“Grazie ai fantastici progressi con il Covid possiamo allentare le misure”. Il messaggio di Boris Johnson risuona forte e chiaro: tanti saluti al Green Pass e alle restrizioni attuate nelle scorse settimane nel tentativo di frenare la diffusione della variante Omicron. Il Regno Unito guarda avanti, e lo fa con la consapevolezza di voler presto alla normalità in tutti gli ambiti della vita sociale. Dopo una fiammata meno aggressiva di quanto ipotizzato dagli esperti, i più importanti indicatori pandemici – dai contagi alle ospedalizzazioni – sono infatti in calo o stabili. Significa quindi che Sars-CoV-2 sparirà presto dalla routine dei cittadini britannici? Niente affatto.

Come hanno spiegato gli esperti, il virus ha imboccato il percorso che porta dritto verso l’endemicità e, a meno di clamorosi colpi di scena, e nel giro di tempi non lunghissimi, diventerà una specie di influenza. In altre parole, il nemico invisibile continuerà a restare tra noi, ma senza più recare particolari danni. Merito degli anticorpi generati dagli organismi dei cittadini britannici, stimolati sia dall’esposizione al virus – verificata nella prima fase dell’emergenza sanitaria – che, soprattutto, dalla vaccinazione di massa. Morale della favola: Omicron ha fatto meno paura del previsto. Anche se a Downing Street nessuno se la sente di ammetterlo pubblicamente.

Green Pass archiviato

Alla luce di un simile scenario, Johnson ha annunciato alla Camera dei Comuni, dopo il Question Time, che le restrizioni extra anti Covid attuate in Inghilterra evaporeranno presto – a fine mese – come neve al sole. Da domani, intanto, sarà formalizzata la decisione di revocare la raccomandazione del lavoro da casa, il Green Pass versione Uk e l’obbligo di indossare mascherine ovunque. Queste raccomandazioni, contenute nel piano adottato per arginare Omicron, saranno dunque archiviate e consegnate alla storia.

Per quanto riguarda il Green Pass, ricordiamo che Londra aveva introdotto un mini Green Pass vaccinale per scongiurare la diffusione del virus in vista delle festività natalizie e di fine anno. Il documento, riservato ai vaccinati, era necessario per partecipare a serate in discoteca e grandi eventi, e non – a differenza dell’Italia e altri Paesi – per lavorare o entrare in altri luoghi pubblici. Vedremo se altri governi imiteranno l’esecutivo guidato da Johnson, accusato da molti di aver optato per l’allentamento delle misure soltanto nel tentativo di recuperare consensi in seguito alla vicenda del Partygate.

Le parole di Johnson

Johnson ha tuttavia giustificato l’imminente mossa di Londra insistendo sul livello record “in Europa” fatto registrare dal Regno Unito nella somministrazione delle terze dosi booster del vaccino, offerte già a oltre il 60% degli over 12 e a oltre il 90%” degli ultrasessantenni. Ma anche sulla scelta d’imporre un livello limitato di restrizioni contro la variante Omicron, rispetto “ad altri Paesi europei”.

Cosa che nelle sue parole ha consentito all’isola di tornare sopra i livelli di pil pre Covid, di far segnare il tasso di crescita economica “più alto del G7” in questi mesi e di risalire a massimi storici dei tassi occupazionali, in particolare “dell’occupazione giovanile”. Intanto anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha elogiato i risultati raggiunti dal Regno Unito. “Guardando le cose dal punto di vista dell’Uk, sembra che ci sia luce in fondo al tunnel”, ha dichiarato David Nabarro, emissario speciale dell’Oms per il dossier Covid. Il conto alla rovescia di Londra per salutare Green pass e mascherine è appena iniziato.

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