Dando un’occhiata alla tabella che registra quotidianamente il numero dei casi di nuovo coronavirus presenti nei vari Paesi, notiamo subito come la Cina non occupi più la prima posizione. Se fino a poche settimane fa il gigante asiatico era in vetta, sia per quanto riguarda i pazienti contagiati che per i decessi, ora il Dragone è stato superato dagli Stati Uniti, in attesa del sorpasso italiano e, con ogni probabilità, di qualche altro Stato europeo come Spagna e Germania.

A oggi le autorità cinesi hanno riportato 81.340 casi complessivi. Un valore, questo, che prende in considerazione i morti (3.292), i guariti (74.588) e i casi ancora attivi (74.588). Fin dai primi giorni dell’epidemia, poi diventata pandemia, gli esperti sono subito apparsi diffidenti: quelli comunicati di volta in volta da Pechino, sono valori attendibili? Dubbi del genere sono emersi anche in relazione alle cifre di altri Paesi. Emblematica la situazione in Germania, dove si contano “solo” 285 morti a fronte di 47.343 casi totali: un’inezia in confronto agli 8215 decessi italiani su 81.340 casi.

Tornando alla Cina, adesso oltre la Muraglia la situazione sembra essere tornata sotto controllo. Il numero dei contagi è stabile; ci sono pochi di casi al giorno (l’ultimo bollettino parla di 55 infetti), la maggior parte dei quali collegabili a cittadini cinesi provenienti dall’estero. Eppure c’è qualcosa che non torna nelle cifre propinate anche dall’Organizzazione mondiale della sanità (Who).

Il reale numero dei morti

Per alimentare il dibattito sul reale numero dei morti in Cina causati da Covid-19, Bloomberg propone un’analisi basata su un semplice dato di fatto: il numero di persone in fila per ricevere le ceneri dei loro cari deceduti a causa del nuovo coronavirus.

Dal momento che il Covid-19 è un agente patogeno molto contagioso, chi ha perso la battaglia contro il virus è stato cremato per azzerare il rischio della possibile trasmissione della malattia. A poco più di due mesi dal lockdown totale dalla città cinese epicentro del contagio, le famiglie che hanno dovuto fare i conti con un lutto sono state autorizzate a raccogliere le ceneri dei parenti passati a miglior vita. Sui social media cinesi sono apparse diverse foto che ritraggono lunghissimi serpentoni di cittadini che aspettano il loro turno in fila indiana.

Secondo quanto riportato da Caixin, nelle giornate di mercoledì e giovedì i camion hanno spedito nel capoluogo dello Hubei la bellezza di 2.500 urne funerarie. Un’altra immagine pubblicata dallo stesso Caixin mostra invece 3.500 urne accatastate all’interno di un edificio. Non è chiaro quante urne siano state riempite, anche se numeri del genere fanno impressione. Perché inviare 6mila urne a Wuhan se i numeri parlano di poco più di 3mila vittime in tutta la Cina?

Urne funerarie e cremazioni

I dati cinesi relativi a Wuhan parlano di 2.535 persone morte a causa del nuovo coronavirus. Caixin scrive anche che numerosi cittadini hanno avuto sintomi di Covid-19 ma, non essendo stati testati, risultano esclusi dal conteggio dei dati ufficiali. Ci sono anche pazienti che sono morti per altre malattie a causa di un trattamento inadeguato, a causa di ospedali affollati.

Insomma, la situazione è molto complessa. I numeri potrebbero essere più alti, e questo non necessariamente perché il governo cinese ha deciso deliberatamente di mentire. In ogni caso, stando ai dati dell’agenzia per gli affari civili della città, nel quarto trimestre del 2019 a Wuhan ci sono state 56.007 cremazioni; il numero supera di 1.583 unità quelle avvenute nel quarto trimestre del 2018 e di 2.231 quelle del 2017.

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