L’invio di medici militari nella provincia dell’Hubei, epicentro del contagio del nuovo coronavirus. Oltre 41 milioni di cittadini tenuti in quarantena per contrastare l’emergenza, il blocco ai trasporti pubblici di decine di città, unito alla chiusura di stazioni e aeroporti, di luoghi aperti al pubblico, teatri, locali e karaoke. Controlli asfissianti ai pochissimi viaggiatori che hanno il coraggio di spostarsi in uno scenario apocalittico, degno dei migliori film di fantascienza.

La Cina passa alle maniere forti nel disperato tentativo di arginare l’azione del 2019-n-Cov, il misterioso virus partito da Wuhan e presto diffusosi nell’intero Paese. E pure al di là della Grande Muraglia, con casi accertati in Thailandia, Giappone, Corea del Sud, soltanto per citare qualche nazione, e casi sospetti al di fuori dell’Asia, Europa compresa.

A quasi un mese dall’esplosione dell’emergenza ancora non esiste un vaccino e non si conoscono ancora le origini del virus. C’è chi ipotizza che la malattia possa essere arrivata dai serpenti, chi dai pipistrelli (entrambi venduti nei cosiddetti mercati popolari) e chi, addirittura, ritiene che il disastro possa essere ricollegato a un errore umano commesso da qualche scienziato del Wuhan National Biosafety Laboratory dal quale sarebbe fuggito l’agente patogeno.

Anche Pechino e Shanghai si blindano

Il governo cinese ha imposto misure drastiche anche a Pechino nel tentativo di evitare la massiccia diffusione del contagio di polmonite da coronavirus. Chiusa la Città Proibita ma anche altri siti turistici, come il Museo Nazionale, che affaccia su Piazza Tiananmen, e la Biblioteca Nazionale.

Inagibili anche alcune parti della Grande Muraglia, uno tra i monumenti più conosciuti del Paese. Sempre nella capitale, sono previste altre restrizioni: inagibili le tombe dei Ming e la foresta della pagoda Yinshan. Porte sbarrate anche per lo stadio nazionale di Pechino, noto come “nido d’uccello”. La data di riapertura, si legge in una nota diffusa dai media cinesi, verrà comunicata in futuro.

Le autorità sanitarie di Shanghai hanno innalzato il livello di risposta alle emergenze sanitarie al grado massimo, il livello 1. Stando a quanto riportato dallo Shanghai Daily, la metropoli ha annunciato anche la chiusura del parco divertimento di Disneyland.

La decisione, spiega l’amministrazione, è stata presa “ al fine di prevenire e controllare l’epidemia e per tutelare la salute” dei clienti e del personale”. Va da sé che chi aveva precedentemente acquistato i biglietti per accedere a uno dei siti chiusi, o prenotato hotel, riceverà l’intero rimborso della somma spesa.

La copertura dei media cinesi e i rischi in aumento

La città cinese di Wuhan, da cui è partito il focolaio di coronavirus, sta rapidamente costruendo un ospedale da mille posti letto interamente dedicato alla malattia. La struttura, prefabbricata, dovrebbe essere completate entro il prossimo 3 febbraio; sarà modellata sul precedente ospedale Xiaotangshan di Pechino, costruito per contenere l’emergenza Sars.

A proposito della capitale, le autorità hanno esortato “chi ritorna a Pechino dalle zone a rischio contagio” a restare a casa per 14 giorni, cioè per il periodo di incubazione del virus.

Tuttavia la domanda che si fanno in molti è una: quanto sta facendo la Cina, basterà a scongiurare l’apocalisse? Il monito proveniente dall’Inserm, l’Istituto nazionale francese di salute e ricerca medica, parla chiaro: chiudere gli aeroporti della provincia dell’Hubei non eviterà l’esportazione del virus, se nel frattempo l’epidemia si è propagata in altre aree del Paese. Gli stessi esperti ritengono che il rischio di avere almeno un caso in Europa nelle prossime due settimane oscilli dal 30% al 70%.

Mentre imperversa la tempesta, i media cinesi hanno relegato la notizia dell’epidemia in secondo piano. Fino a questo momento i giornali di Stato sembrano intenzionati a dare un’immagine rassicurante del misterioso coronavirus. Il Quotidiano del Popolo, ad esempio, ha aperto l’ultima edizione del cartaceo con gli auguri del presidente Xi Jinping in vista del Capodanno lunare. La tv nazionale, Cctv, ha inserito le notizie relative al 2019-n-CoV al settimo o all’ottavo posto della scaletta.

La sensazione è che le autorità, pur profondamente impegnate a contenere il contagio, non vogliano mostrare alcun segnale di panico.

Eppure, stando a quanto riferito da Bloomberg, il governo cinese avrebbe ordinato a tutte le agenzie di viaggio di sospendere le vendite di tour nazionali e internazionali per contenere la diffusione del nuovo coronavirus. Il ministero della Cultura e del Turismo ha disposto tanto alle agenzie di viaggio quanto agli operatori turistici di interrompere la vendita di pacchetti a partire da oggi.

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