Stanchi e scavati dalla fame uomini in mimetica e col volto coperto girovagano alla ricerca di una vacca da rubare, di un capretto, di un villaggio in cui siano rimasti ancora dei polli da portare via o delle riserve di sorgo.Una colonna azzannata dalla miseria vaga nel nord della Nigeria e si tratta dell’esercito del terrore di Boko Haram, che con la sua lotta ha dato vita a una crisi alimentare di cui ora ne è vittima.

Nel nord del Paese africano e anche nelle regioni settentrionali del Camerun una crisi alimentare dovuta alla guerra della setta jihadista legata al Daesh, sta costringendo alla fame l’intera popolazione della zona.  A causa del conflitto e dello stato di psicosi, moltissimi campi sono stati lasciati incolti, il bestiame è andato perduto, i mercati hanno chiuso sia perché i commercianti non hanno più nulla da vendere ma anche perché c’è timore a recarsi in luoghi affollati dopo che il gruppo islamista li ha eletti a posti deputati per le sue stragi.

Ecco però che la crisi alimentare che sta minacciando e coinvolgendo decine di migliaia di persone ha travolto la stessa formazione ribelle che l’ha provocata. A rivelarlo un reportage del New York Times. Il quotidiano statunitense ha infatti raccontato la situazione nel nord della Nigeria e del Camerun raccogliendo le testimonianze di profughi e uomini del contingente internazionale che sta combattendo Boko Haram.

”Hanno bisogno di cibo, hanno bisogno di mangiare”, sono state le parole di Midjiyawa Bakara, governatore delle regione Far North del Camerun riferendosi ai guerriglieri, e poi il generale dell’esercito nigeriano Abubakar, ha raccontato che decine di miliziani si sono arresi nell’ultima settimana e con loro c’erano anche bambini e donne prigioniere. E la previsione è che altri seguiranno il loro esempio dal momento che oggi la crisi alimentare, intensificata anche dalla stagione arida, sta piegando le gambe al gruppo jihadista che mai è si è trovato ad affrontare un nemico del genere.

Nessun esercito, nessuna task force congiunta, era mai riuscito prima d’ora a indebolire così la setta di Shekau, il problema però che la carenza di alimenti è totalizzante e sta colpendo anche la popolazione civile e i due milioni di profughi che il conflitto ha provocato.

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