Il Bangladesh deve fare i conti con l’escalation del terrore islamista. Nelle scorse settimane, il Paese è stato colpito da una serie di attacchi suicidi da parte dei jihadisti appartenenti a gruppi estremisti: la tensione, in una delle nazioni islamiche più popolose al mondo, è ai massimi livelli. Come racconta Asia Times, alla fine di marzo, un terrorista si è fatto saltare in aria nei pressi di un posto di blocco della polizia all’entrata dell’aeroporto di Dacca.strip_reporter_dayIl giorno seguente, un altro jihadista ha compiuto un attacco suicida vicino a una base militare, sempre nella capitale, ferendo due addetti alla sicurezza. Nelle stesse ore, l’esercito fronteggiava e uccideva quattro islamisti in un nascondiglio nella città orientale di Syhelt: tutti e quattro indossavano dei gilet con delle cariche esplosive, ed erano pronti a morire in nome del fanatismo.Paese nella morsa degli islamistiGli attacchi suicidi si sono intensificati nel Paese in virtù della lotta senza esclusioni di colpi tra le forze governative e gli estremisti islamisti a partire dal 24 dicembre, quando una donna, moglie di un noto terrorista, si è fatta esplodere in un nascondiglio di Dacca. «Le esplosioni suicide non hanno causato molte vittime finora perché gli islamisti non sono adeguatamente addestrati. Ma in futuro potrebbero causare più danni» – ha dichiarato ad AsiaTimes tenente generale John Mukherjee, ex capo del personale dell’esercito orientale dell’India.Dinanzi a questa preoccupante escalation di violenza e terrore, il governo si è subito dato da fare: le forze antiterrorismo del paese – costituite dalla polizia e dall’esercito – hanno lanciato operazioni coordinate al fine di fronteggiare la crescente sfida del radicalismo islamico. Secondo molti esperti, se fino a questo momento le vittime sono state tutto sommato contenute, lo si deve all’ottimo lavoro di polizia e intelligence messo in campo dai governativi.Attacchi in aumento, ma il governo rispondeNegli ultimi due danni si è purtroppo registrato un aumento costante di assassini e omicidi a fondo religioso. Numerosi intellettuali e personalità del mondo «laico» del Bangladesh sono stati assassinati: blogger, scrittori, politici, artisti, uccisi a colpi di machete da estremisti appartenenti a gruppi come come Jamaat ul Mujahideen Bangladesh (JMB), Ansarullah Bangla Team (ABT) e Harkatul Jihad al Islami (HUJI ). Il primo luglio 2016, inoltre, un gruppo formato da sei terroristi ha preso in ostaggio i clienti – perlopiù stranieri – di un ristorante di lusso nell’affollato quartiere di Gulsa, a Dacca, uccidendone 20, prima di essere neutralizzati dall’esercito. Al Qaeda e ISIS hanno rivendicato decine di attacchi negli ultimi anni, ma il governo laico di Hasina sostiene che si tratta perlopiù di formazioni estremiste locali. Nel mirino degli islamisti ci sono soprattutto i cristiani presenti nel Paese, come testimonia questo video diffuso dallo Stato islamico, che incita al massacro; cristiani che rappresentano circa lo 0,6% dei fedeli in una nazione a larghissima maggioranza sunnita.L’obiettivo degli islamisti: delegittimare il governo laicoSheikh Hasina è primo ministro del Bangladesh dal 2009. E’ espressione della «Awami League» – «Lega Popolare Bengalese» – formazione «secolarista», laica, di ispirazione nazionalista e socialista. Sin dall’indipendenza dal Pakistan nel 1971, ci sono stati due visioni dominanti del nazionalismo – la prima secolarista e laica basata sulla lingua bengalese, la seconda più vicina all’Islam politico. Il governo di Sheikh Hasina rappresenta dunque un argine alla deriva islamista e al terrore, in un periodo in cui la guerra contro i jihadisti ha raggiunto una fase cruciale e delicata nel Paese.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.