyou, vicedirettore del Beijing Ditan Hospital, ha detto al Beijing Youth Daily che c’erano 367 pazienti Covid nel suo ospedale, un terzo dei quali di 60 anni o più. I funzionari della struttura hanno affermato che, d’ora in avanti, saranno ricevuti soltanto i pazienti più gravi, mentre gli altri saranno inviati negli appositi centri di quarantena (costruiti non tanto per prolungare la Zero Covid Policy ma per far fronte probabilmente a questa evenienza) o nei rispettivi domicili.

Wang Yong, vicedirettore del Beijing Emergency Medical Centerha dichiarato  che negli ultimi giorni il centro ha ricevuto più di 30.000 chiamate di emergenza al giorno, circa sei volte il livello normale. 

Zhang Wenhong, capo della divisione Malattie infettive dell’ospedale Huashan di Shanghai, ha affermato che il personale medico prepararsi per un mese difficile, poiché il picco dell’attuale ondata epidemica sarà visibile solo tra tre o quattro mesi.

Il Covid in Cina

Xia Gang, un funzionario dell’Amministrazione nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha affermato che sarebbe necessario accelerare il programma di vaccinazione per le persone di età pari o superiore a 80 anni. Xia ha dichiarato che molte persone anziane non si erano vaccinate perché pensavano che non sarebbero state infettate, mentre altri erano preoccupati per i possibili effetti collaterali dei vaccini.

In attesa che le vaccinazioni facciano il loro corso, le autorità sanitarie cinesi devono tuttavia preoccuparsi dell’immediato presente. Anche se i tassi di mortalità non sembrerebbero essere elevati c’è infatti da gestire il sovraffollamento degli ospedali.

“Gli esperti prevedono un picco di infezioni nei prossimi 1-3 mesi, con circa il 60% della popolazione infetta. Questo spremerebbe i pronto soccorso degli ospedali e le unità di terapia intensiva, già sommersi, e consumerebbe gli operatori sanitari”, ha scritto Caixin.

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