“Al-Nusra in Siria sa come intervenire. Sa perfettamente come manipolare i mass media. Guardiamo ai caschi bianchi: pura propaganda., con la quale sono riusciti a ottenere persino dei premi. Loro sanno cosa dire al pubblico e in politica, ogni giorno”. Ad affermarlo non è un’opinionista qualsiasi ma John Pilger, celebre giornalista e regista documentarista australiano: un reporter che ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per le sue battaglie per i diritti umani ed è stato nominato per ben due volte “Giornalista dell’anno” in Gran Bretagna nel 1967 e nel 1978. I suoi documentari, a partire dal celebre Year Zero: The Silent Death of Cambodia del 1979, hanno fatto scuola e sono conosciuti in tutto il mondo.

Una firma autorevole e prestigiosa del mondo dell’informazione, da quasi 50 anni in prima linea nel raccontare guerre e conflitti, che mette in dubbio l’attendibilità dell’operato dei caschi bianchi, bollandoli come strumento di “propaganda” di Al Nusra, la diramazione siriana dei terroristi di Al Qaida (Hayat Tahrir Al-Sham il nome dell’ultima incarnazione della formazione jihadista). John Pilger è intervenuto sul tema pochi giorni fa, intervistato dall’emittente televisiva Russia Today durante il programma “Going Underground”.

Terrorismo e petro-monarchie: “Hillary Clinton sapeva tutto”

Il celebre film-maker accusa i Paesi del Golfo – Qatar e Arabia Saudita – di finanziare i gruppi jihadisti e l’occidente di essere a conoscenza di questo legame. In particolare, il regista rimarca le gravi responsabilità dell’ex Segretario di Stato americano Hillary Clinton: “La Gran Bretagna, in particolar modo, e gli Stati Uniti, hanno usato Al Qaida, l’Isis, Al Nusra – osserva il regista -. Nelle e-mail di John Podesta pubblicate da Wikileaks, si legge come Hillary Clinton fosse stata apertamente informata del legame tra i Paesi del Golfo e l’Isis. Sappiamo che lei li stava sostenendo come Segretario di Stato e sappiamo anche chi finanziava la sua fondazione”.

“Manchester? Se questa è la politica prevedo nuovi attacchi”

Pilger commenta inoltre il recente attentato terroristico di Manchester che ha ucciso 22 persone durante l’esibizione della popstar Ariana Grande. “Stati Uniti e Inghilterra si sono uniti ai regimi sunniti del Golfo contro l’Iran – afferma -. Io non sono un indovino ma questa è una ricetta spaventosa e l’anticamera di ciò che porterà a nuovi attacchi come a Manchester”. E attacca l’ex primo ministro Tony Blair: “La Gran Bretagna ha un ruolo storico nell’invasione dell’Iraq del 2003, intervento che ha prodotto caos e sofferenza in Medio Oriente, in questo luogo che è tesoro di fossili combustibili e in cui vi sono rivalità tribali. Gli attentati, come hanno dimostrano vari report della stessa Cia, sono una conseguenza delle politiche di Stati Uniti e Gran Bretagna nel Medio Oriente”.

Il legame tra i caschi bianchi e Al Qaida

Varie inchieste internazionali hanno messo in luce la vera identità dei caschi bianchi e il loro legame con le formazioni ribelli salafite. Recentemente, la nota organizzazione umanitaria premiata agli Oscar ha ricevuto un premio a Idlib dagli esponenti di Hayat Tahrir Al Sham (ex Al-Nusra), la diramazione siriana di Al Qaida, con tanto di cerimonia organizzata in loro onore. Il video che immortala l’evento è stato diffuso su twitter e ripreso da alcune agenzie di stampa come Mintpress. In un altro video circolato in rete, il leader del gruppo terroristico, Hashim al-Sheikh – conosciuto come “Abu Jaber” – ha apertamente lodato l’operato dei caschi bianchi, arrivando a definirli “i soldati nascosti della rivoluzione”.

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