La pandemia di coronavirus ha messo a dura prova la tenuta di molti sistemi sanitari ma, ai danni provocati dal morbo, potrebbero aggiungersi costi collaterali pesanti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato la sospensione di tutte le campagne vaccinali di massa per ridurre i carichi di lavoro in emergenza e favorire il distanziamento sociale. Queste campagne sono importanti nei Paesi più poveri dato che forniscono vaccini, in un breve arco temporale, a milioni di individui che altrimenti ne resterebbero sprovvisti. Secondo Seth Berkley, a capo di Gavi Alliance, le sospensioni avrebbero interessato 13,5 milioni di persone che non sarebbero state vaccinate contro malattie come la poliomelite mentre Science, come riportato dal Post, segnala che fino ad ottanta milioni di bambini potrebbero non ricevere la vaccinazione per il morbillo.

Problematiche interconnesse

Il Covid-19 non ha inficiato solo le campagne vaccinali ma anche la sperimentazione clinica di nuovi farmaci. Gli scienziati sono focalizzati sulla necessità di trovare un vaccino o trattamenti farmacologici per il morbo ed i ricercatori hanno dovuto interrompere la sperimentazione di terapie che curano altre malattie. Per Tim Dyer, a capo di Addex Therapeutics si assisterà ad un’interruzione quasi completa della ricerca clinica a causa della pesante mole di lavoro che devono affrontare i sistemi sanitari.  Roy Herbst, ricercatore sul cancro polmonare presso l’università di Yale (le cui parole sono state riportate da Nature), ha reso noto come i test clinici sul cancro siano stati interrotti quasi completamente. Molti pazienti coinvolti hanno tumori in stato avanzato e sarebbero  vulnerabili ad un’infezione da coronavirus: diversi trattamenti contro il cancro hanno effetti collaterali pesanti e più in generale il monitoraggio medico potrebbe risultare difficile durante un’epidemia.

L’allarme

Henrietta Fore, a capo dell‘Unicef, ha ricordato come le immunizzazioni subiranno interruzioni in particolare modo in Africa, Asia e Medio Oriente, proprio dove c’è più bisogno di esse. I bambini più colpiti saranno quelli che vivono in Paesi devastati dalle guerre o afflitti da gravi disastri naturali. L’Unicef è particolarmente preoccupato per la sorte di quegli Stati che stanno affrontando epidemie di morbillo, colera o poliomielite e che, al tempo stesso, devono avere a che fare con il Covid-19. Tra questi ci sono l’Afghanistan, la Repubblica Democratica del Congo, le Filippine ed il Sud Sudan. Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, dunque, non bisogna far si che gli sforzi per combattere il coronavirus danneggino gli altrettanto importanti programmi di immunizzazione. L’Unicef si farà dunque carico di supportare l’accesso ai vaccini da parte dei Paesi che più ne hanno bisogno avendo però cura che ciò non aiuti la trasmissione del Covid-19. Sullo sfondo, poi, ci sono altre epidemie ancora in corso come quella di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo: le morti, avvenute negli ultimi giorni, di due ulteriori pazienti, hanno impedito a Kinshasa di dichiarare la fine dell’epidemia nello Stato, che non registrava la presenza di nuovi casi da alcune settimane. Nel 2014 il morbo si era diffuso in Africa occidentale ed aveva colpito Guinea, Liberia e Sierra Leone infettando 28.600 persone ed uccidendone 11.300.

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